Eugenio Finardi

Finardi

Recensione
Pubblicato il 27/02/2016 - Ultimo aggiornamento: 28/02/2016
Voto: 7.5/10

Finardi è il sesto album del cantautore, un lavoro anomalo nella discografia del nostro sia per i testi che per le musiche, nonchè completamente diverso rispetto al precedente "Roccando rollando". Vediamo le cause di questa anomalia. Intanto ben sette testi sono stati scritti da Valerio Negrini (1946 - 2013) già fondatore e scrittore della maggior parte dei testi dei Pooh.
Inoltre la sua realizzazine non è stata proprio lineare. Nel 1981 Finardi era appena rientrato da Londra a Carimate (un comune nella provincia di Como) e inizia a realizzare un album in inglese. Però proprio in quel periodo il suo contratto passa dalla casa discografica Cicogna alla Fonit Cetra e quest'ultima gli chiede di realizzarlo con testi in italiano.
Le registrazioni avvengono tra il novembre e il dicembre del 1980 ed è pubblicato in vinile nel 1981. Stranamente nella busta interna non ci sono i testi e considerando che in alcuni punti non sono molto intelleggibili, per molti anni (fino all'avvento di internet) non era semplice potersi leggere tali testi.
Andiamo a scorrere i brani!

L'iniziale "Trappole" è un capolavoro di musica e parole, con una musica rock malata, cosparsa da bit digitali ed un testo claustrofobico. 
"May day" è un altro rock sporco e tirato che ci parla dei sobborghi di una città.
"Valeria come stai?" cambia registro, e pur con un testo sempre graffiante, è un brano pop quasi reggae, per nulla banale e valorizzato da un clarinetto suonato da Lucio Dalla.
Questi salti di stile proseguono con il rock di "Computer" e il pop dolce di "Patrizia", dedicato a sua moglie, che anticipa stilisticamente il Finardi di "Dal blu".
"Prima della guerra" stupisce nuovamente per il connubio rock e il testo crudo, "Piccola stupida" si ricollega ai temi di "Valeria come stai" e potrebbe essere un suo seguito.
"F104" è uno dei miei brani preferiti, grintoso e potente.
Chiudono il lavoro due brani con testi di fantascienza, di cui il primo è un capolavoro assoluto "Oltre le stelle di Saturno", un rock blues con un testo fantascientifico immaginifico, per un connubio che sulla carta potrebbe sembrare impossibile.

Si tratta di un album molto bello, non inferiore ai precedenti "Sugo", "Diesel" e "Blitz" e forse anche migliore, prova ne è che lo ascolto molto più spesso rispetto a quelli appena citati. Con l'esclusione di "Patrizia" e dei due pezzi finali è un album "incazzato", che non deve mancare agli appasionati della musica rock.
Da segnalare la curiosa copertina dove vediamo Finardi parzialmente nascosto dietro ad una chitarra che lo copre con delle scie. Tale chitarra è una Exile Custom trasparente, realizzata per il musicista da Roberto Milanesio della Glass Master.

Molti dei brani presenti in questo album vengono riproposti anche nella versione originaria in inglese, insieme ad altri inediti nell'album successivo "Secret street". Finardi non comporrà mai più un disco simile a questo e già dal lavoro successivo si sposterà verso il pop di quel grande de fortunato disco che è "Dal blu".

Mayday (1981)
Eugenio Finardi - Finardi

Eugenio Finardi

Finardi

Lp, 1981, Fonit Cetra

Brani:

Note

Ristampato su cd nel 2012 nella serie 2LP in 1CD (insieme a "Secret Streets") da Warner Music Italy

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