Logo di Estatica
Discografia video

The Black Angels

Death song

Recensione
Pubblicato il 19/11/2018
Voto: 7.5/10

The Black Angels provengono da Austin (Texas), ma in realtà sembrano più una suggestiva sperimentazione tra i colori caldi ed esuberanti degli anni sessanta/settanta e landscape sobri di estrema solitudine che conducono ad ambientazioni cupe e vagamente oscure tipiche degli anni ottanta. Ma di certo questo non è l'unico ponte culturale e sociale che la band è riuscita a stabilire nel giro di cinque lavori dal 2006 a oggi. Non è un mistero che il loro nome sembra prendere origine da una canzone dei Velvet Underground ( “The Black Angel's Death Song”) e che il loro background musicale si rifaccia essenzialmente alla psichedelia e all'hard rock americano, ma con il passare del tempo e delle tracce di Death Song non sembra azzardato sbarcare nel vecchio continente tra riverberi irreversibili in stile Bauhaus, Syster of Mercy fino ai californiani Christian Death. E poi ancora nella neopsichedelia targata U.K. tra Spaceman 3 e Madchester solo per citare alcuni esempi. Insomma un ponte anche spaziale e generazionale che ci restituisce richiami artistici molto frammentati, ma incorniciati tra di loro da melodie dense e intense ricche di fulgido minimalismo alternato a ricche pennellate di nostalgica potenza rock in un connubio tra moderno e classico.

E' questo il vero marchio di fabbrica di questi angeli neri capaci di evocare le trame di un glorioso passato intrecciandole con scelte proprie e personali necessariamente frutto della loro epoca o di quella appena vissuta. Un album che con la forza dell'immaginazione ci svela un' ambientazione che si potrebbe definire invernale, eppure non disdegna di ritagliarci anche un orizzonte luminoso e confortevole. Per gli amanti delle chitarre e delle parti ritmiche non sarà difficile ripercorrere tra i vari riff trame che riportino alla mente alternativamente le gesta di band quali i Led Zeppelin, i Black Sabbath o i Pink Floyd. Comanche moon arriva così con la potenza dell'astro a deflagrare la propria energia tra riff roboanti ed echi magnetici di origine sciamana. Estimate è il biglietto da visita di una band che sa straniarsi dalle mode del momento per porre all'attenzione una proposta che pone un freno al citazionismo più becero per accarezzare invece istantanee di genuina poetica. Una marcetta tutta in ascesa con il cuore in gola che lascia una scia malinconica dietro di sé come significativo esempio di coraggio.

Un lavoro che appare in ultima analisi in eterno conflitto con la sua dimensione temporale risultando sempre fuori moda e fuori tempo massimo tra flashback demodè e salti in avanti repentini e fugaci. Anche Death March riesce a colpirci per il suo gioco di specchi tra venature dark e accenti psichedelici in un gioco di chiari e scuri. Ci guardiamo attorno e troviamo echi di letteratura decadente. Life song in realtà è la degna conclusione di un cortometraggio rivisto velocemente a ritroso che si conclude con una scena rallentata come se si volesse soffermare l'attenzione sull'ultimo atto di questa storia. Epilogo affascinante, che poi non è altro che il preludio di tutta questa costruzione. Un tappeto di beat, tra un ballad rarefatta e uno stato dell'essere piacevolmente insensibile che ancora una volta ci fa gridare al miracolo per un passato che ritorna a giudicare il presente. La Storia non sempre va avanti; il passato invece sì se rivisto con spirito critico.

 

 

Comanche moon (2017)
The Black Angels - Death song

The Black Angels

Death song

Cd, 2017, Partisan
Genere: Hard rock, Psichedelica, Dark

Brani:

  • 1) Currency
  • 2) I'd Kill for Her
  • 3) Half Believing
  • 4) Comanche Moon
  • 5) Hunt Me Down
  • 6) Grab as Much (as you can)
  • 7) Estimate
  • 8) I Dreamt
  • 9) Medicine
  • 10) Death March
  • 11) Life Song