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Franco Battiato

Patriots

Recensione
Pubblicato il 10/05/2016 - Ultimo aggiornamento: 12/05/2016
Voto: 7.5/10

Patriots è un disco del 1980 e si colloca tra due album molto importanti per Battiato. L'anno precedente infatti è uscito "L'era del cinghiale bianco", il lavoro del ritorno alla musica pop dopo le primissime origini. L'anno successivo esce "La voce del padrone", il disco della consacrazione al grande pubblico e pietra miliare della la musica italiana.

Inizialmente l'album si doveva chiamare "I telegrafi del martedì santo", ma poi si optò per il più coinciso "Patriots".
Ed è proprio "Up patrios to arms" che apre il disco ed il titolo pare sia stato preso da una scritta vista anni prima in un pub scozzese.
Ma prima del brano vero e proprio c'è un'introduzione dove si ascolta un pezzo dell'ouverture del Tannhäuser di Richard Wagner con un Battiato che dice una frase in lingua araba, la cui traduzione è: "Ogni giorno guardiamo le cose insignificanti, guardo tutto e tutto il mondo che vive di speranza, e non vivo…".
L'intero brano è una critica alla società, con uno sguardo anche al mondo musicale, ad un certo tipo di musica e ad un certo modo di fare musica. Testo perfetto, inutile citarne alcune parti, ogni strofa è significativa.
Un pezzo importante, molto bello e ripreso da altri gruppi e artisti tra cui Disciplinatha, Subsonica, Negrita e Luca Carboni.

Il testo di "Venezia-Instanbul" alterna alcuni spezzoni probabilmente autobiografici, con considerazioni sulla storia e sul peso che hanno (e continuano ad avere) le religioni: "un tempo si uccidevano i cristiani e poi quest'ultimi con la scusa delle streghe ammazzavano i pagani... Ave Maria".
Dopo un inizio lento, il ritmo cambia ed accelera, con una frase che spezza completamente l'atmosfera iniziale sorprendendo l'ascoltatore.
Il finale sugella un'altra triste realtà, le guerre, la distruzione, le successive ricostruzioni e il conseguente boom economico: "E perché il sol dell'avvenire splenda ancora sulla terra facciamo un po' di largo con un'altra guerra."

"Le aquile" parte con alcuni ricordi d'epoca, anni '40 o giù di lì, altri ricordi di una palestra, per poi agganciarsi al verso delle aquile, che omaggiano Fleur Jaeggy tramite il brano "Le statue d'acqua" tratto dal libro  "I beati anni del castigo".
Riporto l'estratto che ci interessa: "Sono passati soltanto cinque minuti da quando vidi una cornacchia stagliarsi tra alberi e cielo – dopo un piccolo volo esaltante camminare monca e rapida verso di me. Avrete visto anche voi camminare le aquile nelle voliere, il loro incedere è come un’agonia maestosa e gli occhi levigati d’odio assentono al congedo."

"Prospettiva Nevski" è un altro brano di successo, ripreso anche da Alice, dai Bluvertigo, dalla croata Tereza Kesovija.
Il titolo si riferisce alla strada principale di San Pietroburgo (Leningrado fino al 1991) ed il testo è ambientato nel periodo della Nuova Politica Economica, impartita da Lenin. A cavallo della rivoluzione, ci sono elementi vecchi e nuovi della cultura russa e Battiato li ripropone all'inizio degli anni '80, nel momento storico dove lo scontro politico tra America e Russia era ai massimi livelli. La provocazione a volte è sottile, come qua che è nei temi, così distanti dalla cultura americana imperante in quel periodo.

"Arabian song" ha un ritornello in arabo che recita così: "Qâla mu'allimu alqaryati / Kâna aljabalu fî aljabali / Assalam 'alaykum 'alayki / Alâna anâ askunu". Non c'è una traduzione ufficiale, ne riporto due: "Disse il maestro del villaggio: io scalavo la montagna. La pace sia con voi e con te. Adesso io vivo", oppure
"Parla, maestro del nostro villaggio. Sono il monte tra le monti. La pace sia con voi e con te. Adesso qui abito".
All'interno del brano ci sono alcune chicche che rimangono nella memoria, come "La mia parte assente si identificava con l’umidità", il cui significato interpretativo è una bella sfida. Il riferimento è quello di non perdersi in cose banali, dimenticandosi del grande disegno.

Come suggerisce il titolo stesso, "Frammenti" è costituito in gran parte da citazioni di poeti italiani, ed è stuzzicante andarle a cercare.
Leopardi da "Il sabato del villaggio": "La donzelletta vien dalla campagna in sul calar del sole".
Il testo di Pascoli "O cavallina, cavallina storna, che portavi colui che non ritorna" da "La cavalla storna"   diventa "hanno veduto una cavalla storna riportare colui che non ritorna".
Carducci con l'estratto "I cipressi che a Bólgheri alti e schietti Van da San Guido in duplice filar" estrapolato da "Davanti a San Guido".
Il testo "Me ne andavo al mattino a spigolare, quando ho visto una barca in mezzo al mare" di Luigi Mercantini dalla poesia "La spigolatrice di Sapri" diventa "Me ne andavo una mattina a spigolare quando vidi una barca in mezzo al mare".
Più complessa l'ispirazione che sembra aver portato alla frase "Che gran comodità le segretarie che parlano più lingue". Pare infatti che faccia riferimento ad alcuni concetti espressi dallo scrittore / filosofo / mistico Georges Ivanovič Gurdjieff, ed in particolare al concetto della "Quarta Via" (termine in realtà introdotto dal suo allievo Piotr Demianovič Ouspensky). Scuola di pensiero seguita anche dal violinista e amico Giusto Pio, che quando viveva a Milano ha frequentato per ben sette anni le lezioni di un allievo di Gurdjieff, in quanto affascinato dall'esoterismo.
Non ne capite il nesso con la frase precedente? Non vi preoccupate, la quarta via è un percorso e come tale può essere compreso solo se attraversato...
Si cercano tracce sul significato dei testi, conoscendo alcune delle letture preferite di Battiato, ma nell'associarci dei significati potremmo a volte sovraccaricare il significante di una frase, che poteva essere nata anche solo dall'ironia a cui Battiato ci ha abituato.
Il brano si chiude con l'inizio della poesia "Il passero solitario" di Giacomo Leopardi: "D'in su la vetta della torre antica, Passero solitario, alla campagna Cantando vai finchè non more il giorno"

Anche in "Passaggi a livello" troviamo una citazione, questa volta in francesce, tratta da "Alla ricerca del tempo perduto" di Marcel Proust: "La musique, bien différente en cela de la société d'Albertine, m'aidait à descendre en moi-même, à y découvrir du nouveau: la variété que j'avais en vain cherchée dans la vie, dans le voyage".
La traduzione in italiano è: "La musica, molto diversa in questo dalla compagnia di Albertine, mi aiutava a scendere in me stesso, a scoprirvi qualcosa di nuovo: la varietà che avevo invano cercato nella vita, nel viaggio...".
Il finale elenca numerose parole, tra cui i titoli di diversi brani musicali: "Good Vibrations" dei The Beach Boys, "Satisfaction" dei Rolling Stone, "Sole mio" classico napoletano interpretato da numerosissimi cantanti, composto da Capurro e Di Capua, "Lux Aeterna" potrebbe riferirsi alla composizione di György Ligeti (pezzo tra l'altro presente in "2001 Odissea nello spazio"), per terminare con il "Einstein on the Beach" che potrebbe essere riferito all'opera composta da Philip Glass e rappresentata per la prima volta nel 1976.

Tutto il lavoro è una evoluzione rispetto a "L'era del cinghiale bianco", i pezzi sono più dinamici, si avvicinano alla perfezione del lavoro successivo, pur non avendone (volutamente) l'eleganza. 
Musicalmente sono da sottolineare gli ottimi arrangiamenti di Giusto Pio, il pianoforte di Antonio Ballista e le chitarre di Alberto Radius.
I testi contengono citazioni colte, frasi elevate ed altre apparentemente più terra a terra, "ruspanti", poi ci sono i frammenti di ricordi e le idee associate tra un verso e l'altro, assemblate con una spontaneità che è famigliare per conosce il Battiato di questo periodo.

La vesione "30th anniversary edition" oltre ad essere stata rimasterizzata, ha 4 bonus track e una traccia video. I brani aggiunti sono: Perspectiva Nevski (versione spagnola), Up Patriots To Arms (versione inglese), Up Patriots To Arms (versione spagnola), Up Patriots To Arms (strumentale).

Up Patriots To Arms (1980)
Franco Battiato - Patriots

Franco Battiato

Patriots

Cd, 1980, EMI

Brani:

Informazioni tratte dal disco

Musicisti

Franco Battiato - EMS, voce
Eugenio Spanò - voce recitante
Filippo Destrieri - synth, tastiera, ARP, organo Hammond
Antonio Ballista - pianoforte
Gianfranco D'Adda - percussioni
Gigi Cappellotto - basso
Flaviano Cuffari - batteria
Alberto Radius - chitarra
Giusto Pio - violino

Produttore     Angelo Carrara
Arrangiamenti     Franco Battiato, Giusto Pio
Registrazione     Studio Radius, Milano