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Sennheiser: musica in HD per la mobilità

Pubblicato il 20/11/2017


La necessità di usufruire del mondo musicale anche in mobilità è in crescita, è inoltre evidente come non tutti siano sempre disposti ad usare un DAP, ma che invece chiedano cuffie da agganciare allo smartphone o da usare via bluethooth.

Sennhesier cerca di rispondere a queste esigenze proponendo la gamma HD4.XX.

Abbiamo perciò ricevuto in prova le HD4.20S dal costo poco superiore ai 60€, le HD4.30G dal costo di circa 80€, le HD4.40 BT prezzata a poco meno di 120€ e la HD4.50 BTNC dal costo poco superiore alle 170€. Ovviamente i listini sono leggermente più elevati: in ordine crescente si hanno 79€, 99€, 149€ e 199€.

L’IMPIANTO

Sorgente digitale per musica liquida: PC assemblato Windows 10 (Foobar2000).

DAC:TEAC UD-503

Amplificatori per cuffie: TEAC UD-503

DAP: Sansa Clip + Smartphone Android

TEST

Non parto mai dei test, tuttavia questa volta credo di poter fare un'eccezione al fine di spiegare in modo anticipato le motivazioni che mi spingono a parlare più di alcune cuffie che di altre.

Come potete notare dal grafico delle impedenze e dal grafico della risposta in frequenza i driver usati per le HD4.20S, le HD4.30G e le HD4.40 BT sono gli stessi, infatti potete notare un andamento estremamente lineare (anche se ammetto di non aver calibrato la scala dei db, ma tale calibrazione non è fondamentale dato che possiamo intenderla come un foglio in cui possiamo puntare il riferimento in qualsiasi punto della scala, l'importante è che durante i test si raggiunga l'equilibrio tra un punto di rumore ed un punto di clipping della strumentazione).

Le HD4.50 BTNC invece sembrano montare dei driver differenti: impedenza inferiore e risposta in frequenza con bassi in maggiore evidenza.

DESCRIZIONE

Queste cuffie condividono il design, i materiali plastici ed il fatto che siano cuffie chiuse dotate di un isolamento particolarmente efficace. Essendo studiate per la mobilità si chiudono per occupare meno spazio e calzano abbastanza strette, ma non tanto da risultare fastidiose. Il comfort è infatti notevole anche dopo ore in cui le si indossano, soltanto la più piccola HD4.20S risulta avere un archetto leggermente scomodo, rispetto alle altre, probabilmente a causa del fatto che questo è più sottile.

Le HD4.20S e le HD4.30G sono cuffie con microfono posto sul cavo e l'unico modo per connetterle è appunto l'uso di questo. Le HD4.40 BT e le HD4.50 BTNC invece sono più tecnologiche, dato che hanno un microfono posto nel pad della cuffia stessa, sono dotate di connettività NFC e Bluethooth, controller per l'APP e batteria al litio ricaricabile via USB. Le HD4.50 BTNC sono inoltre dotate della tecnologia NoiseGard, che è la tecnologia Active noise cancellation di Sennhesier.

Per concludere questa parte sembra corretto parlare anche della APP CapTune sviluppata da Sennheiser. Questa permette di interfacciarsi anche alle cuffie BT, crearsi un profilo utente, scegliere tra varie equalizzazioni oppure di crearne di nuove o di disattivare completamente l'equalizzatore. Il suo utilizzo è estremamente comodo ed intuitivo. Ciliegina sulla torta per il popolo della mobility è la possibilità di connettersi a TIDAL. Per chi invece vuole usare l'app anche a casa, questa permette di interfacciarsi alla rete accedendo direttamente al PC o al NAS via remoto.

Se leggendo questa parte non vi sembra che stia parlando di Alta Fedeltà, probabilmente è solo questione di punti di vista: non tutti hanno necessità di un DAP e di cuffie usabili soltanto per l'ascolto. Tutti noi abbiamo esperito nella nostra vita audiofila una domanda su cuffie che potessero essere usate anche al telefono. Ciascuno di noi, sottoscritto compreso, ha più volte tagliato corto affermando perentoriamente che ascoltare Musica è qualcosa di serio. Per assurdo al fine di negare la possibilità di un ascolto per lo meno interessante tramite uno smartphone siamo arrivati a negare la Musica stessa, che è seria solo in parte.

Il fatto è che molte persone non hanno nemmeno idea di come possa suonare la musica e sono fermi in quel limbo dove la parola d'ordine è "tanto per quello che ci devo fare". Chi afferma tale bestialità, per lo meno alle nostre orecchie, non può minimamente immaginare quanto meglio possa ascoltare, convinto che noi siamo una manica di pazzi perchè "tanto per quello che ci si deve fare ...".

Tuttavia proprio quando tutto sembra perduto, è ora di rimboccarsi le maniche, di andare a scovare prodotti che rispondano sia alle esigenze tecnologiche di quelli di "tanto per quello che ci devo fare", sia alle esigenze che la Musica stessa impone. È solo così che queste persone, tanto convinte dell'inutilità di un impianto costoso, potranno diventare appassionate a loro volta e probabilmente desiderare di più in onore di quella Musica che tanto avevano bistrattato in precedenza.

ASCOLTO

Dichiariamo sin da subito che non ho adorato nessuna di queste quattro cuffie e che le HD4.30G e HD4.40 BT sono quelle che ho preferito.

HD4.20S un entry level divertente.

Sono cuffie certamente interessanti al prezzo a cui vengono vendute, non sono propriamente hi-fi, ma sono per lo meno divertenti e la trama musicale è perfettamente seguibile. Certo non possiamo apprezzare in alcun modo il dettaglio o la trasparenza, ma credo sia esigere troppo da una cuffia per la mobilità di questa fascia di prezzo.

HD4.30G e HD4.40 BT uguali eppur diverse.

All'ascolto non ho notato differenze, salvo cercare di inventarmi psicoacusticamente una qualche differenza tra loro. In pratica non ce ne sono e non ce ne possono essere dato che si tratta esattamente della stessa cuffia, con le HD4.40 BT abbiamo tuttavia l'aggiunta della tecnologia bluetooth, e del microfono incorporato nella cuffia stessa. Sebbene vi siano queste aggiunte, si rende plauso agli ingegneri Sennheiser per aver minimizzato le differenze tanto da rendere ininfluente l'aggiunta di tecnologie, che solitamente un poco disturbano.

Genericamente parlando si può dire che le cuffie in questione riescono a raggiungere un buon livello di precisione e dettaglio, tanto che comunque mi sento di consigliarle per un'hi-fi entry level nel mondo della mobilità. Insomma si va al di là di quello che è il puro divertimento e ci si affaccia su un ascolto più consapevole e concentrato.

HD4.50 BTNC la potenza del basso.

Sono forse ancora ancorate a quell'immaginario che ha giustamente legato il nome Sennheiser ad un suono corposo e a tratti cupo, in breve quel suono che personalmente non perseguo. Nulla da ridire: la qualità c'è e si sente. Sono estremamente pulite e tutto è perfettamente intellegibile, dettagli compresi. La tecnologia Noise Guard, mostra ulteriori miglioramenti dato che non ho rilevato il sibilo che solitamente si nota da cuffie con riduzione attiva del rumore. Tecnicamente è certamente migliore delle altre, ma il suo sound è decisamente sbilanciato.

La tecnologia Bluethooth

Ancora migliorie nel campo dei collegamenti senza fili, per quanto riguarda il mondo della mobilità, che di per sè non strettamente legato al mondo dell'alta qualità a qualsiasi costo. Usare il cavo o il collegamento bluethooth è indifferente, ad essere onesto è la prima volta che mi capita di affermare ciò, ma è pur vero che che la tecnologia in questione l'ho testata con uno smatphone di fascia media di ultima generazione, mentre per scovare le differenze tra cuffie ho preferito inserirle nel mio solito impianto di riferimento, non che non si sentissero anche da smartphone, ma questo sempre rimane un dispositivo generico e non studiato per l'ascolto.

Dopo questa rassegna enuncio i due dischi che ho usato in modo significativo.

In The Night, Dream Evil, 2010. In pratica un manifesto Metal che viaggia al ritmo di un Power Metal dal gusto decisamente Epic. È un album strettamente legato al mondo fantasy e medievale, le sue canzoni esprimono potenza, mitologia ed epicità. Composto come da tante ballate, non propone una storia unitaria come quella proposta nel loro primo album.

Led Zeppelin IV, Led Zeppelin, 1971. Difficile dire qualcosa che non sia già stato detto su questa band che riveste un ruolo sacro nella scena del Rock. E proprio sulla sacralità è impossibile non parlare del fatto che in questo album i quattro scelsero i propri simboli runici, simboli che come disse più volte Page furono pensati per concentreare l'attenzione verso l'unica parte importante: la musica.

La necessità di usufruire del mondo musicale anche in mobilità è in crescita, è inoltre evidente come non tutti siano sempre disposti ad usare un DAP, ma che invece chiedano cuffie da agganciare allo smartphone o da usare via bluethooth.

Sennhesier cerca di rispondere a queste esigenze proponendo la gamma HD4.XX.

Abbiamo perciò ricevuto in prova le HD4.20S dal costo poco superiore ai 60€, le HD4.30G dal costo di circa 80€, le HD4.40 BT prezzata a poco meno di 120€ e la HD4.50 BTNC dal costo poco superiore alle 170€. Ovviamente i listini sono leggermente più elevati: in ordine crescente si hanno 79€, 99€, 149€ e 199€.

L’IMPIANTO

Sorgente digitale per musica liquida: PC assemblato Windows 10 (Foobar2000).

DAC:TEAC UD-503

Amplificatori per cuffie: TEAC UD-503

DAP: Sansa Clip + Smartphone Android

TEST

Non parto mai dei test, tuttavia questa volta credo di poter fare un'eccezione al fine di spiegare in modo anticipato le motivazioni che mi spingono a parlare più di alcune cuffie che di altre.

Come potete notare dal grafico delle impedenze e dal grafico della risposta in frequenza i driver usati per le HD4.20S, le HD4.30G e le HD4.40 BT sono gli stessi, infatti potete notare un andamento estremamente lineare (anche se ammetto di non aver calibrato la scala dei db, ma tale calibrazione non è fondamentale dato che possiamo intenderla come un foglio in cui possiamo puntare il riferimento in qualsiasi punto della scala, l'importante è che durante i test si raggiunga l'equilibrio tra un punto di rumore ed un punto di clipping della strumentazione).

Le HD4.50 BTNC invece sembrano montare dei driver differenti: impedenza inferiore e risposta in frequenza con bassi in maggiore evidenza.

DESCRIZIONE

Queste cuffie condividono il design, i materiali plastici ed il fatto che siano cuffie chiuse dotate di un isolamento particolarmente efficace. Essendo studiate per la mobilità si chiudono per occupare meno spazio e calzano abbastanza strette, ma non tanto da risultare fastidiose. Il comfort è infatti notevole anche dopo ore in cui le si indossano, soltanto la più piccola HD4.20S risulta avere un archetto leggermente scomodo, rispetto alle altre, probabilmente a causa del fatto che questo è più sottile.

Le HD4.20S e le HD4.30G sono cuffie con microfono posto sul cavo e l'unico modo per connetterle è appunto l'uso di questo. Le HD4.40 BT e le HD4.50 BTNC invece sono più tecnologiche, dato che hanno un microfono posto nel pad della cuffia stessa, sono dotate di connettività NFC e Bluethooth, controller per l'APP e batteria al litio ricaricabile via USB. Le HD4.50 BTNC sono inoltre dotate della tecnologia NoiseGard, che è la tecnologia Active noise cancellation di Sennhesier.

Per concludere questa parte sembra corretto parlare anche della APP CapTune sviluppata da Sennheiser. Questa permette di interfacciarsi anche alle cuffie BT, crearsi un profilo utente, scegliere tra varie equalizzazioni oppure di crearne di nuove o di disattivare completamente l'equalizzatore. Il suo utilizzo è estremamente comodo ed intuitivo. Ciliegina sulla torta per il popolo della mobility è la possibilità di connettersi a TIDAL. Per chi invece vuole usare l'app anche a casa, questa permette di interfacciarsi alla rete accedendo direttamente al PC o al NAS via remoto.

Se leggendo questa parte non vi sembra che stia parlando di Alta Fedeltà, probabilmente è solo questione di punti di vista: non tutti hanno necessità di un DAP e di cuffie usabili soltanto per l'ascolto. Tutti noi abbiamo esperito nella nostra vita audiofila una domanda su cuffie che potessero essere usate anche al telefono. Ciascuno di noi, sottoscritto compreso, ha più volte tagliato corto affermando perentoriamente che ascoltare Musica è qualcosa di serio. Per assurdo al fine di negare la possibilità di un ascolto per lo meno interessante tramite uno smartphone siamo arrivati a negare la Musica stessa, che è seria solo in parte.

Il fatto è che molte persone non hanno nemmeno idea di come possa suonare la musica e sono fermi in quel limbo dove la parola d'ordine è "tanto per quello che ci devo fare". Chi afferma tale bestialità, per lo meno alle nostre orecchie, non può minimamente immaginare quanto meglio possa ascoltare, convinto che noi siamo una manica di pazzi perchè "tanto per quello che ci si deve fare ...".

Tuttavia proprio quando tutto sembra perduto, è ora di rimboccarsi le maniche, di andare a scovare prodotti che rispondano sia alle esigenze tecnologiche di quelli di "tanto per quello che ci devo fare", sia alle esigenze che la Musica stessa impone. È solo così che queste persone, tanto convinte dell'inutilità di un impianto costoso, potranno diventare appassionate a loro volta e probabilmente desiderare di più in onore di quella Musica che tanto avevano bistrattato in precedenza.

ASCOLTO

Dichiariamo sin da subito che non ho adorato nessuna di queste quattro cuffie e che le HD4.30G e HD4.40 BT sono quelle che ho preferito.

HD4.20S un entry level divertente.

Sono cuffie certamente interessanti al prezzo a cui vengono vendute, non sono propriamente hi-fi, ma sono per lo meno divertenti e la trama musicale è perfettamente seguibile. Certo non possiamo apprezzare in alcun modo il dettaglio o la trasparenza, ma credo sia esigere troppo da una cuffia per la mobilità di questa fascia di prezzo.

HD4.30G e HD4.40 BT uguali eppur diverse.

All'ascolto non ho notato differenze, salvo cercare di inventarmi psicoacusticamente una qualche differenza tra loro. In pratica non ce ne sono e non ce ne possono essere dato che si tratta esattamente della stessa cuffia, con le HD4.40 BT abbiamo tuttavia l'aggiunta della tecnologia bluetooth, e del microfono incorporato nella cuffia stessa. Sebbene vi siano queste aggiunte, si rende plauso agli ingegneri Sennheiser per aver minimizzato le differenze tanto da rendere ininfluente l'aggiunta di tecnologie, che solitamente un poco disturbano.

Genericamente parlando si può dire che le cuffie in questione riescono a raggiungere un buon livello di precisione e dettaglio, tanto che comunque mi sento di consigliarle per un'hi-fi entry level nel mondo della mobilità. Insomma si va al di là di quello che è il puro divertimento e ci si affaccia su un ascolto più consapevole e concentrato.

HD4.50 BTNC la potenza del basso.

Sono forse ancora ancorate a quell'immaginario che ha giustamente legato il nome Sennheiser ad un suono corposo e a tratti cupo, in breve quel suono che personalmente non perseguo. Nulla da ridire: la qualità c'è e si sente. Sono estremamente pulite e tutto è perfettamente intellegibile, dettagli compresi. La tecnologia Noise Guard, mostra ulteriori miglioramenti dato che non ho rilevato il sibilo che solitamente si nota da cuffie con riduzione attiva del rumore. Tecnicamente è certamente migliore delle altre, ma il suo sound è decisamente sbilanciato.

La tecnologia Bluethooth

Ancora migliorie nel campo dei collegamenti senza fili, per quanto riguarda il mondo della mobilità, che di per sè non strettamente legato al mondo dell'alta qualità a qualsiasi costo. Usare il cavo o il collegamento bluethooth è indifferente, ad essere onesto è la prima volta che mi capita di affermare ciò, ma è pur vero che che la tecnologia in questione l'ho testata con uno smatphone di fascia media di ultima generazione, mentre per scovare le differenze tra cuffie ho preferito inserirle nel mio solito impianto di riferimento, non che non si sentissero anche da smartphone, ma questo sempre rimane un dispositivo generico e non studiato per l'ascolto.

Dopo questa rassegna enuncio i due dischi che ho usato in modo significativo.

In The Night, Dream Evil, 2010. In pratica un manifesto Metal che viaggia al ritmo di un Power Metal dal gusto decisamente Epic. È un album strettamente legato al mondo fantasy e medievale, le sue canzoni esprimono potenza, mitologia ed epicità. Composto come da tante ballate, non propone una storia unitaria come quella proposta nel loro primo album.

Led Zeppelin IV, Led Zeppelin, 1971. Difficile dire qualcosa che non sia già stato detto su questa band che riveste un ruolo sacro nella scena del Rock. E proprio sulla sacralità è impossibile non parlare del fatto che in questo album i quattro scelsero i propri simboli runici, simboli che come disse più volte Page furono pensati per concentreare l'attenzione verso l'unica parte importante: la musica.

CONCLUSIONI

Recensione decisamente speedy, ma a mio avviso completa. Tutte le cuffie si posizionano magistralmente sul mercato con un rapporto qualità/prezzo decisamente efficace.

Non raggiungono punte eccelse nel mondo della riproduzione sonora, ma si tratta pur sempre di cuffie entry level. Ciononstante sono quattro cuffie ben congeniate e dalla firma acustica differente.

Per i modelli più costosi ci troviamo davanti a dei progetti evoluti, che fondono tecnologia e qualità. Il bluetooth è ottimo e non sembra tarpare in modo eccessivo le ali a questi prodotti, mentre il porre all'interno del padiglione anche il microfono, il chip NFC e tutto ciò che serve per queste tecnologie, sebbene avrà certamente dato qualche grattacapo ai progettisti, non li ha fatti desistere dal ricercare e proporre soluzioni che rendessero inudibili le alterazioni inserite da queste tecnologie.

CONCLUSIONI

Recensione decisamente speedy, ma a mio avviso completa. Tutte le cuffie si posizionano magistralmente sul mercato con un rapporto qualità/prezzo decisamente efficace.

Non raggiungono punte eccelse nel mondo della riproduzione sonora, ma si tratta pur sempre di cuffie entry level. Ciononstante sono quattro cuffie ben congeniate e dalla firma acustica differente.

Per i modelli più costosi ci troviamo davanti a dei progetti evoluti, che fondono tecnologia e qualità. Il bluetooth è ottimo e non sembra tarpare in modo eccessivo le ali a questi prodotti, mentre il porre all'interno del padiglione anche il microfono, il chip NFC e tutto ciò che serve per queste tecnologie, sebbene avrà certamente dato qualche grattacapo ai progettisti, non li ha fatti desistere dal ricercare e proporre soluzioni che rendessero inudibili le alterazioni inserite da queste tecnologie.

Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Risposta in frequenza delle HD4.20S
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Risposta in frequenza delle HD4.40BT e delle HD4.30G. In verde le HD4.30G ed in viola le HD4.40BT, si notino le risposte similari.
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Risposta in frequenza delle HD4.50BTNC.
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Argomento: Riproduzione audio hi-fi