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Ivano Fossati

La pianta del tè

Recensione
Pubblicato il 19/08/2010
Voto: 8.3/10

Fin dal primo ascolto si percepisce che "La pianta del tè" è un disco raffinato, con una produzione e degli arrangiamenti molto curati. Con i successivi ascolti a poco a poco le canzoni di questo cantautore genovese ti entrano nel cuore.

Arrangiamenti, registrazione, pulizia del suono, idee, strumentazione variegata: queste caratteristiche fanno meritare l'ascolto del dischetto argentato su un buon sistema hi-fi, seduti sul divano o sulla vostra poltrona preferita. Se proprio volete ascoltarlo in viaggio, cancellate i file mp3 e createvi la vostra copia in formato FLAC.
Tecnica ed emozioni, un connubio non facile, un equilibrio difficile da mantenere, ma perfettamente riuscito su questo disco.
Lo stato di grazia è impreziosito da ospiti del calibro di Fabrizio De Andrè, Francesco De Gregori (in "Questi posti davanti al mare") e Teresa De Sio (in "La volpe").

L'iniziale "La pianta del tè" ha sapore etnico, grazie a strumenti quali antara e kena, suonati da Uña Ramos. C'è un cammino ed una ricerca, ma non si può volere l'impossibile, meglio restare aggrappati alla ricerca di qualcosa di reale e soprattutto possibile: "Chi si guarda nel cuore sa bene quello che vuole e prende quello che c'è".

"Terra dove andare" è il brano più pop, il testo parla delle difficoltà di trovare spazi fin dalla maggiore età e della possibilità di essere tagliati fuori ancora prima di partire: "Lui si guarda intorno e non ha già più terra dove andare [...] e a diciott'anni un lavoro non lo cerca più, a diciott'anni un lavoro che gli serve a fare".

"L'uomo coi capelli da ragazzo" è un ritratto, dove le immagini sono sfumate e quel poco che viene raccontato può essere completato solo con la fantasia e le proprie esperienze, perché non possiamo sapere chi c'è dietro questo uomo che "in camera ha un ritratto che si è fatto da sè".

"La volpe" è misteriosa e dolce, un bellissimo pezzo giocato su paure inconscie che affiorano in certe situazioni di chiaroscuro. I dubbi vengono auto alimentati e fanno crescere il timore, "Che sarà quell'ombra in fondo al viale di casa mia. Sarà la luna fra le piante “malaluna”. Sarà la luna fra le piante “malaluna”. Sarà la luna fra le piante, ma la luna non è". Il finale con la strofa cantata da Teresa De Sio, riporterà un soffio di luce.

La seconda parte de "La pianta del tè", solo strumentale, piazzata a metà disco, restituisce un momento di calma e riflessiva introspezione.

"Questi posti davanti al mare" racconta l'urgenza e il bisogno di percepire e vivere il mare. Il cantato a tre contribuisce a rendere il brano più interessante.

In "Le signore del ponte Lance" ci troviamo su una nave che si allontana dalla Francia, un quadro un po' sfuocato che ci regala anche una strofa cantata in un francese un po' goffo, che anche per questo motivo esprime tenerezza: "C'est un petite chanson sur le gens qui passent et le temps qu'on passent a courir l'amour le capitaine est un brave homme d'içi il a de bon marins qui viennent d'Italie".

"Chi guarda Genova" è un bell'omaggio alla città marinara, alla sua struttura incastonata tra mari e monti, che è possibile vedere e capire solo guardandola dal mare. Immaginiamo un battello che parte da Genova verso le Cinque Terre, per godere delle meraviglie che si stagliano davanti agli occhi.
Ma poi si parla d'altro, la partenza era solo un pretesto, si inseriscono i ricordi e i pensieri, "abbiamo tutti un cuore arido ed un orecchio al traffico".

"La costruzione di un amore" era già presente in "Panama", album del 1981. Si tratta di uno dei pochi casi in cui la nuova versione è migliore di quella originale. Il brano è stupendo sia per il testo, che per l'incedere musicale: il loro connubio riesce ad essere in perfetta simbiosi e ad esprimere la sofferenza di un percorso sentimentale, ma anche gioia di costruire qualcosa, pur consci delle difficoltà, ma senza mollare.

In "Caffè lontano" si è seduti ad un caffè, senza la persona amata. Non è dato sapere se è un amore finito, mai avuto, o se è una semplice lontananza temporanea. Ma la sensazione di essere vicini e di prendere un caffè insieme è conforto e sicurezza. Ma le sensazioni durano attimi, fa freddo, "i londinesi sono ombrelli in pena contro il loro vento" ed anche lui nell'animo non riesce a scacciare questo stato d'animo...

Ivano Fossati - La pianta del tè

Ivano Fossati

La pianta del tè

Cd, 1988, CBS Genere: Cantautorale

Brani:

  • 1) La pianta del tè
  • 2) Terra dove andare
  • 3) L'uomo coi capelli da ragazzo
  • 4) La volpe
  • 5) La pianta del tè (parte II)
  • 6) Questi posti davanti al mare
  • 7) Le signore del ponte-Lance
  • 8) Chi guarda Genova
  • 9) La costruzione di un amore
  • 10) Caffè lontano

Informazioni tratte dal disco

Prodotto da Allan Goldberg Testi e musiche di Ivano Fossati Lavorazione effettuata tra il 21 settembre '87 e il 10 gennaio '88 I musicisti: Ivano Fossati, Una Ramos, Beppe Quirici, Elio Rivagli, Gilberto Martellieri, Vincenzo Zitello, Fabrizio De Andrè, Francesco De Gregori, Teresa De Sio