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Seta

Interferenze

Recensione
Pubblicato il 28/11/2013
Voto: 6.5/10

L’album di esordio dei Seta nasce probabilmente dalla voglia di esprimere qualcosa che era dentro le loro corde, ma con l’impegno più o meno dichiarato di mettere sempre in discussione le proprie coordinate stilistiche. Il progetto è diventato così nel corso degli anni un collettore di contaminazioni dal 2009 (anno di nascita) a oggi con l’imbarazzante compito di esprimere ora, in un disco vero e proprio, la sintesi delle varie anime dei suoi componenti. Il disco inizia con una voce registrata che annuncia "Sid Vicious is Dead" un tributo che sa di branding. L’essenza della band si capisce immediatamente ascoltando il modo di cantare di Luca Tosato. Non sarebbe difficile immaginare quali fossero i cattivi maestri della band, se solo ci si soffermasse a metabolizzare i primi passaggi: Il grunge anni novanta sponda Pearl Jam e Soundgarden, ma addirittura il metal dei Metallica o il stoner rock dei Queens of the stoneage.

Nonostante le promesse lanciate dai primi brani della track list, quali Interferenze e il manifesto Sid, l’elettronica entra in scena solo in punta di piedi, trovando solo con il passare dei minuti la forza di scardinare i soliti cliché fin troppo derivativi. Quantunque il lavoro mantenga un buon tiro con La follia o meglio ancora con il singolo di lancio Per un giorno in più (dal rif e ritornello davvero entusiasmante) bisogna aspettare di passare un bel numero di canzoni prima di trovare un suono veramente nuovo. Indifferente come la seconda traccia ha un sound veramente interessante, ma è clock forse il punto di vera svolta con dei Synth in primo piano tipicamente new wave. Diciamo che se in generale l’elettronica richiama i tentativi pionieristici dei precursori Paradise Lost e Filter di mescolare industrial, post-grange, metal e riflessi tipicamente elettronici, con quest’ultimo brano si arriva a mettere finalmente in discussione il fondamento architettonico del loro progetto musicale. Un vero fulmine a ciel sereno. La dimostrazione che la filosofia intrapresa dalla band non è solo un aggiornamento posticcio di facciata. Per finire un’altra chicca a impreziosire l’album: Syntesi. Strumentale, elettronica pura e un altro passetto in avanti nel percorso di emancipazione. Una nota di merito per la copertina dell’album curata dall’artwork Frank Cianuro con le foto di IlTerzoUomo.

Ricapitolando: un lavoro che alla fine si fa apprezzare per lo sforzo di non apparire irrimediabilmente scontato. Un buon punto di partenza tra freschezza e tradizione. E’ così che il disco tra alti e bassi acquisisce una propria identità distaccandosi però a intermittenza da pericolosi binari di stampo citazionistico. Niente di grave sia chiaro, ma per capire se la strada diventerà lunga, è meglio sempre chiedersi che cosa rimane di se stessi una volta che sia stato tolto tutto il superfluo!

Per un giorno in più (2013)
Seta - Interferenze

Seta

Interferenze

Cd, 2013 Genere: Rock , Elettronica

Brani:

  • 1) Interferenze
  • 2) Sid
  • 3) Lame Di Luce
  • 4) La Follia
  • 5) Per Un Giorno In Più
  • 6) Romanza
  • 7) Istante
  • 8) Indifferente
  • 9) Clock
  • 10) Alibi
  • 11) SyNTESY