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Intervista a Mr Vertigo Vinyl Record, startup italiana che stampa vinili

Pubblicato il 05/05/2016

Traduzioni:


Mr Vertigo Vinyl Record è una startup italiana che stampa vinili, sia in un certo numero di copie per gruppi e artisti, che a tiratura limitata, anche in copia singola! E' stato naturale per noi cercare di saperne di più su questa nuova e coraggiosa realtà che cavalca il ritorno del vinile, non solo nell'ascolto, ma anche nella moda e nel costume, dove il piacere ed il calore dell'ascolto in analogico, si confondono con il vintage, la nostalgia e il bisogno di un qualcosa di reale da avere tra le mani.

Avete aperto recentemente la vostra attività? In quanti persone siete? Qual è la vostra età media e come vi è venuta l'idea?

Si l’attività è stata avviata da qualche mese ma abbiamo dedicato tutto lo scorso 2015 allo studio ed alla sperimentazione per essere certi di avere un prodotto di qualità nel 2016. Siamo in due nello svolgere la nostra attività in modo tale da ottimizzare al meglio i tempi. La nostra produzione si divide in tre fasi: la prima fase è dedicata al controllo e realizzazione dei master audio, la seconda riguarda invece la grafica, cartotecnica e packaging ed infine c’è l’incisione del vinile (quella che preferiamo) dove bisogna stare molto attenti perché è un processo molto complesso e delicato. In ogni passaggio bisogna curare al meglio tutti i minimi particolari per avere alla fine un prodotto con un livello qualitativo elevato sia all’occhio che all’orecchio. Abbiamo tutti e due trent’anni tondi tondi e l’idea ci è venuta dopo aver stampato il disco della nostra band  (COLOURS dei WHITE WALRUS che vi invitiamo ad ascoltare) su vinile. Una passione innata insomma.

Per creare una startup di questo tipo esistono degli incentivi statali / europei?

Abbiamo cercato in lungo e in largo ma non abbiamo trovato incentivi che vadano “veramente” ad incentivare l’avvio di una startup del genere. In realtà ci sono ma bisogna avere dei requisiti molto particolari o addirittura bisogna investire tutte le risorse economiche immediatamente e con molti paletti senza avere una vera e propria sicurezza che queste risorse tornino indietro.

E' interessante il fatto che potete stampare in singola copia o tiratura limitata (fino ad un massimo di 100), tramite l’incisione diretta (riversamento su vinile), oppure con lo stampaggio industriale classico per tirature che superano le 100 copie.

Ci spiegate le differenze di realizzazione e le ripercussioni sulla qualità di incisione?

Allora, per quanto riguarda l’incisione diretta (le parole stesse già spiegano) noi andiamo ad incidere direttamente i solchi su dischi in vinile “vergini”, questi dischi (chiamati anche dubplates o lathe cuts) hanno naturalmente una superficie liscia che noi andiamo a “scavare”, non è nient’altro che la stessa tecnica con la quale vengono creati i dischi in cera lacca. Diverso è il discorso con lo stampaggio industriale, dove inizialmente viene scavato il disco in cera lacca, dal laccato viene ricavato attraverso un processo galvanico un negativo in nickel e dal negativo nasce la “madre” o matrice. Successivamente dalla matrice vengono fatti gli stampi per le presse.
La qualità è davvero molto molto simile, se proprio dobbiamo cercare il pelo nell’uovo possiamo certamente dire che l’incisione diretta ha un passo in più, per il semplice fatto che viene fatto solamente un passaggio a differenza dello stampaggio industriale. Il vinile inciso potrebbe risultare meno rumoroso e meno distorto, parliamo però di cose che solo con determinate attrezzature, determinati impianti e un determinato “orecchio” potresti riuscire, forse, a captare.

Ho letto che la qualità odierna dei vinili non è come quella dei "tempi d'oro", perché le macchine di stampaggio industriali sono vecchie e anche i pezzi di ricambio sono difficili da trovare.

Questo fatto mi è stato un po' confermato anche da numerosi amici che hanno acquistato (su amazon ad esempio) diversi vinili "difettosi".

Assolutamente no, questo è un mito da sfatare. Ci sono moltissimi fattori che nello stampaggio industriale vanno ad influire sulla qualità di un disco, (calcolando sempre che il master audio sia ben fatto) dall’incisione del laccato ai vari processi galvanici ed infine lo stampaggio. Ogni processo produttivo deve essere fatto nel migliore dei modi altrimenti il tutto va ad influire sulla qualità del disco. La qualità di un disco quindi viene data dall’attenzione che ogni addetto ai lavori ha nel proprio processo produttivo. Possiamo dire che la qualità di un disco è data dagli standard dello stabilimento di produzione. Ciò che è difficile da reperire sono i macchinari stessi nel caso si voglia iniziare una nuova produzione, ma non i pezzi di ricambio o chi può ripararli (naturalmente hanno costi elevatissimi). Tutto questo per dire che ci sono stampe moderne che suonano molto bene e che sono migliori anche di quelle dei “tempi d’oro” e naturalmente viceversa.

Vi siete chiesti il motivo di questa "rinascita" del vinile? Si tratta di moda, di un bisogno di fisicità, o che altro?

Secondo noi il ritorno del vinile e dei supporti analogici in generale, è fortemente dovuto alla diffusione degli mp3 ed i download code. La praticità di questi formati digitali ha surclassato la comodità che aveva portato il cd negli anni 80, dirottando tutti gli appassionati di musica legati al supporto fisico di nuovo verso i supporti romantici come il vinile.
Un grosso contributo al ritorno del vinile va anche ai DJ di vecchia scuola. Infatti noi della Mr Vertigo Vinyl Records abbiamo studiato per loro un pacchetto ad hoc chiamato DJ PACK, infatti grazie alla nostra incisione diretta diamo la possibilità di incidere la loro musica su singoli vinili in modo da suonarli nei club a prezzi molto vantaggiosi.

Cosa ne pensate della musica liquida? E della musica "in affitto" di Spotify?

Come detto precedentemente sicuramente è molto comodo attingere ad ore ed ore di musica senza avere il “peso” del supporto. Sono ascolti molto differenti, la musica liquida spesso viene ascoltata quasi in modo “distratto” rispetto al vinile, dove invece, bisogna avere una certa attenzione già solamente nel mettere il disco sul piatto. Senza parlare poi del piacere nell’avere la copertina, le immagini e tutto il resto.

Quali sono i generi musicali più "gettonati" per le stampe su vinile? Anche in relazione al formato, perché ho visto che supportate i 5", 7", 10", 12"

Sicuramente nel nostro caso la musica indipendente ha un certo peso, molti artisti emergenti o del panorama indie stampano anche o solo su vinile. Sicuramente il formato più usato è il 12”, ma anche il 10” non scherza, infatti molti lo usano per stampare i loro EP. Il 7” viene usato per stampare singoli fino a  6-7 minuti di durata. Il 5” è un formato che può ospitare massimo 2 minuti a 45 giri e viene usato anche come idea regalo dove incidere semplicemente una frase o qualcosa di particolare.

Ho visto che potete stampare sia in vinile nero che in vinile trasparente. Il colore può influire sulla qualità del suono?

Per quanto riguarda l’incisione diretta i colori sono solo nero o trasparente, invece per lo stampaggio industriale abbiamo una vasta scelta di colori. Il colore non influisce assolutamente sulla qualità del suono, non ci sono differenze di materiali. Cosa ben diversa è il Picture Disc nello stampaggio industriale, lì ci sono differenze di suono e con l’aumentare degli ascolti aumenta anche l’usura del disco in modo esponenziale, questo perché ciò che divide la puntina dall’immagine stampata è solamente un foglio di vinile trasparente molto molto sottile. Invece il Picture Disc fatto con l’incisione diretta ha un processo totalmente diverso, dove l’immagine non è alle estremità del vinile ma in mezzo, quindi la puntina resta a contatto sempre e solo con il disco in vinile.

Riguardo ai master per il bitrate supportate 16bit, 24bit e 32bit e per le frequenze di campionamento supportate 44100 Hz e superiori. Cosa ne pensate dei formati ad alta definizione, quelli che vanno ben oltre le specifiche del formato compact disc?

Bisognerebbe fare delle valutazioni diverse in base all'utilizzo, cioè se servono per il mastering o se li deve ascoltare l'utente finale?

Secondo noi, dipende sempre dall’uso che se ne fa. Ascoltare formati con specifiche elevatissime su attrezzature o impianti che non riescono a rendere al meglio questi formati non ha alcun senso, anzi peggiora sensibilmente l’ascolto. Bisogna avere anche un orecchio molto attento ed allenato per “sentire” le differenze, spesso l’utente finale non riesce a captarle al meglio. Sicuramente vedremo una evoluzione maggiore di questi formati nell’ambito professionale più che nell’ambito domestico. Qualche tempo fa uscì una notizia che parlava di un vinile in HD, vedremo come evolverà la cosa, ma sinceramente un vinile ben fatto non ha nulla da invidiare ad un CD o a questi formati, anche perché noi umani non riusciamo a sentire oltre determinate frequenze.

Personalmente apprezzo molto i vinili al cui interno è presente anche la versione cd. In tal modo posso crearmi il FLAC, che è il formato che utilizzo normalmente per ascolti a casa, in auto e in mobilità. Sarebbe bello fossero tutti così!

Si, sono veramente ottime soluzioni, come anche i download code dei FLAC. Si ha il vinile ed il formato digitale al alta definizione. Supponendo che tra qualche anno il CD morirà, questa sarebbe la soluzione ideale!!!

Se doveste suggerire a dei giovani quale giradischi comprare, avete qualche modello in particolare da consigliare?

La prima cosa che consigliamo è di evitare assolutamente le così dette “cinesate”, questi nuovi giradischi con tutto all’interno, assolutamente no!! Non servono a nulla e si rompono dopo poco tempo ed inoltre i giovani rischierebbero di non apprezzare mai il vero ascolto di un vinile. Per chi è alle prime armi la prima cosa che consigliamo è di farsi un giro nei mercatini e cercare quei giradischi che negli anni 70-80 hanno fatto la storia. Spesso si trovano grandi occasioni!!! Altro consiglio invece, se si vuole andare sul nuovo è sicuramente l’acquisto di un Rega, Thorens o il classico Technics sl1210. Di marchi che fanno giradischi di buona fattura ce ne sono molti.

Nel vostro sito ho letto di una sezione che verrà aperta a breve chiamata "Vinyl stream"? Ci spieghi di cosa si tratta?

Sarà una piattaforma digitale dove tutti gli artisti che stamperanno con noi i loro dischi potranno fare l’upload dei loro brani e quindi dare la possibilità ai loro fans di ascoltarli in streaming gratuitamente, inoltre ci sarà la possibilità attraverso un download code da allegare al vinile, di scaricare i loro brani. Con il passare del tempo potrebbe nascere un vero e proprio portale e catalogo indipendente.
Sicuramente presto ci saranno molte novità, abbiamo vari accordi commerciali in modo da curare completamente il percorso dell’artista, dalla stampa dei supporti (cd, vinili, musicassette) al merchandising, alla distribuzione digitale e tutto ciò che è legato alla pubblicazione di un album.

Pensate di poter avere un mercato anche all'estero?

Pensiamo di si, vogliamo essere ottimisti. Puntiamo molto sul mercato europeo per quanto riguarda la tiratura limitata. Potrebbe essere uno dei nostri prodotti di punta nel vecchio continente.

Avete delle realizzazioni in vinile di cui siete particolarmente soddisfatti? E qualche aneddoto curioso da raccontare?

Siamo sempre molto soddisfatti delle nostre realizzazioni, questo perché mettiamo sempre il massimo dell’impegno. Riceviamo spesso email e messaggi su Facebook dove ci ringraziano dell’ottima fattura dei nostri dischi. Un po’ di tempo fa ci scrisse un signore che voleva solamente complimentarsi dell’alta qualità del prodotto, non era un nostro cliente ma aveva ricevuto un vinile in regalo dall’artista che lo aveva stampato da noi.
Sicuramente una curiosità riguarda il nostro primo lavoro che è stato anche il più difficile: ossia stampare l’album FOG MONK di un nostro caro amico Dario Germani. L’album è un Triplo Lp in tiratura limitata di 20 copie di solo contrabbasso e per ragioni tecniche è stata molto dura farlo suonare bene; inoltre anche sul packaging non è stato facile visto che si è dovuti ricorrere ad una Gatefold essendo un triplo. Insomma una bella sfida…e a noi le sfide piacciono!!!

 

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Argomento: Riproduzione audio hi-fi