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Il 2016: riflessioni e resoconti di fine anno

Pubblicato il 01/01/2017


Come abbiamo fatto l'anno scorso, eccoci arrivati ad un articolo riassuntivo di fine anno, perchè in fondo è bello tirare le somme delle cose, prendersi un po' di tempo per pensare a cosa ci ha emozionato di più in questi dodici mesi.

Oltre a scrivere molte recensioni e articoli abbiamo anche fatto numerose piccole migliorie al sito web, abbiamo introdotto nuove modalità di ricerca per le recensioni. Ora è possibile cercare per macrogenere, per genere specifico, per gruppo/artista e anno di uscita dell'album.
Inoltre abbiamo aggiunto la possibilità di visualizzare le recensioni di particolari supporti quali DVD, Blu-ray, Super Audio CD.

Migliorata anche la ricerca per la sezione Alta fedeltà, ormai consolidata e ricca di approfondimenti. Ora è possibile cercare le recensioni di un determinato argomento, ad esempio lettori blu-ray, lettori portatitli DAP, giradischi, diffusori, ecc.

Indice contributi (in ordine alfabetico):

Matteo Bertasi
Marco Maria Maurilio Bicelli
Francesco Cantoni
Massimo Gasperini
Eros Leuzzi
Paolo Murgia
Fabrizio Panna Panarese
Michele Porcile
Fabrizio Pucci
Damiano Skrbec
Marco Zamboni

I musicisti che ci hanno lasciato nel 2016

 

Classifiche di visualizzazione delle nostre pagine

Non per forza di cose quelle che sono piaciute di più, ma quelle che sono state visualizzate maggiormente, grazie ad un mix di social, migliore indicizzazione sui motori di ricerca rispetto ad altre, ecc.
Purtroppo quelle pubblicate a ridosso della fine dell'anno sono più penalizzate in questa classifica, magari tra 6 mesi sarà sicuramente più stabile e veritiera, potrete riguardarvela e vedere cos'è cambiato, perché è dinamica!

Gli articoli più letti del 2016

Alta fedeltà. Le recensioni e gli articoli più letti del 2016

Le interviste a gruppi e artisti musicali più lette del 2016

Le recensioni di musica più lette tra  gli album usciti nel 2016

 

La redazione

 

Resoconto 2016 di Marco Maria Maurilio Bicelli

Un altro anno è passato... cavolo vuol dire che ho un anno in più sulle spalle e tocca anche a me entrare nella categoria degli "enta".

Se penso a me ed Estatica: quest'anno è passato troppo in fretta, 41 articoli di cui solo 30 recensioni (di cui due verranno pubblicate tra gennaio e febbraio). Qualche recensione in meno, ma certamente qualche prodotto decisamente ben suonante in più, finalmente posizionati per lo più dove la tipica e banale frase "Per quello che costa" perde significato, perchè quando un prodotto costa uno o più stipendi mensili questa frase DEVE perdere di significato. (Onestamente ho riguardato l'articolo dell'anno scorso solo dopo aver scritto questa frase, non è che abbia pubblicato poi tanti articoli in meno, anzi se consideriamo altri 4 articoli che usciranno tra la fine di Dicembre e l'inizio di Gennaio ho pure scritto più dell'anno scorso, ma così è come ho vissuto i "pochi" articoli, insomma non mi basta mai voglio sempre di più per la mia Estatica)

Si è tornati a bocciare, a dire che, anche se il progettista è di fama internazionale, un prodotto suonicchia o magari, come è anche capitato, non suona e si limita funzionare, ma tra funzionare e suonare non c'è di mezzo solo un mare, c'è di mezzo la formazione continua di spazio. Non che prima non lo si facesse, ma quest'anno è finalmente capitato qualcosa su cui si poteva dire anche no, dato che il costo era ben lontano dai 100-200€, e che a differenza dell'ano scorso quest'anno ci siamo imbattuti anche su qualcosa che non era poi così valido.

I lettori avranno anche notato una differenza rispetto al solito, le recensioni post estate 2016 hanno visto inserire gli Album ascoltati (per lo meno alcuni). Di questo bisogna ringraziare Andrea Bassanelli direttore della rivista "Fedeltà del Suono" con cui collaboro proprio da questa estate, e che nonostante i casini che faccio (per eccesso di esuberanza credo) continua a volermi a bordo.

Sono in Fedeltà del Suono, ma grazie ad Andrea non lascio Estatica, e penso giustamente ad espandere anche questo sito che vuole essere sempre più un luogo dove si fa cultura, per questo nel 2017 vedrete due nuove firme tirate a bordo da me. Di queste cui sicuramente una anche nel campo dell'alta fedeltà e che sarà impegnata con tutti quei prodotti che sono caratterizzati da un costo accessibile o dal fatto che sono dei diffusori da stand di piccole dimensioni (che da me si perderebbero nell'ambiente decisamente strutturato per diffusori a torre)... ma questo per lui sarà solo l'inizio perchè poi lo spingerò verso recensioni decisamente più soddisfacenti (per certi versi, perchè non tutto ciò che costa suona bene). L'altra firma sarà più impegnata nella sezione musicale, ma non è detto che non riesca a convincerlo a prestarsi all'alta fedeltà.

Buoni propositi per l'anno a venire:

1) Me lo dico sempre vorrei recensire qualche Album... il problema è che poi mi perdo nei valori di picco e cresta, come se fosse questa la parte importante, entro in questo loop e mi accorgo che poi di artistico ho scritto si e no una mezza riga... devo assolutamente riuscire a scrivere qualcosa su un album senza misure o inutili discussioni tecniche.

2) Devo trovare tempo per quella rubbrica che in tanti mi chiedono, ma che per tempo e voglia non mi sono mai messo a scrivere: nel 2017 mi autoimpongo di iniziare quegli articoli necessari a far comprendere a tutti come funziona oggi un impianto audio (poco fa l'ho spiegato ad un mio amico... è lì che mi sono accorto che spesso ciò che per me è banale ed evidente, non sempre lo è per gli altri).

3) Aggiornare la mia presentazione sul sito.

 

Resoconto 2016 di Michele Porcile

Concludiamo un altro anno anno in musica con Estatica ed è tempo di resoconti. Partiamo dai nostri dati:

sempre in ascesa, quasi ventimila contatti unici nell'ultimo mese e continui apprezzamenti da parte di pubblico e addetti ai lavori. Questo è stato possibile grazie al contributo di tutti, ma soprattutto con il continuo alternarsi di nuovi articoli da tutta Italia. Un apporto non solo quantitativo, ma anche qualitativo che ha permesso di diversificare i nostri contenuti e offrire un servizio sempre più specializzato in virtù delle competenze di ognuno di noi, redazione, collaboratori vecchi e nuovi, semplici appassionati diventati parte integrante della nostra famiglia. Grazie di cuore! Un grazie che come un abbraccio metaforico vorrebbe stringere tutti quelli che ci vogliono bene e che ci hanno fatto crescere insieme a voi, pubblico fedele. La nostra vocazione è sempre stata quella di darci e darvi una prospettiva diversa, offrire vari punti di vista, nell'ascoltare musica e non solo…

Venendo alle mie considerazioni musicali personali vorrei ricordare per il 2016 tre graditi ritorni dovutamente recensiti: per la musica italiana Marlene Kuntz con Lunga attesa; mentre per la musica straniera i Suede con Night Thoughts e i Radiohead con A Moon Shaped Pool. Nel primo caso, ma anche nel secondo si tratta di due lavori eccellenti che riportano l'asticella ai livelli dei relativi folgoranti debutti. Da una parte Lunga attesa è per il sottoscritto il loro album migliore dai tempi di Il vile, dall'altra parte Night Thoughts conferma la piena riabilitazione della band di Brett Anderson capace di ritrovare quella ispirazione che era scemata con il tempo, ma soprattutto la voglia di confermarsi come un fenomeno oltre le mode del momento. Una maturità artistica che fa ben sperare per il proseguo. Per quanto riguarda i Radiohead la solita e sorprendente conferma: un disco meraviglioso che ancora una volta ci fa gridare al miracolo tanta è la perfezione di una band che in un'intera carriera non ha praticamente mai sbagliato un disco. Extraterrestri.

Musica emergente italiana: altro capitolo. Voglio ricordare per quest'anno Mamasuya/Johannes Faber con Mexican Standoff e gli Elk con Ultrafun Sword. Due dischi fantastici che consiglio vivamente sia perché dimostrano come in Italia esisti ancora se non una scuola, una vena artistica capace di tenere testa tranquillamente alle rappresentazioni anglosassoni più in voga e più in vista del mercato discografico, sia perché il mainstream oggi non riesce più a innovarsi e a offrire nuovi indirizzi a differenza della musica indie nostrana che con lavori originali e di altissimo livello permette al movimento tutto di rigenerarsi e tenere viva la passione di critica e semplici ascoltatori.

Passiamo al reparto cinema e anche qui Estatica per voi ha visto e recensito il docu-film capolavoro di Mat Whitecross Supersonic. Una pellicola che incolla alla sedia, non stufa nemmeno dopo due ore di proiezione, ma soprattutto diverte e offre un punto di vista diverso sulla band mancuniana. Qui si parla dell'apice della carriera degli Oasis, ma è evidente come raramente la critica abbia snobbato con tanta presunzione e approssimazione un po' naif le gesta di una delle band fondamentali degli ultimi vent'anni. A distanza di tanti anni effettivamente il tempo risulta galantuomo come recita il famoso detto. Rimangono solo freddi numeri incredibili e forti emozioni. Il motto genio e sregolatezza sembra fatto su misura per loro e ahimè non dobbiamo pensare che solo la morte abbia potuto consegnare al mito delle semplici rock star come succedeva in passato. Oggi più che allora ( e questo il film ce lo ricorda straordinariamente con tanti piccoli quadretti del dietro le quinte) pare evidente che solo una band di talento si potesse permettere di fare anche dischi brutti, perché il genio non né risponde, tanto meno al suo autore. Solo per capire la portata del loro contributo basti ricordare a caso tra i loro dischi, brani minori come Magic Pie, Gas Panic o Masterplan (b-side) che, se fossero stati composti da qualsiasi altra band di un recente passato, sarebbero entrati di diritto nella discografia fondamentale del rock di tutti i tempi.

Passando agli appuntamenti Live cito tre episodi per noi risultati molto significativi e coinvolgenti: Il concerto dei Diaframma a Genova, il Genoa Songwriters Festival e l'Indiependence Festival della musica Indie a Torino. Estatica ha riportato per voi sulle sue pagine tutte le emozioni e le suggestioni provate nel seguire degli happening che sono risultati a posteriori delle vere e proprie chicche per gli appassionati, esempi paradossali di come anche la musica di qualità come l'arte in generale vada ricercata tra le pieghe di una vita che spesso non ha riflettori sufficienti per illuminare i veri tesori nascosti.

In chiusura è doverosa anche citare qualche nota dolente: per vari ragioni quest'anno abbiamo dato meno spazio ai viaggi e alle esperienze culturali artistiche a trecentosessanta gradi. Vi promettiamo di farci perdonare al più presto con l'avvento del nuovo anno.

Grazie e buon 2017 a tutti!

 

 

Resoconto 2016 di Fabrizio Pucci

Parliamo di musica, anche quest'anno molti dei miei ascolti sono riferite a musica del passato che non consocevo, in particolare musica classica e metal.
Di album del 2016 ne ho sentito pochi e tra quelli i più interessanti sono stati:
David Bowie "Blackstar"
Kristin Hersh "Wyatt at the coyote palace"
Pino Scotto "Live for a dream"
Teho Teardo & Blixa Bargeld "Nerissimo"
Chiara Dello Iacovo "Appena sveglia".

Anche quest'anno vorrei tornare a discutere delle troppe uscite esclusive in DVD.
Siamo nel 2016 e nel corso degli anni siamo passati dal tubo catodico (risoluzione 720×576) con una breve transizione dell'HD Ready (1280 x 720), per arrivare al FULL HD (1920×1080) che attualmente è il formato più diffuso, ed infine l'Ultra HD (chiamato anche 4K) con risoluzione massima di 4096×2160 (standard 3656 × 2664).

Ebbene, cosa ci propongono i nostri cari discografici italiani nel 2016? Il DVD, un formato del 1995 che ha compiuto 21 anni e che ha una risoluzione di 720×576!!
Il DVD è un formato per il tubo catodico, non ha il minimo senso continuare a proporre un formato che non solo è vecchio, è anche inutile per le nostre TV.
Queste sono le classiche scelte che affossano ulteriormente il nostro già malandato mercato discografica.
Lasciamo pure tutte queste nuove uscite con DVD sugli scaffali a prendere polvere, sperando che qualcosa si muova.

Altra considerazione che appare evidente passeggiando per i mercatoni della tecnologia, è lo spazio enorme dedicato ai televisori (molto più rispetto a qualche anno fa) contrapposto allo spazio ristrettissimo dedicato agli impianti audio (molto meno rispetto a prima). Probabilmente è più semplice convincere le persone a comprare un TV all'ultimo grido, rispetto ad un impianto stereo.
Pensare che in un mondo perfetto, le due cose dovrebbero andare di pari passo. In un mondo multimediale, un bel televisore andrebbe collegato almeno ad un discreto impianto stereo o home theater.
Tra l'altro la qualità audio negli schermi piatti è ancora inferiore ai vecchi TV, perché con lo spessore ormai ridottissimo, non c'è spazio neanche per un suono di qualità sufficiente.
Un plauso a Mediaworld che è uno dei pochi grandi store che continua a dare il giusto spazio a cd e vinili.

Passiamo alla TV ed in particolare alle serie TV di fantascienza: segnalo per chi non li avesse già visti, due cose interessanti.
La prima serie di The Expanse (adattamento della space opera letteraria omonima, scritta da Daniel Abraham e Ty Franck sotto lo pseudonimo di James S. A. Corey.).
E' ambientata in un'epoca futura dove gli esseri umani hanno colonizzato Marte, Cerere e altre zone del sistema solare. In un sistema geopolitico precario, si intrecciano varie trame.
Un po' di intrighi di tipo politico, qualche mistero e una buona azione, per una serie semplice ma godibile.
La palma per la migliore serie di quest'anno va a Westworld che narra di un parco a tema ambientato nel west. Gli autori si sono ispirati al film "Il mondo dei robot" del 1973, con Yul Brynner e sceneggiato e diretto da Michael Crichton.
Nel telefilm i visitatori vengono a trovarsi in mezzo a degli androidi in una ambientazione western e agli ospiti è concesso fare ogni cosa con gli androidi. Qualche strano comportamento nel software però, inizierà a scatenare una serie di eventi... che non vi voglio certamente svelare.
La serie è stata ideata da Jonathan Nolan (fratello di Christopher Nolan e sceneggiatore, tra gli altri di Memento, The Prestige, Il cavaliere Oscuro, Interstellar) e Lisa Joy (moglie di Jonathan Nolan). Davvero da vedere, anche se non per tutti perché è lento, cupo, opprimente, stratificato e complesso!
Nell'attesa della nuova serie (la terza stagione) di Twin Peaks, che uscirà nel 2017, mi sono rivisto le due prime serie: bisogna arrivare preparati no?

 

Un vinile è per sempre

Il gruppo facebook “Un vinile è per sempre” nasce circa tre anni fa con lo scopo di creare uno spazio dove gli appassionati di musica e in particolare gli amanti del vinile possano mostrare e raccontare qualcosa (recensioni, aneddoti o ricordi) sui pezzi della propria collezione e al contempo scambiarsi informazioni con altri collezionisti. Ad oggi i membri del gruppo sono oltre 400 e tra essi ci sono le più svariate tipologie di collezionista, il completista (quello che dei propri artisti preferiti vuole avere tutto e in tutte le stampe possibili), l’integralista del mint (quello che compra solo se mint/mint, cioè copertina e disco pari al nuovo), l’accumulatore (quello che compra un po’ di tutto, l’importante è che sia in vinile), etc...

Classifica migliori album del 2016 di Matteo Bertasi

Dicembre è tempo di classifiche e quindi come da tradizione ecco la mia personalissima che va in base a ciò che ho ascoltato e acquistato.

  1. Sophia - As We Make Our Way (Unknown Harbours)
    Davvero una piacevole sorpresa visto che non lo conoscevo per nulla, avevo sentito qualcosa dei God Machine perché il Boss del gruppo li aveva postati tempo fa.
  2. Radiohead - A Moon Shaped Pool
    Bè che dire sono tornati dopo una pausa di 5 anni e come al solito hanno fatto centro, a differenza del suo predecessore( The King of the limbs) mi è piaciuto sin dal primo ascolto.
  3. Wire - Nocturnal Koreans
    Ho perso gli aggettivi, li adoro semplicemente.
  4. Angel Olsen - My Woman
    Viva le donne e viva Angel Olsen
  5. Iggy Pop - Post pop depression
    L'accoppiata Pop/Homme funziona alla grande
  6. Nick Cave - Skeleton Tree
    Commovente.
  7. PJ Harvey - The Hope Six Demolition Project
    Un disco di denuncia che in molti non hanno apprezzato, al contrario del sottoscritto, non aver assistito al suo concerto milanese rimane uno dei miei rimpianti di questo 2016.
    NDR: Nel 2016 abbiamo visto PJ Harvey a Genova per "The Hollow of the Hand".
  8. Rome - The Hyperion Machine
    Altro bel disco per il cantautore proveniente dal Lussemburgo, un grazie a chi me lo ha fatto conoscere.
  9. The Wistons - The Wistons
    Primo album per questo supergruppo tutto italiano, davvero bravi
  10. Wilco - Schmilco
    Non ai livelli di certi loro capolavori, rimane un disco che si ascolta molto volentieri e nel quale si riconosce il loro immenso talento.

Fuori classifica e premio della critica: David Bowie - Blackstar.

 

Classifica migliori album del 2016 di Francesco Cantoni

Fine anno, tempo di classifiche, qui di seguito, in ordine alfabetico, i dischi in vinile pubblicati nel 2016 che ho ascoltato di più:

  1. BLOSSOMS – Blossoms (Virgin): I Blossoms sono la classica band inglese dedita a un Brit rock dove le chitarre e le tastiere la fanno da padrone, ritornelli killer e un “tiro” micidiale. Una manciata di canzoni che se fossero state registrate nei mid-ninenties si sarebbe gridato al miracolo, nel dubbio NME gli ha dedicato la copertina ad Agosto, ennesima next-big thing disattesa? Solo il tempo lo dirà, io, nel frattempo, per settimane non ho potuto fare a meno di ascoltare questo esordio fulminante.

     
  2. DAVID BOWIE – Blackstar (Columbia): Ultimo lavoro per il Duca Bianco, uscito il giorno del suo compleanno e due giorni prima di lasciarci per sempre. Brani molto scuri scritti da chi già sapeva che era alle prese con una malattia difficile da combattere. E’ il testamento di Bowie, un gran disco con un pathos unico, uno splendido vinile con un pack bellissimo e tutto da scoprire.
    Leggi la recensione

     
  3. VINICIO CAPOSSELA – Canzoni della Cupa (La Cupa): Un progetto molto impegnativo quello di Capossela , a dirla tutta completamente fuori dal tempo, in questi anni di mordi e fuggi e di memorie che molto velocemente si riempiono di mp3 e ancora molto più velocemente si svuotano, di ascolti veloci e superficiali fatti in autobus o in metropolitana, pensare a un quadruplo LP dove vengono recuperati molti brani della tradizione meridionale è follia pura, ma il cantautore di origine Irpine ci ha abituato a scelte anacronistiche. Un premio al coraggio.

     
  4. THE GLOAMING – The Gloaming 2 (Real World): Dopo un esordio impressionante il supergruppo Irlandese riesce a superarsi, mettendo ancora meglio a fuoco la propria ricerca. Folk che diventa classicismo, brani sognanti e rilassanti per chi ama le terre del Nord…

     
  5. KING CREOSOTE - Astronaut meets appleman (Domino): Kenny Anderson l’ho conosciuto tardi, così mi sono perso alcuni dei suoi dischi migliori, mi sono rifatto ascoltando in loop “Astronaut meets appleman”. Malinconico e ipnotico ma sempre legato a solide basi folk. Edizione consigliata la limited con 10”. Cornamuse indie e orgoglio scozzese.

     
  6. LP (LAURA PERGOLIZZI) – Death Valley EP (Vagrant/BMG): Un tormentone e 4 altri brani da urlo per un EP che sarà difficile dimenticare. La cantante e autrice di origini napoletane esce allo scoperto dopo tre dischi incisi tra il 2001 ed il 2014 passati inosservati e, dopo aver composto per altri artisti, porta l’alt-rock in alto nelle classifiche di mezzo mondo. Mi risulta spesso difficile apprezzare i cosiddetti tormentoni, ma grazie a “Lost in You”, per una volta una hit intimista, ho scoperto una grande artista, una gemma purissima, provare per credere.

     
  7. MOTTA – La fine dei vent’anni (Woodworm): Francesco Motta è uno dei più originali cantautori in circolazione, all’interno di un panorama dove sono in molti a contendersi la palma del migliore (Calcutta, Brunori, Iosonouncane, etc…). Lo sprint in più per il polistrumentista pisano, ma livornese d’adozione (!), è la mano di Riccardo Sinigallia, vero è proprio re Mida tra i produttori italiani. Brani che sanno di strada e trasudano spirito punk, il tutto in chiave cantautorale.

     
  8. OPETH – Sorceress (Nuclear blast): Se amate i dischi prog/rock pubblicati negli anni ’70 da etichette quali Vertigo, Island, Charisma, etc… ma avete voglia di assaporarne un distillato, mettete sul piatto questo splendido doppio vinile degli Opeth. La band svedese attiva da oltre 25 anni è partita con il death metal ed ha saputo mutare nel tempo senza perdere di vista il proprio approccio. Uscito in varie edizioni, io ho optato per il doppio picture disc, una gioia anche per gli occhi. Riscoprire il classico per proporre il nuovo.

     
  9. SOPHIA - As we make our way (Unknown Harbours) (The Flower Shop): Robin Proper-Sheppard fondatore e leader di una della più grandi band dimenticate degli anni ’90, i God Machine, torna dopo anni di silenzio con i Sophia, progetto che partì nel lontano 1995 dopo che la “macchina di Dio” fu sciolta a causa della improvvisa morte del bassista Jimmy Fernandez. Sicuramente Proper-Sheppard non raggiunge in questo lavoro i livelli toccati con la sua vecchia band né quelli dei primi lavori a nome Sophia, ma è un album adatto per chi vuole iniziare a conoscere questo grande artista troppo sottovalutato. Versione da non perdere la limited in vinile arancione. Slowcore, non troppo slow, d’autore.

     
  10. SUEDE - Night Thoughts (Warner bros): Tra le tante reunion che hanno partorito degli sterili prodotti fatti solo per fare “cassetto” quella degli Suede è la classica eccezione che conferma la regola. Già nel 2013 con "Bloodsports" si era capito che Brett Anderson e soci avevano ancora molto da dare e con “Night Thoughts” lo ribadiscono ancora. Un ottimo album dove il classico stile della band londinese riesce ancora a graffiare. Oltre vent’anni dopo l’esordio, la quintessenza degli Suede.

 

Classifica migliori album del 2016 di Eros Leuzzi

La mia personale classifica dei dischi più belli usciti nel 2016. Escludo le ristampe uscite quest'anno, davvero tante. Sono contento fra l'altro di essere riuscito ad acquistare tutti i dischi che desideravo in uscita quest'anno ( e non solo).
Di tutti sono riuscito a recuperare il vinile , tranne uno ,(And Also The Trees).
Oltre a pubblicarne le foto delle copertine, li elencherò in ordine casuale...

  1. The Cult of Free Love "love revolution"
  2. And Also the Trees "born into the waves"
  3. The Valkarys "since I was fifteen" ep
  4. Muertos "ep 01"ep
  5. Arabrot "the Gospel"
  6. Dinosaur jr "give a glimpse of what yer not"
  7. Swans "the glowing man"
  8. Salem's Pot "pronunce this"
  9. Mammoth Weed Wizard Bastard "y proffwyd dwill"
  10. Dead Rabbits "everything is a lie"
  11. Bloody Knives "I will cut your heart out for this"
  12. Preoccupations "preoccupations"
  13. Winter Severity Index "human taxonomy"
  14. The KVB "of desire"
  15. The Coral "distance inbetween"
  16. PJ Harvey "the hope six demolition project"
  17. Rancho Relaxo "white light fever"
  18. Presents for Sally / 93MillionMilesFromTheSun "an arms reach away ep / darkness inside ep" split.

Se costretto a decidere i tre più belli:

  1. Bloody Knives
  2. Mammoth Weed Wizard Bastard
  3. Arabrot

 

Classifica migliori album del 2016 di Paolo Murgia

Piccola doverosa premessa, si tratta di una classifica naturalmente parziale, dove sono presenti solo cose che mi sono piaciute tra quelle (poche) che ho potuto ascoltare e comprare. La classifica non ha un ordine vero e proprio di qualità. E saranno solo 9 pezzi, che ho già faticato così.

  1. Kyle Kraft, "Dolls of Highland"
    Sotto la celeberrima SubPop il cantautore americano dà alle stampe questo suo album d'esordio che, pur mancando di particolare originalità (che ormai non mi interessa più come un tempo), mostra composizioni fresche, di stampo leggermente seventies o tardissimo sixties, tra bowie e beatles, comunque parecchio british per me. 45 minuti per 12 brani, la lunghezza giusta per un album simile, peccato per la scelta di farne un doppio vinile, che mi rompo il cazzo a girare il disco ogni 3 pezzi.

     
  2. Meilyr Jones, "2013"
    Il buon Meilyr credo sia gallese e questo suo album è un ottimo prodotto di pop mescolato con l'amore per il barocco classico. Ogni pezzo è un piccolo gioiellino di arrangiamento e strumentazione. Magari non da ascolto giornaliero, ma ogni volta non stanca e si notano sempre piccole cose nuove. Oh, poi personalmente amo il clavi. Dal vivo però alcuni arrangiamenti temo potrebbero perdere. Galles Uber Alles.

     
  3. Black Bombain & Peter Brotzmann, omonimo
    Il saxofonista Peter Brotzmann si unisce agli stoner rock portoghesi Black Bombain e il risultato è tipo John Zorn che suona i Black Sabbath. Un album dove il sax grida tutto il tempo disperato sotto la ritmica stoner dei lusitani. 5 brani, 48 minuti (lo so, sembra la televendita dei quadri con le misure della cornice) tra jazz e stoner rock. Alzate il volume e pregate per i vicini.

     
  4. Lucy Dacus, "No Burden"
    La cantante di Richmond rilascia l'album sotto una piccola etichetta locale, viene notata dalla matador qualche mese dopo che la mette sotto le sue ali e le ristampa l'album. Tutto il disco scorre in un'atmosfera delicata e rarefatta, anche nei pochi pezzi dal tempo più vivace come "strange torpedo", sorretta dalla dolce e timida voce della nostra giovane americana. Non lasciatevela scappare se passa dalle vostre parti.

     
  5. Mitski, "Puberty2"
    La giapponese trapiantata in america ci delizia con un album sulla tristezza e l'alienazione. Del resto è giapponese e la capisco. L'album ha ricevuto critiche positive un po' dappertutto e l'ho comprato sia in cassetta che in Lp, giusto per farmi del male. Alternative (anche se questa parola ormai non vuol dire più molto) con l'unica pecca per me di una registrazione pessima (odio sentire i microfoni aperti che prendono rumore) e di una stampa sia su cassetta che su lp al risparmio. Meno male che ci sono le sue canzoni, quelle sì, belle senza dubbio.
  6. Mary Halvorson Octet, "Away with you"
    La chitarrista jazz ci offre 8 composizioni articolate e interessanti con il suo ottetto, dove si intravede e sente un po' di tutto. Pur non essendo un feroce ascoltatore di jazz ho trovato questo album piacevolissimo e sorprendentemente non stancante. A volte mi sembrava riecheggiassero addirittura alcune cose dei Lounge Lizards, Newyorkesi come la nostra del resto. Purtroppo la Halvorson d'avanguardia ha solo la musica, mentre stampa solo il vecchio e ormai morto (per quel che mi riguarda) formato Cd. Qualcuno l'avvisi che non ho neppure più il lettore, che diamine.
    https://maryhalvorson.bandcamp.com/track/away-with-you-no-55
  7. Hamilton Leithauser + Rostam "I had a dream that you were mine"
    Forse, anzi senz'altro, non la cosa più originale del mondo ma l'album dopo un primo ascolto distratto mi è ritornato in mente da solo e mi ha costretto a riascoltarlo. Normalmente è un buon segno. E lo è stato anche questa volta. Album romantico tra crooneraggio e retro-composing (non saprei come chiamarlo altrimenti) che non resterà forse negli annali della storia, ma in una libreria musicale varia sì. Date loro (se non l'avete già fatto) una chance.
  8. Andrew Bird "Are you serious"
    Il violinista/chitarrista/parolaio Bird è un mio vecchio amore e pallino. Credo mi piaccia praticamente tutto quello che ha fatto quindi non penso di essere particolarmente obiettivo. Ad ogni buon conto al solito la sua scrittura è incredibilmente ricca sia come immagini che come vocabolario, leggermente prolissa, e sebbene la sua vena compositiva ormai si sia abbastanza assestata e viva di rendita dal suo capolavoro "The mysterious production of eggs" l'album resta comunque di altissima qualità e conferma quanto di buono già ha fatto l'eccentrico Andrew. E poi io lo adoro (l'ho già detto?)
  9. Hammers of Misfortune "Dead revolution"
    Ok, l'heavy metal non dovrebbe aver molto più da dirmi avendolo ascoltato per un decennio in esclusiva ma, detto questo, l'album degli HOM riesce a risultarmi piacevole e ascoltabile nonostante riutilizzi tutti gli stilemi del genere. Alla fine i nostri riescono a riproporre una musica vecchia, quando non sorpassata, in maniera fresca, senza cercare forzature strane o stranezze inascoltabili. Un salto nella mia adolescenza senza dover riascoltare i soliti vecchi noti.
    https://hammersofmisfortune.bandcamp.com/…/the-velvet-inqui…

 

Classifica migliori album del 2016 di Fabrizio Panna Panarese

Ecco la mia classifica dei magnifici 17 non tutti comprati ma ascoltati. Tutti del 2016 tranne uno del 2015. Se devo fare una segnalazione metto sopra a tutti i texani Hovvdy con il loro alt noise folk.
10 statunitensi, 4 britannici, 2 italiani e 1 norvegese.

  • Bon Iver “22 A Milion” Jagjaguwar
    E' tornato … emozioni e sentimenti tra foreste e vocoder
  • LVL Up “Return to love” Sub Pop
    Built to spill e Superchunk guidano l'anima e la mente di questi fanulloni New yorkesi in un viaggio gioioso dove l'indie rock si mescola col pop
  • Minor Victories “S/T” Fat Possum/Pias
    Mi ha conquistato piano piano tra shoegazing e romanticismo
  • Radiohead “A Moon Shaped Pool” XL Recordings
    Dopo Kid A il loro album migliore secondo me
    A Minor Place “Youth Spring Anthology” Lost Without Your Love
    Pop d'autore tra Belle and Sebastian e Yo la tengo per una delle più emozionali compagini di casa nostra
  • Parquet Courts “Human Performance” Rough Trade Records
    La nuova musica indie sono loro
  • Car Seat Headrest “Teen Of Denial” Matador
    Cantautore? Grunge Television Noise e voglia di raccontarsi con il cuore aperto
  • Ulrika Spacek “Album Paranoia” Tough Love Records
    Tra Berlino e Londra tra psichedelia e kraut rock, tra arte e sogno
  • Tomorow Tulips “Indie Rock Royality Comb” - Burger Records
    Perchè quiet riot girl mi commuove, perchè compare anche Calvin Johnson, perchè al mio amico Emiliano ricordano i primi Mercury Rev
  • His Clancyness “Isolation Culture” - Marple Death Records
    Tom Clancy ha una nuova band grandissimo viaggio tra rock e sogno
  • Diiv “Is The Is Are” Captured Tracks
    Perchè è figo perchè ha una bellissima fidanzata perchè si possono sognare gli anni 80 senza risultare nostalgici
  • Sioux Falls “Rot Forever” Broken World Media
    Preferisco loro ai Wilco e mi ricordano i primi Modest Mouse.
  • Sunflower Bean “Human Ceremony” Fat Possum Records
    Sono cool e rivanno a tirare fuori con gusto vecchie sonorità anni 70 da Fletwood mac a Modern Lovers
  • Jenny Hval “Blood Bitch” Sacred Bone Records
    Non troppo sperimentale non troppo pop non troppo elettronica non troppo fatale ...si mi piace
  • Hovvdy “Taster” Sports Dayrecords
    Me ne son innamorato … sono in due e mescolano l'alt folk con distorsioni e malinconia, Tre cassette e un cd sempre a tiratura limitata e sempre sold out ne riesentiremo parlare
  • P.J. Harvey “The Hope Six Demolition Project” Vagrant Records
    Lei c'è sempre
  • Haybabe “Sleepy Kids” Tiny Engines
    Semra che N.Y. Non abbia dato solo il nuovo presidente degli States. Dissonanti e dolci, tra Bjork e Blonde Redhead mi domando se sarebbero piaciuti a Lester Bangs

 

Classifica migliori album del 2016 di Damiano Skrbec

solo dischi in vinile pubblicati e che ho comprato nel 2016 (quindi, purtroppo, niente Suede, Anohni o PJ Harvey, ad esempio). Personalmente ho considerato musica, copertina (e altra estetica non musicale) e momenti-sensazioni miei.

7. Battiato & Alice – Live in Roma
Bel ricordo di un concerto magnifico, con una Alice in gran forma che ho avuto modo di incontrare, contento come un bambino.
6. Brian Eno – The Ship
Eterea creazione elettronica che ancora una volta fa chiedere se è sempre uguale o sempre diverso, e questo mi piace.
5. Nick Cave – Skeleton Tree
Essenziale (dalla musica alla copertina) opera ispirata dalla morte del figlio, seria, dignitosa, che non scivola nel tragico o nel patetico.
4. Iggy Pop – Post Pop Depression
Riuscita collaborazione con Josh (o Joshua) Homme con pezzi energici e/o profondi, iguana in gran forma.
3. Wilco – Schmilco
Non sono un loro studioso o esperto, però mi piacciono sempre, con il loro disincanto suonato bene. Mia copertina dell’anno, del cinicissimo disegnatore Joan Cornellà.
2. Radiohead – A Moon Shaped Pool
Una delle mie follie dell’anno: gran musica, anche se in parte recuperata dagli anni precedenti, suoni e atmosfere magnifici, che ho ben pensato di acquistare nell’edizione speciale con librone artistico e frammento di nastro originale da studio di registrazione per il quale mi resterà sempre la curiosità di sapere cosa c’è inciso (silenzio totale o la registrazione definitiva di Idioteque?).
1. David Bowie – Blackstar
Il già definito testamento, cosciente, preparato da tempo, di un uomo che sapeva come stava andando a finire, pubblicato solo due giorni prima della morte, per un cortocircuito emotivo notevole. Copertina con apertura a forma di stella che lascia scorgere il disco e che ha rivelato sorprese se illuminata, guardata un controluce e cose così.

Una menzione speciale per la ristampa di More (Pink Floyd) che non credo di aver mai sentito così bene e che si è ulteriormente dimostrato un gran disco, ingiustamente sottovalutato, almeno rispetto ai bestseller della band.

 

Classifica migliori album del 2016 di Marco Zamboni

Nick Cave & The Bad Seeds - Skeleton Tree
Agnes Obel - Citizen Of Glass
SWANS - The Glowing Man
Horseback - Dead Ringers
Bebawingi - omonimo ITA
Rokia Traore´ - Né So
Melt Yourself Down - Last Evenings On Earth
Daniela Savoldi - Trasformazioni
Louise McVey & crack in the concrete - Under the heart
Andrea Schroeder - Void
Silent carnival - Drowning at Low Tide
E - E
Frightnrs - Nothing More to Say
FLYING HORSEMAN - Night is long
PJ Harvey - The Hope Six Demolition Project
Teho Teardo Blixa Bargeld - Nerissimo
Black Mountain - IV
Fire! Orchestra - Ritual
Fall - Wise Ol' Man EP
Iggy Pop - Post Pop Depression
Motorpsycho - Here Be Monsters
Radiohead - 2016 A Moon Shaped Pool
Tricky - Skilled Mechanics 2016 FLAC

Delusione dell'anno:
Meredith Monk - On behalf of nature

 

Altri contributi

Classifica migliori album prog di Massimo Gasperini

N.D.R. Massimo Gasperini ha un negozio specializzato in musica prog a Genova chiamato Black Widow. Fa parte anche dell'etichetta Black Widow Records, specializzata in rock progressivo, psichedelia, hard rock, Folk e dark. Questa è la sua classifica per il 2016

Questi sono solo i miei preferiti tra i 3000-4000 dischi prog che ho sentito durante l'anno, visto che ho la fortuna di essere un discografico ed un produttore e di poter quindi ascoltare quasi tutto ciò che esce nel mondo. Raramente inserisco le nostre produzioni nella mia top personale, ma quest'anno era praticamente impossibile lasciare fuori questi.

  • Ingranaggi della valle "Warm spaced blue"
  • David Cross Band "Sign of the Crow
  • Opeth "Sorcerers"
  • Universal Totem Orchestra "Mathemathical Mother"
  • The Mugshots "Something weird"
  • Seven Impale "Contrappasso"
  • Purson "Desire Magic Theatre"
  • Crippled Black Phoenix "Crippled Black Phoenix"
  • Kansas "The Prelude Incipit"
  • Astrolabio "I Paralumi della Ragione"

 

I musicisti più noti che ci hanno lasciato nel 2016

 

  • Primo Brown (Roma, 14 giugno 1976 - Roma, 1º gennaio 2016)
    Rapper attivo sia come solista che nei Cor Veleno
  • Pierre Boulez (Montbrison, 26 marzo 1925 – Baden Baden, 5 gennaio 2016)
    Compositore e direttore d'orchestra
  • Otis Clay (Waxhaw, 11 febbraio 1942 – Chicago, 8 gennaio 2016)
    Cantante soul e R&B 
  • David Bowie (Londra, 8 gennaio 1947 – New York, 10 gennaio 2016)
    Sapendo già di dover morire ci ha lasciato l'album Blackstar come testamento
  • Glenn Frey (Detroit, 6 novembre 1948 – New York, 18 gennaio 2016)
    Cantautore e fondatore degli Eagles.
  • Black (Liverpool, 26 maggio 1962 – Cork, 26 gennaio 2016)
    Cantante diventato celebre con il brano "Wonderful Life"
  • Paul Kanter (San Francisco, 17 marzo 1941 – San Francisco, 28 gennaio 2016)
    Cantante, membro dei Jefferson Airplane e fondatore dei Jefferson Starship
  • Maurice White (Memphis, 19 dicembre 1941 – Los Angeles, 3 febbraio 2016)
    Cantautore, leader e fondatore dei Earth, Wind & Fire.
  • Bruce Geduldig (California, 7 maggio 1953- Sacramento, 7 marzo 2016)
    Tastierista e artista visuale dei Tuxedomoon.
  • George Martin (Londra, 3 gennaio 1926 – Londra, 8 marzo 2016)
    Compositore e produttore discografico. Venne definito il "il quinto Beatle" per aver seguito la produzione, gli arrangiamenti e aver suonato in numerose registrazioni dei Beatles.
  • Keith Emerson (Todmorden, 2 novembre 1944 – Santa Monica, 10 marzo 2016)
    Tastierista, pianista e compositore britannico e fondatore del gruppo rock progressivo Emerson Lake & Palmer.
  • Frank Sinatra Jr (Jersey City, 10 gennaio 1944 – Daytona Beach, 16 marzo 2016)
    Cantante secondogenito di Frank Sinatra.
  • Phife Dawg (New York, 20 novembre 1970 – Contea di Contra Costa, 22 marzo 2016)
    Rapper statunitense membro del gruppo A Tribe Called Quest.
  • Gianmaria Testa (Cavallermaggiore, 17 ottobre 1958 – Alba, 30 marzo 2016)
    Cantautore italiano di cui potete leggere nel nostro sito una intervista del 2011, una intervista del 2013 e la discografia.
  • Giorgio Calabrese (Genova, 28 novembre 1929 – Roma, 31 marzo 2016)
    Paroliere di molte canzoni famose tra le quali "Arrivederci", "Domani è un altro giorno", "Il nostro concerto", "E se domani"
  • Gato Barbieri (Rosario, 28 novembre 1932 – New York, 2 aprile 2016)
    Sassofonista e compositore, ha realizzato moltissime collaborazioni, con artisti di tutti i tipi. Ricordiamone alcune: l'assolo in "Sapore di sale" di Gino Paoli, la colonna sonora di Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci,  Carlos Santana, Antonello Venditti, Pino Daniele.
  • Leon Haywood (Houston, 11 febbraio 1942 – Los Angeles, 5 aprile 2016)
    Padrino del soul-funk, ha realizzato pezzi come "I Want'a Do Something Freaky to You", "Don't Push It Don't Force It", "Come and get yourself", "Baby reconsider", "It's got to be mellow"
  • Prince (Minneapolis, 7 giugno 1958 – Chanhassen, 21 aprile 2016)
    Tra i suoi migliori album "1999" del 1992, "Purple Rain" del 1984, "Parade" del 1986, "Sign O' The Times" del 1987, "Lovesexy" del 1988.
  • Billy Paul (Filadelfia, 1º dicembre 1934 – Blackwood, 24 aprile 2016)
    Cantante soul statunitense famoso per il brano "Me and Mrs. Jones" del 1972 e per l'album "War of the Gods" del 1973
  • Nick Menza (Monaco di Baviera, 23 luglio 1964 – Los Angeles, 21 maggio 2016)
    Batterista heavy metal che ha suonato nei Megadeth e con i quali ha pubblicato, tra gli altri "Rust in Peace".
  • Dave Swarbrick (New Malden, 5 aprile 1941 – 3 giugno 2016)
    Violinista e musicista folk
  • Christina Victoria Grimmie (Marlton, 12 marzo 1994 – Orlando, 11 giugno 2016)
    Cantante pop
  • Chips Moman (La Grange, 12 giugno 1937 – La Grange, 13 giugno 2016)
    Chitarrista e paroliere statunitense, ha collaborato tra gli altri con Elvis Presley e Aretha Franklin.
  • Henry McCullogh (Portstewart, 21 luglio 1943 – Ballymoney, 14 giugno 2016)
    Musicista nordirlandese, ha collaborato tra gli altri con Paul McCartney & Wings e Joe Cocker.
  • Charles Thompson (Springfield, 21 marzo 1918 – Tokyo, 16 giugno 2016)
    Pianista e organista jazz
  • Ralph Stanley (McClure, 25 febbraio 1927 – Matoaca, 23 giugno 2016)
    Suonatore di banjo nel genere bluegrass
  • Bernie Worrell (Long Branch, 19 aprile 1944 – Everson, 24 giugno 2016)
    Tastierista e compositore statunitense, ha collaborato con i Talking Heads e fatto parte dei Parliament e dei Funkadelic.
  • Lorenzo Piani (Giulianova, 27 settembre 1955 – Rimini, 14 agosto 2016)
    Cantautore italiano.
  • Bobby Hutcherson (Los Angeles, 27 gennaio 1941 – 15 agosto 2016)
    Vibrafonista statunitense che ha ridefinito il ruolo dello strumento nel jazz.
  • Toots Thielemans (Bruxelles, 29 aprile 1922 – La Hulpe, 22 agosto 2016)
    Armonicista e chitarrista belga in ambito jazz. Ha collaborato, tra gli altri, con Elis Regina, Dizzy Gillespie, Charlie Parker, Ella Fitzgerald, Djavan, Bill Evans, Jaco Pastorius, Quincy Jones, Pat Metheny e Mina.
  • Carlo D'Angiò (Napoli, 1946 – Napoli, 5 settembre 2016)
    Musicista napoletano, ha fondato la Nuova Compagnia di Canto Popolare e poi Musicanova.
  • Prince Buster (Kingston, 28 maggio 1938 – Miami, 8 settembre 2016)
    Cantante e musicista giamaicano ska. Tra i suoi brani più famoci "Oh Carolina"
  • Bobby Breen (Montréal, 4 novembre 1927 – Pompano Beach, 19 settembre 2016)
    Cantante canadese
  • Shawty Lo (Atlanta, 22 marzo 1976 – Atlanta, 21 settembre 2016)
    Rapper statunitense
  • Rod Temperton (Cleethorpes, 9 ottobre 1949 – Londra, 6 ottobre 2016)
    Cantautore, compositore e musicista inglese. Ha scritto numerosi brani per Michael Jackson tra i quali Thriller.
  • Pete Burns (Bebington, 5 agosto 1959 – Londra, 23 ottobre 2016)
    Cantante dei Dead or Alive, gruppo celebre per il brano "You Spin Me Round (Like a Record)"
  • Bobby Vee (Fargo, 30 aprile 1943 – Rogers, 24 ottobre 2016)
    Cantante statunitense. Tra i brani più famosi "Devil or Angel", "Rubber Ball", "More Than I Can Say", "Run To Him", "The Night Has a Thousand Eyes" e "Come Back When You Grow Up"
  • Roland Dyens (Tunisi, 19 ottobre 1955 – 29 ottobre 2016)
    Chitarrista, compositore e arrangiatore francese
  • Bap Kennedy (Belfast, 17 giugno 1962 – Belfast, 1º novembre 2016)
    Cantautore nordirlandese noto per aver collaborato con Steve Earle, Van Morrison, Shane MacGowan dei Pogues e Mark Knopfler.
  • Leonard Cohen (Montréal, 21 settembre 1934 - Los Angeles, 7 novembre 2016)
    Cantautore tra i più apprezzati. Citiamo alcuni tra i suoi album più significativi: "Songs Of Leonard Cohen" (1969), "Songs Of Love And Hate" (1971), "I'm Your Man" (1988)
  • Leon Russell (Lawton, 2 aprile 1942 – Nashville, 13 novembre 2016)
    Cantante e musicista che ha collaborato tra gli altri con Phil Spector, Joe Cocker, George Harrison, Eric Clapton, Ringo Starr, John Lennon, Bob Dylan, Elton John, J.J. Cale, Rolling Stones, Beach Boys, The Byrds, The Band, Jerry Lee Lewis, B.B. King, Ray Charles, Frank Sinatra
  • Dave Mancuso (Utica, 20 ottobre 1944 – New York, 14 novembre 2016)
    Disc jockey statunitense considerato tra i pionieri della disco music
  • Mose Allison (Tippo, 11 novembre 1927 – Hilton Head, 15 novembre 2016)
    Pianista e cantante statunitense di musica jazz e blues.
  • Sharon Jones (Augusta, 4 maggio 1956 – Cooperstown, 18 novembre 2016)
    Cantante statunitense
  • Bunny Foy (New York, 13 ottobre 1936 – Nizza, 24 novembre 2016)
    Cantante, percussionista statunitense e grande voce del jazz
  • Big Syke (Inglewood, 31 marzo 1975 – Hawthorne, 5 dicembre 2016)
    Rapper statunitense
  • Greg Lake (Poole, 10 novembre 1947 – Londra, 7 dicembre 2016)
    Bassista, chitarrista, cantante, membri dei King Crimson e degli Emerson, Lake & Palmer.
  • Rick Parfitt (12 ottobre 1948 – 24 dicembre 2016)
    Cantante, chitarrista inglese e membro degli Status Quo.
  • George Michael (Londra, 25 giugno 1963 - Oxfordshire, 25 dicembre 2016)
    Membro del duo pop Wham! che ha pubblicato molte hit tra le quali "Careless Whisper", ha proseguito la carriera da solista con altri brani di successo come "I Want Your Sex".
Argomento: Musica