Marlene kuntz

Nella tua luce

Recensione
Pubblicato il 11/11/2013
Voto: 8/10

Con la scorsa uscita discografica già avevamo detto di alcuni spunti che ci avevano convinto a rottura della precedente svolta musicale, che pur nel mio rispetto, non aveva convinto appieno parte della critica. Cristiano Godano e soci hanno ripreso il filo del discorso interrotto all’inizio del millennio per fare quell’album che sarebbe dovuto essere, a mio giudizio, il seguito di Che cosa vedi.

Onestà intellettuale infatti significa certamente rivendicare le radici, ma anche il fatto che loro sono cambiati per sempre. Quello che più mi piace di questo nuovo lavoro, è la capacità di aggiornare il cliché Marlene in modo sobrio e misurato, mantenendo però sottotraccia lo spirito e il nerbo inconfondibile della band. Un lavoro che parte da una convinzione e da una cifra stilistica non più stravolta sull’altare della libertà artistica, ma semplicemente e naturalmente adeguata alle sensibilità del momento.

 Ma la cosa più importante da un punto di vista meramente estetico è che questa track list è infarcita di belle canzoni e anzi, tutto suona talmente bene da spazzare via in poco tempo ogni possibilità di revisionismo musicale nei loro confronti. Come non succedeva da tempo il disco risulta compatto e praticamente senza cali importanti in tutte le undici tracce. Musica diretta, ma arricchita da nuove influenze; spumeggiante, ma senza sconfinare nel manierismo più barocco. Nonostante una solida architettura di “sonica” immaginazione alla fine il disco scorre veloce senza risultare appesantito, disegnando alla fine uno schizzo in bianco e nero fresco e con la giusta misura.

E’ così che ci ritroviamo la splendida "Nella tua luce" ad aprire la track con il suo andamento “slow” o "Il Genio" di cui temevo l’ampollosità di una band bolsa e invece si scatena in modo secco come ricordavamo nelle corde della band di Cuneo. Parliamo di "Catastrofe" e "Seduzione". Stupende per come salgono e s’inerpicano nel cuore. Ma i tre pezzi che aggiungono una tacca al voto finale sono la tripletta finale con una particolare citazione per "La tua giornata magnifica" che sembra uscita da una jam session tra i Verve e i Queen of the Stone age. Un ossimoro musicale che sa di miracolo con il suo attacco da palpitazioni in volo pindarico e il suo montare come un fiume in piena: un sogno ad occhi aperti.

Non sono d’accordo con chi paragona i lavori appena usciti con quelli del passato di qualsiasi band si parli.

La reiterazione del vecchio sound anni novanta per intenderci che fa molto parata di fine carriera per non dire “marchetta”ci avrebbe lasciato solamente la certezza di avere in pugno l’ennesimo fossile ormai artisticamente inerme. Fortunatamente invece i Marlene Kuntz dimostrano con questo nuovo episodio di allontanare il prepensionamento anticipato e di voler continuare nella loro evoluzione fatta sì di alti e bassi, ma pur sempre evoluzione.

Per dirla in breve non mancano le graffiate Rock e i giri noise da copertina, ma il tutto fatto dosando aggressività e ragione, istinto e sentimento, puntando anche su una new-wave sporcata da una chitarra famigliarmente americana. Anche le liriche, tornate asciutte e libere di autocommiserazione, hanno in più un Godano che sa soffocare il suo innato snobbismo dentro un animo emozionato. Un cocktail perfetto che a questo punto ci restituisce una band “invecchiata” bene; più equilibrata, più ricca che ha fatto della crisi un’opportunità secondo il tipico approccio culturale cinese.

Il genio (l'importanza di essere Oscar Wilde) (2013)
Marlene kuntz - Nella tua luce

Marlene kuntz

Nella tua luce

Cd, 2013, Sony Music
Genere: Rock

Brani:

  • 1) Nella tua luce
  • 2) Il genio (L'importanza di essere Oscar Wilde)
  • 3) Catastrofe
  • 4) Osja, amore mio
  • 5) Seduzione
  • 6) Adele
  • 7) Su quelle sponde
  • 8) Giacomo eremita
  • 9) Senza rete
  • 10) La tua giornata magnifica
  • 11) Solstizio

Informazioni tratte dal disco

Registrazione Riccardo Parravicini

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