Logo di Estatica

Goblin

Four of a kind

Recensione
Pubblicato il 17/12/2017 - Ultimo aggiornamento: 18/12/2017
Voto: 6.7/10

Lungo e complesso il percorso artistico dei Goblin, nati con la passione del rock progressivo, diventati famosi ai più per le collaborazioni con il regista Dario Argento ed in particolare per la colonna sonora di Profondo Rosso.
Essendo che l'utilizzo del nome Goblin è possibile solo per lavori congiunti di Marangolo, Simonetti, Morante e Pignatelli, nel corso degli anni si sono susseguiti numerosi nomi alternativi come "Back to the Goblin", "New Goblin", "Goblin Rebirth", "Goblin 4", "Goblin Re-Loaded", "Claudio Simonetti's Goblin". Questa pletora di nomi simili, naturalmente non ha contribuito ad agevolare le attività dal punto di vista commerciale, perché la discografia è davvero confusionaria e difficile da seguire.

Quelli che andiamo a recensire sono i Goblin 4, che formalmente nascono nel 2014. Si presentano con una confezione lussuosa, direi da collezione. Se nella copertina vediamo 4 re in mano a una entità demoniaca, come gadget all'interno della confezione trovate 4 assi con i volti dei 4 componenti del gruppo. Il libretto interno di 12 pagine contiene foto del gruppo e informazioni sui brani e la registrazione.

All'ascolto i Goblin suonano un rock progressivo, in parte legato ai trascorsi dedicati alle colonne sonore e che conserva una forte impronta gotica. Tutti gli otto brani originali presenti sono solo strumentali. La perizia tecnica è l'esperienza emergono in modo deciso, i pezzi sono differenti e strutturalmente complissi con cambi di tempo e con strumentazioni varie. Ad esempio nell'iniziale "Uneven Times" troviamo come ospite il fratello di Agostino Marangolo (componente del gruppo), che si chiama Antonio Marangolo. Gli esperti di cantautori lo ricorderanno, perchè collaboratore di Francesco Guccini.
I pezzi si susseguono con la loro impronta oscura, ma mai deprimente e non mi sentirei di evidenziare singoli brani, è un lavoro che va ascoltato nella sua interezza e complessità. Non è un disco facile, non lo consiglierei a chi non mastica già il progressive, ma agli amanti del genere che qua trovano un lavoro onesto, eseguito con professionalità e con una sufficiente ispirazione.
Come bonus track trovate gli oltre 12 minuti di Goblin in una registrazione dal vivo effettuata ad Austin TX nell'aprile 2014.
Buona la registrazione, effettuata quasi interamente ai GGG Studios di Aranova.
 

Goblin - Four of a kind
Goblin - Four of a kind
Fotografia di Fabrizio Pucci

Goblin

Four of a kind

Cd, 2015, Black widow
Genere: Rock, Progressivo, Gotico

Brani:

  • 1) Uneven Times
  • 2) In The Name Of Goblin
  • 3) Mousse Roll
  • 4) Bon Ton
  • 5) Kingdom
  • 6) Dark Blue(s)
  • 7) Love & Hate
  • 8) 008

Informazioni tratte dal disco

Formazione

 Massimo Morante: chitarre
 Fabio Pignatelli: basso
 Agostino Marangolo: batteria
 Maurizio Guarini: tastiere
 Antonio Marangolo: sax (in Uneven Times)
 Aidan Zammit: tastiere (in Bon Ton)