Logo di Estatica

Necrodeath

Fragments of insanity

Recensione
Pubblicato il 18/02/2009
Voto: 9/10

Dopo il capolavoro black/thrash italiano per eccellenza, ovvero Into The Macabre, era veramente difficile per i Necrodeath ripetersi sui medesimi livelli. Toccò al nuovo Fragments of Insanity cercare di bissare il successo underground e la violenza del suo predecessore. Devo ammettere che la band si ripresentò su ottimi livelli, con un bagaglio tecnico arricchito anche se il carico oscuro e dissacrante andò un tantino perdendosi negli anni che intercorsero tra i due album in questione. Complice la produzione e la voglia di progredire tecnicamente, il nuovo album azzerò quasi totalmente l’aura occulta che ammantava Into the Macabre per puntare su una forma “ripulita” del loro black/thrash metal.

Sin dall’opener, Choose your Death, si può denotare la produzione decisamente essenziale per quanto riguarda i suoni degli strumenti, ma anche meno offuscata e primordiale. I fraseggi delle due asce si fanno serrati e pregni di cambi di tempo. La furia è dirottata su un’altra concezione del genere, più attenta alla tecnica. Tuttavia, i Necrodeath erano sempre delle macchine da guerra e quest’album ce lo dimostra nuovamente. Peso svolge un lavoro disumano dietro le pelli e il suo stile è andato arricchendosi in questo periodo. La precisione dei suoi up tempo e la brutalità delle sfuriate a doppia cassa si fondono e si alternano perfettamente, passando tra ipnotici mid-tempo, supportati da riffs sì oscuri ma anche brutali.

Neanche a dirlo, la voce di Ingo è semplicemente devastante durante tutta la durata del disco. Il suo stile, sempre in bilico tra thrash e black, marchia a fuoco le composizioni e dona il tocco più oscuro. I riffs impazziti di Tanathoid fanno da base al drumming “tarantolato” dell’ottimo Peso che si districa facilmente attraverso una foresta di cambi di tempo. Le linee di chitarra solista sono essenziali per dare quel tocco coinvolgente e fortemente a tinte oscure. Ogni canzone in questo Fragments of Insanity è pregna di questi duetti ed essi sono da incorniciare, soprattutto quando sostenuti dalla potenza della chitarra ritmica. State of Progressive Annihilation segue linee decisamente più violente senza disdegnare i soliti stop con tanto di partenze al fulmicotone.

In questo nuovo prodotto discografico, i Necrodeath fanno in modo che tutto risulti più complesso ma non eccessivamente complicato, affinché esso possa risultare ugualmente accattivante e brutale per gli amanti di tale genere. La musica deve rendere l’idea della follia della mente umana, come ben spiegato dal titolo dell’album, dalla copertina e dai testi. In Metempsychosis fanno nuovamente capolino gli arpeggi puliti per creare una maggior atmosfera, anche se a dominare in questa canzone, ancora una volta, sono i fulminei cambi di tempo, i riffs selvaggi e le brutali ripartenze della batteria. Dopo una Fragments of Insanity leggermente meno impulsiva, ci troviamo a che fare con la ferale Enter my Subconscious, una vera a propria mazzata tra i denti con una bellissima sezione rallentata con tanto d’arpeggi e assoli.

Stillbirth non lesina riffs granitici anche se la marcia si fa meno ossessionata e meno votata alla pura velocità. Gli arpeggi ritornano durante il refrain, prima delle sezioni in up tempo. Tutto ciò ci serve come preludio leggermente più acustico al capolavoro messo esattamente a chiudere l’album, Eucharistical Sacrifice. Una tale violenza sonora non era per niente facile da trovare in Italia in quel periodo: le rullate selvagge, i riffs senza compromesso e l’atmosfera decisamente più oscura chiudono più che degnamente un altro album da ricordare. I Necrodeath si stavano evolvendo, pur mantenendo quella bestialità innata per suonare un genere che prendeva a piene mani da bands quali Kreator, Slayer e Bathory, aggiungendoci la loro forte personalità.

Di qui a poco i Necrodeath si sarebbero sciolti per poi ritornare a quasi dieci anni di distanza con il brutale Mater of All Evil; ma per coloro che desiderassero tuffarsi nel passato glorioso di questa mitica band, vi consiglierò sempre il primo periodo. Troppe volte questa band non ricevette il giusto riconoscimento negli anni 80 ed ora possiamo rimediare, anche se in ritardo.

Necrodeath - Fragments of insanity

Necrodeath

Fragments of insanity

Lp, 1989, Metal master

Brani:

  • 1) Choose your death
  • 2) Tanathoid
  • 3) State of progressive annihilation
  • 4) Metempsychosis
  • 5) Fragments of insanity
  • 6) Enter my subconscious
  • 7) Stillbirth
  • 8) Eucharistical sacrifice