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Kina

Nessuno schema nella mia vita!

Recensione
Pubblicato il 15/11/2018

I Kina stavano facendo i primi concerti in giro per l’Italia. Alcune volte riuscivano ad arrivare al posto del concerto in autostop altre volte con la Dyane di Sergio ai 70 all’ora in autostrada. A quel punto però servivano delle tracce registrate per fare conoscere il gruppo. Qualcosa che potesse essere spedito con un pacchetto in giro per il mondo. Con un budget di denaro corrispondente agli attuali 100 euro come si fa? Semplice, si chiede a Renato, il proprietario dell’unico negozio di strumenti musicali di Aosta e con il primo service in città, se ha voglia di passare un paio di giorni nella stalla in disuso che funge da sala prove per i Kina. Lui carica mixer, ciabatta, 20 microfoni e tre spie sul furgone, si piazza sulla strada, manda dentro la stalla la ciabatta, microfona tutto e ci si parla in cuffia. 12 ore consecutive di registrazione e si torma a casa con la bobina col master. Nessuno schema nella mia vita esce nel luglio 1984 come una cassetta. Il lato A è la registrazione, la prima registrazione dei Kina, il lato B sono sostanzialmente gli stessi pezzi dal vivo, avevano l’abitudine di registrare tutti i concerti con un registratore a cassette portatile per sentirseli dopo e correggere i numerosi errori. Quella cassetta è stata mandata a Maximumrocknroll che ne fa una eccezione nell’estate 1984, è stata mandata in Germania ad alcuni indirizzi strategici ed ha generato il primo tour in Germania tra luglio e agosto 1984 oltre a quello di dicembre 1984. Uno dei gruppo aveva una piastra a cassette doppia e ne ha duplicato circa 500 in copie in casa fino alla pubblicazione di Irreale realtà, dove, con gran sollievo suo, quasi gli stessi brani sono usciti su disco.
Gli 11 pezzi della cassetta sono una cascata di furia ed energia gracchiante. Ogni pezzo è suonato con tutta la forza che si può mettere su pelli, bacchette, plettri e corde, cantato con la forza che possono creare i polmoni di tre ragazzi di 20 anni. In quei 30 minuti c’è l’energia di tre persone che non riescono più a stare dentro ai confini della vita che gli si sta chiedendo di vivere e che sanno che solo lavorando e urlando insieme per trovare un’altra strada, qualcosa di diverso potrà succedere. Non sapevano quasi suonare, ma sapevano bene interpretare. La forma è quasi ignota, sono 30 minuti di contenuti allo stato puro. Testi senza compromessi, assoli senza armonia, cantato che è solo urlato.
La cassetta e la bobina col master se ne è stata buona buona in un cassetto per più di 10 anni. Nel 1996 i Kina erano un gruppo che faceva musica completamente diversa ma a tanti quel rumoraccio gracchiante piaceva tantissimo ed erano nate nuove etichette indipendenti a cui piaceva fare uscire dischi super rumorosi. Una di queste era S.O.A. di Roma. Loro chiamano i Kina, in un attimo si accordano, si prende la facciata registrata nella stalla, si va in studio per pulire quello che si può e come si può il rumoraccio, si dividono i pezzi in due facciate, il mitico Maggi regala un piccolo capolavoro di grafica per copertina, l'amico di sempre Andrea fa tre ritratti dei Kina per il retro dove nessuno riesce a capire chi è chi,  e via, si stampa Nessuno schema nella mia vita LP. Blu Bus 2 anni dopo ha smesso di esistere, le 1000 copie stampate sono finite un paio di copie sono rimaste in casa ai membri del gruppo. Nel 2018 una etichetta indipendente italiana crea un marchio per ristampare dischi usciti in quegli anni e sepolti sotto la polvere della storia, Goodfellas crea Spittle e loro ristampano Nessuno schema nella mai vita. Questo disco adesso vive la sua terza vita, viaggia nei pacchi di alcuni distributori che vendono dischi e viaggia in rete, trasformato in files da piattaforme di music streaming e downloading. Che storia che hanno alcuni pezzi, partono da una stalla, viaggiano in pacchetti con i francobolli coperti di sapone, diventano dischi di plastica nera e adesso sono bit che viaggiano nelle autostrade di internet.

Kina - Nessuno schema nella mia vita!

Kina

Nessuno schema nella mia vita!

Lp, 1984, Blu Bus
Genere: Punk

Brani:

  • 1) Bagliore accecante
  • 2) Solo pensieri
  • 3) Messaggi
  • 4) Teleimmissione
  • 5) Vivere odio
  • 6) Vita sprecata
  • 7) Nessuno schema
  • 8) Basta
  • 9) Senza pensare
  • 10) Farse

Informazioni tratte dal disco

Vedendo questo disco, risentendo questi pezzi mi viene un po' di malinconia. Ripenso a quegli anni con tanti moduli in meno da compilare e tanta poesia da vivere sulla strada, kilometro dopo kilometro, un passaggio strappato alla fortuna dopo l'altro e soprattutto mi torna in mente la "nostra" Berlino. Quella che abbiamo scoperto quella sera di Luglio dell' 84. Finalmente superata la frontiera di Dreilinden, con la vecchia Dyane di Sergio ci siamo tuffati nell'aria caldo-umida che sa solo di smog nella citta' piu' grigia del mondo. Non esiste piu' quella Berlino. La Berlino delle case occupate sulla Mariannenplatz, Kreutzberg che era un piccolo villaggio nella metropoli dove potevi trovare per caso degli amici sulla Oranienstrasse o a Kotti. Quante volte siamo saliti sulle scalette di legno per vedere di la' del muro quelle case grigie e quelle strade senza macchine. Non era nulla di particolarmente impegnato e filosofico. Era soltanto una questione di pelle, vibrazioni, quel qualcosa di unico che ti possono dare alcuni luoghi speciali, tutto, ovviamente, soggettivo e personale. Mi piaceva camminare in quella citta' d'estate o di inverno e passare le ore davanti agli enormi murales coloratissimi che tagliavano il grigio/nero dell'orrizonte, guardare le facce dei berlinesi, grigie come la loro citta'. Entrare in quei negozi di vestiti usati con quelle camicie pazzesche che sapevano di Berlino in ogni fibra. Anche cose piu' private. I nostri amici che parlavano quella lingua pazzesca e noi che li guardavamo senza capire, quella sensazione di liberta' a tutto campo che ogni tanto ti faceva venire le vertigini. Vivere finalmente alcune delle cose di cui si parlava tanto. Berlino e' sempre stata una citta' simbolo e come tale in una Germania "altra" e' diventata un'altra Berlino, campo di battaglia tra i "destri" sempre crescenti e i "sinistri" stazionari e con sempre piu' dubbi. Noi forse la stiamo seguendo con le nostre vite sempre piu' cariche di incertezze e di strade da seguire. Non so cosa sara' di Berlino come non so cosa sara' di me. Ripenso a quell'odore di carbone d'inverno e smog dolciastro d'estate, a quel muro pieno di disegni che tagliava le strade e i viali, al laboratorio di cuoio di Margit, il garage di Ike, Ingo che sparava pallini di gomma ai turisti, Detta che spillava birre all' Ex, Marie che ti dava un mega fruhstuck per 10 marchi, i concerti al Blockshock, i Toten Hosen al Nox, i viaggi in metro senza biglietti e ... "attenti ai controllini!", la piscina di Yorkstrasse alle 8 di mattina, le manifestaioni ai Kudam, i lacrimogeni al concerto dei C.C.M., fare mattina tutti i giorni... Grazie Uska (G.P. 20.2.92) Il disegno della copertina di questo disco ha un preciso significato. Ci sembra giusto che a spiegarlo sia lo stesso disegnatore che l'ha realizzato. Troverete percio' rportato qui sotto, il testo della lettera che il buon Magi ci ha inviato insieme al suo lavoro. Per la grafica si sono "adoperati": Disegno copertina: Magi. Ritratti Kina: Andrea Beccio. Computer grafica: Otrotroc. Foto rerto copertina: "Muro di Berlino", Febbraio '90, Gianpiero. Foto sfondo busta interna: "Der Kuckuck", luglio '84, Gianpiero. Foto busta interna: "Kina in concerto al KOB di Berlino", 14/7/84, Ike e Margit. Lettera di Magi: Carissimo Sergio, eccomi di rimando con il lavoro di "NESSUNO SCHEMA...". Ho cercato di interpretare a mio modo la tua idea iniziale di suggerimento con le due vignette inviatemi; sperando che vi soddisfi. Ho puntato sulla semplicit? e l'immediatezza grafica; infatti si tratta di un disegno al tratto con soli due colori. L'idea credo sia facilmente intuibile: LE FORBICI come nuovo strumento SIMBOLICO di LOTTA contro qualsiasi forma sistema di CONDIZIONAMENTO (vorrei proporvele come SIMBOLO per eventuali altri LAVORI), al fine quindi di NEUTRALIZZARE nella propria VITA qualsiasi SCHEMA (NESSUNO SCHEMA APPUNTO ...!). Il ragazzo seduto di spalle, vittima di una SOCIETA' CONDIZIONATRICE (la sua testa sostituita da un TERMINALE o MONITOR TV) raggiunge la propria LIBERAZIONE tagliando i collegamenti innestati nella sua TESTA CATODICA con le forbici, sfuggendo cos? dagli SCHEMI IMPOSTI dalla "GRANDE MACCHINA"... Un tema alla 1984 quindi! Fatemi sapere se vi e' tutto chiaro, eventualmente per telefono (0532/63500). Un grosso saluto dalla nebbiosa Ferrara, in bocca al lupo, Buon Natale, Buon Anno a tutti nella speranza di un MONDO MIGLIORE ... insomma statemi bene tutti CIAO MAGI Questa e' la ristampa su vinile dell'omonima cassetta autoprodotta uscita nel 1984. Sono pezzi scritti nell'arco di poco piu' di un anno, molti dei quali, riregistrati in uno studio vero, finiscono l'anno seguente sull' LP "Irreale Realta'". Dal Marzo '84, quando furono registrati questi brani, in una stalla dove i Kina provavano (e dove provano tuttora), sono passati circa 10 anni. Ora noi ve li proponiamo in questo formato . Il nastro originale e' stato riequalizzato nei giorni 7/8 marzo 1992 al Synergy studio di Beppe Crovella con l'aiuto di Pippo (che botta!!).Non abbiamo voluto fare un "ripescaggio da preistoria". Questo e' un piccolo cerchio che si chiude. Un piccolo cerchio racchiuso in altri cerchi piu' grandi e che a sua volta ne contiene tanti altri piu' piccoli. Questo e' il piccolo cerchio di Giampiero, Alberto, Sergio: dei Kina 1984