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Milano Hi-fidelity 2016

Pubblicato il 04/04/2016

Traduzioni:


Il Milano Hi-fidelity è giunto alla ventesima edizione, si è tenuto al Melià Hotel di Milano praticamente a 300 metri da Piazzale Lotto.

Scrivere la solita rassegna che dice ciò che si poteva ascoltare nelle stanze del Melià Hotel tra sabato 2 e domenica 3 aprile? Oppure scrivere qualcosa di più interessante? Questo è il dilemma!

“E che dilemma” mi verrebbe da dire, ma non sono avezzo a fare le cose come le fanno tutti, e nemmeno farmi accecare dalle luci, dalle oscurità, dai prezzi o dal marketing; allora ho scelto la mia strada: quella dell’evitare di fare l’elenco della spesa volto a far sbavare le persone, quella dell’evitare di campar per aria mirabolanti recensioni al volo; quella dell’onestà e della passione.

Eppure il bell’articoletto che mette tutti d’accordo, e fa contenti tutti era già pronto, ma non lo sentivo mio, un recensore deve pur aver un certo grado di libertà per poter essere definito tale, allora scrivo qualcosa che Zizeck potrebbe definire: “lo scabroso dell’hi-fi”.

Per pura gentilezza non faccio nomi o marchi, i distributori i cui prodotti, vuoi per suono, vuoi per rapporto qualità/prezzo, mi hanno convinto ne sono già stati informati.

Ed allora partiamo con la rassegna dello scabroso …

In primis non tutti gli impianti mi hanno convinto e devo dire che gli impianti che hanno convinto me, hanno convinto anche chi è avezzo alla musica dal vivo, con un’evidente combacianza dei primi tre posti, poi dopo venivano i gusti quindi uno era magari meno peggio di un altro, ma chi prende come punto di riferimento la musica e non l’impianto ha avuto chiaro che non tutto l’hi-end è sempre naturale.

L’età media era alta: questa la prima considerazione. Dove sono i giovani? Il futuro? Il sottoscritto assieme a sua moglie ed un paio di suoi amici abbassavano drasticamente l’età media. Il problema è che se questo mondo non attira i giovani, semplicemente è destinato alla morte, come una popolazione fatta di soli anziani è destinata all’estinzione. Poi qualche giovane in più nel pomeriggio del sabato l’ho incrociato, ma se pensiamo che alcuni dei più geniali costruttori hanno iniziato ad appassionarsi quando erano ancora imberbi, lo scenario si fa preoccupante.

È vero che il giovane non spende le cifre che erano in ballo in questi giorni, ma è altrettanto vero che un giorno potrebbe spenderle, pochi distributori avevano in mente ciò.

D'altronde come poter appassionare un giovane quando si sentono parole decisamente sconfortanti da un recensore, che afferma di ascoltare anche a più di 120db? Cosa hanno udito le mie orecchie? Quest’uomo stando a quanto afferma dovrebbe essere sordo, se non addirittura morto a causa delle onde sonore che farebbero letteralmente friggere il cervello!!!

Va bhè questa era solo la sparata maggiore, ma ancora vivo in molti (tra cui il suddetto recensore, che ne ha un bel repertorio) è il pensiero che l’ambiente vada eliminato, tappezzato di coibentante e reso quasi anecoico… gli farei passare 10 minuti in anecoica: una vera tortura perché in essa si perde il senso dello spazio tempo. In effetti l’ambiente va curato per fortuna erano presenti anche i distributori di pannelli acustici, che ben sanno come gli effetti di riflessione e di assorbimento vanno ben calibrati, e che non serve anecoizzare una stanza, ma che spesso con meno di 10 pannelli si ottengono i giusti risultati. A chi risponderebbe che un vetro riflette ed altrettanto fa un muro rispondo tranquillamente che se è tanto preoccupato dalle riflessioni, sarebbe meglio per lui passare ad un buon paio di cuffie; e comunque il suono in aria si attutisce per una media indicativa di -6db al metro. Se si ha una sala piena di rinforzi è utile usare un giusto numero e posizionamento di pannelli piuttosto che una sala piena di fonoassorbente.

Per fortuna c’era Pierre Bolduc che ha ricordato a tutti gli audiofili che la bontà di un impianto si misura con la musica dal vivo.

Oltremodo esilarante è vedere ancora dopo anni persone che avvicinano l’orecchio agli altoparlanti: si deve fare rumore, se non lo fa semplicemente è rotto; mettetevi l’animo in pace il segnale musicale è un segnale elettrico alternato, gli altoparlanti sono dei componenti chiamati più correttamente trasduttori perché trasformano il segnale elettrico in segnale acustico.

Interessante il fatto che praticamente tutti i distributori mi hanno fatto una domanda quando mi presentavo …. Domanda indicativa del mondo dei “recensori” odierni, non si può fare i recensori a tempo pieno, ma mi fermo qui o potrei essere troppo rivelatore dello scabroso (che tanto è il segreto di pulcinella N°2 dato che tutti lo sapete) … semplicemente la mia risposta era chiara: passione e non soldi, ho un mio lavoro ed alcune passioni, una di queste è la musica se un qualcosa mi piace lo dico, se qualcosa mi schifa lo dico comunque a meno di prove circostanziali circa un sample in test appartenente a quella percentuale di produzione difettata; oppure facciamo finta che quando l’hi-fi era un fenomeno di massa tutto era buono (in realtà chi quei tempi li ha vissuti si ricorda che le riviste erano piene anche di recensioni negative).

La domanda che più mi ha fatto ridere era quella circa al fatto se fossi un talebano o uno serio, richiesta nata dal fatto che aveva scoperto che alcuni forumer bislacchi di siti importanti millantano impianti che non hanno, fornendo foto prese dalla rete. Va bhè su un forum uno mette un nick e si nasconde, io ci metto la faccia con tanto di nome e cognome, ed esprimo il mio pensiero, che al momento non è ancora un reato.

Proprio in nome della passione riporto una frase dettami da un costruttore: io l’ho fatto per me, perché per me questo è un buon suono, adottando tecniche costruttive serie e non per la riproduzione in scala, se poi qualcuno me lo acquista bene, altrimenti vivo felice comunque. Aveva la saletta meno appariscente, un impianto semplice ed onesto di cui non gli ho chiesto il costo, dato che in quel momento non mi importava, non era tra i migliori tre, ma ci si avvicinava molto, ma soprattutto aveva due cose fondamentali: la passione ed un impianto diverso da tutti gli altri.

Va bhè il mio Milano Hi-fidelity è stato così scabroso, ma divertentissimo, vi lascio alle foto, rifatevi gli occhi, ricordando:

1 il metro di misura è la musica dal vivo (lo dice anche)

2 si ascolta con le orecchie, non con gli occhi.

3 non è tutto oro ciò che luccica, talvolta è altro.

In attesa che sempre più persone possano ascoltare in modo correttamente riprodotto vi saluto cari lettori, se vi siete schifati di leggere ciò che ho scritto, andate ad un live, se invece vi siete fatti due risate assieme a me, vuol dire che o ci siete stati, oppure che grazie a me lo avete virtualmente visitato, e che come me probabilmente avreste avuto l’impulso di metter su ad un certo punto qualche rift di chitarra e pezzi come “In A Gadda Da Vida” degli Iron Butterfly … versione completa si intende.

Per le foto vi linko il mio album su Facebook https://www.facebook.com/marco.bicelli.33/media_set?set=a.1696162363976791.1073741836.100007491309933&type=3

Per non far torto alcuno, pubblichiamo come header e foto principale quella dell'impianto dell'organizzatore Sound of the Valve
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Argomento: Riproduzione audio hi-fi