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Discografia

Andrea Buffa

… in effetti, c’ho molto da ridere

Recensione
Pubblicato il 19/11/2008
Voto: 6.8/10

In effetti c’ho molto da ridere: sotto il demo c’è futuro

E’ da alcuni mesi che ho tra le mani questo demo di Andrea Buffa, l’avevo ascoltato in prima battuta appena mi era arrivato e diciamo che non mi aveva convinto, complice forse un ascolto poco concentrato in cui erano emerse soprattutto le pecche.

Lo scorrere del tempo ha poi tolto la polvere da quadro d’insieme e piano piano è come se fossero emersi i dettagli ed ho cominciato a pensare che forse non era così male questo suo demo 2008.

Vediamo allora cosa contiene questo demo di cinque brani per un totale di circa 20’.

L’introduttiva “Ombre della città” è una canzone molto ritmata, il cui movimento sta un po’ a simboleggiare il viaggio, viaggio tra la gente, viaggio lungo lo scorrere della propria esistenza, il testo è interessante e presenta spunti belli e toccanti come questo “stasera ho visto Luca tornare con la moto / salire per le scale barcollare da ubriaco / poi dare un bacio a Laura in piedi sulla porta / a raddizzar così una giornata presa storta / e ancora ho visto Mara in piedi là all’incrocio / l’hanno bruciata dentro così adesso non ha freddo / adesso un’auto accosta sorride e muore ancora / raccolgo della storia due lacrime e il dolore”.

Mi evoca un qualcosa di francese, non saprei dire cosa, il secondo brano intitolato “Una barca rovesciata nel mare” dove alla chitarra fa da sfondo un pianoforte dalle sonorità fluide e morbide che evocano i flutti del mare, i suoi spazi aperti ed immensi. E’ un brano evocativo e rende molto l’idea di chi si trova in difficoltà suo malgrado, appunto come chi si traova a cantare così “travolto dai flutti / mi guardo affondare / eppure non c’è stato / non c’è stato un temporale / il vento non si è alzato / non si è gonfiato il mare / il sole ha continuato a splendere normale / e dalla riva al mondo / mi ha visto navigare”.

L’artista” è musicalmente piuttosto classica e direi abbastanza scarna, dalla cadenza tamburellata quasi fosse una marcia, però presenta un testo auto-ironico sulla figura dell’artista decisamente non male “e mi sa che pure questa a guardare onestamente / ha la faccia come il culo / da canzone un po’ saccente / così chiedo a tutti quanti che qua state ad ascoltare / di non farvi dei problemi proprio mai poi di esitare / se per caso mi vedeste con un tono da santone star qua sopra un po’ impalato / a spiegare la lezione / c’è una cosa solamente / che per me potreste fare / con un coro assai potente dire Andrea / ma va a cagare…”.

La successiva “Storia (approdati sull’ultima spiaggia)” racconta la storia di uno dei tanti giovani provenienti da terre straniere che su una zattera ha preso il mare in cerca di maggiore fortuna e si ritrova invece sfruttato come uno schiavo a raccogliere pomodori nelle nostre terre del sud e lo fa con un testo davvero notevole, peccato sia supportato da una musica che fa un po’ il verso allo stile di De André senza però avere il coraggio di distinguersi per originalità, peccato davvero perché sentite un po’ come inizia “Da giovane avevo il sogno di volare come un uccello / ma adesso che schiaccio l’aria col mio peso non mi pare bello / che volo come un mattone come un sasso come una chiave inglese / che volare senza le ali è un problema mi sembra palese”.

La conclusiva “Il sogno di volare” riesce invece a coniugare meglio la duplice esigenza di un testo interessante e di una buona musica a supporto ed il risultato è a mio avviso migliore, concludendo così degnamente questo piccolo demo che si spegne su questi versi “e mi chiedo dove ho trovato il coraggio per lasciare l’ormeggio / da quale punto sia filtrata la luce in quest’ombra di pace / che da dietro la mia finestra non sento più l’odore del mare / ora che bussano alla mia porta anime incerte su cui vegliare”.

Versi che sembrano alludere in maniera autobiografica alle circostanze un po’ fortuite ed un po’ volute con sfrontato coraggio, che hanno portato Andrea Buffa a calcare le scene musicali proponendo il suo mondo con semplicità ed umiltà.

E’ in definitiva un buon demo che sarebbe potuto essere ancora migliore con una maggior cura sul fronte musicale a partire da scelte melodiche che optino per un maggiore distacco da stili spesso abusati fino agli arrangiamenti che sono poi il vestito delle canzoni, ma questi sono dettagli che il tempo non può che migliorare, sotto sotto però la stoffa c’è già, quindi attendiamo fiduciosi suoi nuovi lavori.

Andrea Buffa - … in effetti, c’ho molto da ridere

Andrea Buffa

… in effetti, c’ho molto da ridere

Cd, 2008, Autoproduzione Genere: Cantautorale

Brani:

  • 1) Ombre della città
  • 2) Una barca rovesciata nel mare
  • 3) L’artista
  • 4) Storia (approdati sull’ultima spiaggia)
  • 5) Il sogno di volare

Informazioni tratte dal disco

Testi e musiche di Andrea Buffa
I brani 1, 2 e 3 sono stati registrati presso la AEMME RECORDS di Garlate (LC) da Salvatore Addeo
Il brano 5 è stato registrato a casa di Gabriele Buffa con l’aiuto di Sonia.
Il brano 4 è la prima registrazione effettuata da Salvatore Addeo presso la AEMME RECORDS durante la prima occasione assoluta in cui Andrea Sonia ed Aron hanno suonato insieme