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Lo Straniero

Lo Straniero

Recensione
Pubblicato il 05/02/2017
Voto: 7/10

Lo straniero è un gruppo piemontese che suona un pop rock intelligente, godibile fin dal primo ascolto, grazie ai suoni di tastiere e synth. L'ascolto però non si deve fermare ad alcuni brani più orecchiabili, perché l'album cresce successivamente quando si entra nelle pieghe della loro musica.
Da un certo punto di vista può sembrare che abbiano un piede negli anni '80, dal quale riprendono certe sonorità, certi elementi di band come i Cure e della prima scena wave per l'utilizzo del basso (Valentina Francini), o della batteria elettronica. Se vogliamo citare qualche nome dello stivale, alcuni riferimenti possono essere i CCCP, i Disciplinatha, gli Üstmamò, o altri gruppi del periodo che potrebbe aggiungere il lettore. Sono piccoli dettagli frammentati che fanno venire alla mente questi ed altri gruppi, ma tornando al suono d'insieme, Lo Straniero è ben posizionato nel presente e riesce a creare un proprio sound.
Malgrado siano attivi solo dal 2014, le tante influenze sono convertite in una propria personale caratterizzazione di melodie, suoni, cantato e testi.
Questo è il loro esordio e si può affermare che quello che emerge dall'ascolto è sicuramente un lavoro sopra alla media. C'è un buon dosaggio tra gli strumenti a corde e quelli elettronici dei synth, c'è una buona scrittura, il saper creare delle melodie orecchiabili, ma non banali, dei testi che suscitano interesse, che dicono e non dicono, lasciando spazio all'immaginazione.
Altra considerazione sulla band è l'utilizzo della doppia voce, sia maschile (Giovanni Facelli) che feminile (Federica Addari), che come in altri gruppi come i già citati Disciplinatha o i Baustelle, è un punto di forza.

Ci sono anche influenze letterarie molto forti, come quella di Camus, tanto da suggerire il nome stesso al gruppo, oppure a brani come "Sotto le palme di Algeri".

L'iniziale "Speed al mattino" è ritmata, con il basso in evidenza e un tapperto elettronico pulito, ma sofisticato. Simpatico anche il video del 2015, che dà volti e immagini ai ricordi di bambino del testo e dei giochi di scoperte e avventure fatti nei boschi.

"L'ultima malinconia" è l'esempio del perfetto connubio tra cantato maschile e femminile, con un testo cupo, ambiguo e inquietante che esplode con un ritornello gioioso e positivo. Tale contrasto è molto riuscito e contraddistingue questo brano. Dall'intervista è emerso che questa mia interpretazione probabilmente non era nelle intenzioni del gruppo, ma questo avvalora il valore interpretativo dei testi.

Il basso di "Rimango qui" introduce un brano new wave che oltre ad un ritornello orecchiabile, presenta anche variazioni interne di tutto rispetto che donano fascino anche a questo pezzo. Il testo racconta con il loro stile, di un abbandono ("tanto tu non mi vuoi più"), del dedicarsi a qualcosa d'altro per non pensare all'amore che ancora fa male, poi "un anno è passato, un taglio al passato, non guardo indietro, non tiro il freno". Certi dolori vanno lasciati alle spalle per poter riprendere la vita.

Per "Nera" è stato realizzato un video molto ben fatto, dark, con una fotografia sul gruppo davvero effecace, con tutti loro vestiti di bianco, colore che caratterizza anche la confezione del cd. Bravi anche i due protagonisti del video che risulta azzeccato e dona risalto ad uno dei brani più ritmati e decisi di questo lavoro.

"1249 modi", rallenta i ritmi e utilizza dei suoni soft, sonorità interessanti e curiose (come i coretti da anni '70) ma non scontate, per poi crescere sul finale.

"Cavalli di carta" ha un testo poetico nel suo ritornello "cavalli di carta corrono al buio, insieme non hanno mai visto il tramonto" e una bella melodia di synth.

"Braccia ribelli" ha un ritornello alla Marlene Kuntz, mentre "Jet Lag" è lento e d'atmosfera, me lo immagino con una coda strumentale estesa nei live...

Ne "Lo straniero" il piglio rock è più presente rispetto ad altri brani. In "Sotto le palme di Algeri" si citano diverse città, non siappiamo se vissuti in prima persona o meno, ricordi reali o immaginari ("in nessun posto ti hanno mai visto nè sentito"). A fuoco anche l'ultima, "Angeli sulla punta di uno spillo", che chiude il disco.

All'ascolto di questo album ho percepito un feeling ed una passione che raramento trovo negli album che mi arrivano. Spesso possono essere suonati e cantati bene, ma tutto finisce lì, non trovo quella magia che li fa emergere dal mucchio. Qua l'ho trovata: per me uno dei dischi più interessanti del 2016.

 

Nera (2016)
L'ultima primavera (2015)
Speed al mattino (2015)
Lo Straniero - Lo Straniero
Lo Straniero - Lo Straniero
Fotografia di Fabrizio Pucci

Lo Straniero

Lo Straniero

Cd, 2016, La Tempesta

Brani:

  • 1) Speed al mattino
  • 2) L’ultima primavera
  • 3) Rimango qui
  • 4) Nera
  • 5) 1249 modi
  • 6) Cavalli di carta
  • 7) Braccia ribelli
  • 8) Jet Lag
  • 9) Lo straniero
  • 10) Sotto le palme di Algeri
  • 11) Angeli sulla punta di uno spillo

Informazioni tratte dal disco

Il disco è stato registrato fra Torino, Bologna e il basso Piemonte. Otto degli undici brani vedono la produzione artistica di Gianni Masci, anche musicista aggiunto su alcuni pezzi; l’album è stato mixato da Ale Bavo al Blu Room Studio di Chivasso e masterizzato da Giovanni Versari.
Il gruppo, inizialmente composto da Giovanni Facelli (voce, chitarra, synth e autore dei testi), Federica Addari (voce, synth) e Luca Francia (synth, piano elettrico, drum machine), si forma nel 2014 con l’ingresso di Valentina Francini (basso) e Francesco Seitone (chitarra, drum machine).

Giovanni Facelli – voce, chitarra, synth e autore dei testi
Federica Addari – voce, synth
Luca Francia – synth, piano elettrico, drum machine
Valentina Francini – basso
Francesco Seitone – chitarra, drum machine