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Discografia video

Lacuna coil

Delirium

Recensione
Pubblicato il 03/06/2016
Voto: 7/10

Questo album dei Lacuna Coil è diverso dai lavori precedenti, per vari motivi.
Tre membri hanno lasciato il gruppo, quindi qua si riparte con una formazione in gran parte nuova.
Delirium è completamente autoprodotto (artwork compreso): questo vuol dire che il risultato sia a livello musicale che di scelta della grafica, è proprio quello che hanno pensato e creato loro.
D'altronde di conoscenze tecniche, essendo giunti all'ottavo album da studio, ne hanno sicuramente acquisite e quindi hanno fatto bene a mettere sul piatto la propria esperienza.
L'ingresso di un nuovo batterista, Ryan Blake Folden, ha portato le musiche dell'intero lavoro ad entrare in una dimensione più heavy e tutti i componenti hanno assecondato questa maggiore pesantezza. Anche Marco Coti Zelati si è lascito trasportare da questa energia rinnovata e lo troviamo particolarmente ispirato nella stesura delle partiture musicali.

A livello compositivo tutto è partito dal brano "Delirium": una volta trovata quella parola per il ritornello, si è aperta tutta una serie di tematiche legate alle sofferenze mentali che partono dalla vita di tutti i giorni, da esperienze reali. Sono anche andati a visitare sanatori abbandonati nel nord Italia, hanno visto fotografie d'epoca, tutto per riuscire a cogliere la giusta ispirazione.

Riguardo la scrittura dei testi Andrea Ferro e Cristina Scabbia questa volta hanno fatto tutto da soli, mentre nei precedenti lavori si erano fatti affiancare da professionisti esteri che li aiutavano per l'inglese.

L'iniziale "House Of Shame" alterna la voce growl di Andrea con quella angelica di Cristina. Particolari come le urla sulla cassa destra nel riff centrale, impreziosiscono un pezzo duro e di grande impatto.
In "Broken think" le voci di Andrea e Cristina ha un tono diverso, dando un'impronta meno cupa e più lirica.
"Delirium" è particolarmente orecchiabile, in quanto attacca subito con il ritornello.
"Blood, Tears, Dust" inizia invece con una parte elettronica ed è un brano musicalmente davvero ben riuscito. La voce di Cristina è quasi irriconoscibile!
"Downfall" è praticamente l'unica ballata del disco, dominata dalle liriche di Cristina.
Cantilene di bambini introducono "Take me home" nuovamente corposa, ma con un ritornello di buona presa.
"You Love Me 'Cause I Hate You" parla della sindrome di Stoccolma, cioè quel particolare stato di dipendenza psicologico affettiva che si ha nei confronti di un'altra persona che ci domina anche con la violenza. Chi è affetto da questa sindrome non reagisce alle violenze, ma stabilisce anzi una sorta di rapporto distorto tra vittima e carnefice, in cui la vittima continua a vedere un amore inesistente.
Anche gli altri brani non deludono affatto, l'album normale finesce con "Ultima Ratio", mentre esiste una versione "Cd Box Set" che contiene gadget vari (toppa, braccialetto di gomma nera, foto del gruppo) ma soprattutto tre brani aggiuntivi, anche questi di buon livello.
Malgrado le tematiche trattate, questo lavoro si distacca completamente dal genere gothic metal e dal quasi hard rock dei pezzi recenti, ma allarga gli orizzonti proponendo un metal moderno, con brani ben differenziati l'uno dall'altro, pur mantenendo il loro inevitabile marchio di fabbrica.
I Lacuna Coil sono uno dei pochi casi in cui un gruppo italiano è più conosciuto all'estero che in Italia, ma si sà, molti italiani vedono l'erba del vicino sempre più verde...
Teniamoci gruppi come i Lacuna Coil e ascoltiamo questo valido album metal con l'attenzione che merita.

The House Of Shame (2016)
Lacuna coil - Delirium

Lacuna coil

Delirium

Cd, 2016, Sony Genere: Metal

Brani:

  • 1) The House of Shame
  • 2) Broken Things
  • 3) Delirium
  • 4) Blood, Tears, Dust
  • 5) Downfall
  • 6) Take Me Home
  • 7) You Love Me 'Cause I Hate You
  • 8) Ghost in the Mist
  • 9) My Demons
  • 10) Claustrophobia
  • 11) Ultima Ratio
  • 12) Live to Tell
  • 13) Breakdown
  • 14) Bleed the Pain