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Recensione Teac UD-501 (USB audio DAC )

Pubblicato il 16/12/2015 - Ultimo aggiornamento: 27/03/2016


Aspettando il nuovo Top di gamma TEAC che è appena arrivato in Italia, ci dedichiamo al vecchio Top di gamma della casa nipponica: il TEAC UD501.

PREMESSA

Sebbene non sia un prodotto recente, il fatto positivo è che su Estatica non c’è l’obbligo del nuovo prodotto fiammante o del prodotto Hi-End accessibile a pochissimi, e noi recensori siamo liberi di andare alla scoperta, o alla riscoperta di sistemi già presenti sul mercato o già conosciuti, ma non già recensiti. Quindi anche se il TEAC UD501 è uscito nel 2012 rimane senza dubbio sulla piazza dell’Hi-Fi, e c’è pur sempre una moltitudine di persone che TEAC proprio non la conosce, indi per cui per molti è un prodotto nuovo… no non sto scherzando pochi giorni prima di scrivere ben due persone che mi hanno contattato per dei consigli non conoscevano molto di TEAC, uno la conosceva per nome, l’altro nemmeno il nome. La domanda su come suonino veramente i prodotti Hi-Fi rimane sempre viva anche ad anni dall’uscita del prodotto in questione.

RINGRAZIAMENTI

Come sempre più ringraziamenti all’inizio della recensione:

il primo a voi lettori, il secondo ai ragazzi di EXHIBO che sono i distributori per TEAC in Italia, che grazie alla loro professionalità e gentilezza mi hanno permesso di scrivere questa recensione. Ultimo ma non meno importante un saluto e ringraziamento a Gregorio Zito dalle cui mani passano tutti i prodotti TEAC destinati al Bel Paese.

UNBOXING

PACKAGING

Il Packaging è semplice e robusto: uno scatolone con all’interno l’imballaggio utile a tenere saldo e protetto il DAC.

BUNDLE

Il bundle è composto da:

cavo di alimentazione;

un cavetto RCA (sostituibile con cavi migliori RCA o XLR);

il manuale e la garanzia.

MATERIALI

TEAC usa su tutte le gamme una struttura in Acciaio ed alluminio spazzolato, ovviamente li ritroviamo anche sull’UD501. Questi due materiali rendono solido e perfettamente stabile il DAC. Le manopole sono in alluminio e i connettori sono dorati, tranne quello USB.

DRIVER & TEAC HR-AudioPlayer

Il TEAC viene visto dal computer come un’uscita digitale qualora fosse connesso tramite USB. I driver non hanno dato alcun problema con qualsiasi computer e tutti i formati di lettura erano fruibili.

Il Player fornito gratuitamente da TEAC ai possessori di tale dispositivo è scaricabile a questo indirizzo http://www.teac-audio.eu/en/products/ud-501-90205.html. Player di ottima qualità e facile usabilità, basta inserire in configurazione quale dispositivo TEAC state usando caricare i file dal vostro Hard Disk o dal vostro lettore CD, sedersi comodamente ed abbandonarsi all’ascolto. Veloce nei caricamenti e nel passare da una traccia all’altra.

DESCRIZIONE

In primis come sempre eccovi il link al produttore.

Già dalla descrizione si può notare come il prodotto è veramente completo sotto il profilo tecnologico.

Legge sia il formato PCM fino a 32bit e 384kHz, sia il formato DSD 2.8 e 5.6MHz.

L'ingresso USB è tipo asincrono e ciò permette di rendere indipendente la trasmissione dal clock del computer.

Consente inoltre due ingressi coassiali e due ingressi digitali.

Scoperchiandolo però si vedono anche altri pezzi più interessanti tra cui la doppia alimentazione: una per canale. (Gli alimentatori sono di tipo lineare con toroidale)

Il design è di tipo dual mono e perciò con i canali indipendenti e con proprio circuito, in modo da eliminare le interferenze tra i due canali, e con la doppia alimentazione fare ciò a partire dall'alimentazione.

I DAC usati sono i PCM1795 di Texas Instrument in configurazione, come già detto, dual mono. Fanno parte dei DAC di fascia alta di TI caratterizzati da alta dinamica, alta separazione tra canali , basso rumore e bassa distorsione armonica. È nativamente 32bit e 192kHz.

Gli operazionali che sono sfruttati per le uscite analogiche sono invece i MUSES8920, operazionali ad uso audio, posti subito dopo l'uscita del DAC e gli N5532 per le altre funzioni rimanenti (filtro e buffer). Non nascondo come ciò sia sempre stato di non mio totale gradimento dato che avrei usato i MUSES in ogni posizione, andando piuttosto ad ingrandire un poco le dimensioni finali del prodotto.

Ciononostante tutte le sezioni analogiche sono particolarmente curate con una circuiteria completa e da manuale.

L’interfaccia USB è invece curata da un chip TI il TMS320C6748 un chip altamente tecnologico gestito per gestire al meglio i segnali audio digitali permettendo anche i calcoli in floating point.

L’UD501 non viene così scarno, nel senso non si limita al discorso hardware e circuito, sul segnale PCM permette l’utilizzo di tre filtri digitali: flat (no filter), sharp e slow; sul segnale DSD permette l’uso di quattro filtri analogici che cercano di personalizzare il suono pur mantenendo lineare la risposta in frequenza.

Altre caratteristiche sono: la possibilità di spostare il polo caldo dell’XLR (per intenderci il +) dal polo 2 al polo 3 e viceversa, permettere l’uso contemporaneo dell’uscita cuffie e delle uscite posteriori e la possibilità di attivare l’upconverter.

Da sottolineare il fatto che se il segnale in ingresso è 352kHz o 384kHz nativo vengono esclusi il circuito di upsampling e i filtri digitali.

Infine l’upsampling sarà sempre effettuato a 24bit e 192kHz.

TEST

I Test come sempre sono suddivisi in risposta elettrica, THD e risposta in frequenza.

Le uscite XLR portano 4V e 35mA con una corrente residua di 1.5nW, l’impedenza d’uscita è come dichiarato pari ad 88Ohm.

Le uscite RCA portano 2V e 68mA grazie al doppio buffer, ma hanno una corrente residua di 170nW. Se ne deriva che in casa usare le uscite bilanciate risulta migliore per un minor rumore in continua, ma i valori sono sempre tanto bassi da non dare alcun problema reale. (Il bilanciato non è meglio perché è meglio semplicemente permette più configurazioni interne agli apparecchi). L’impedenza d’uscita è pari a 22Ohm.

L’uscita cuffie giunge fino a 5V e 85mA permettendo così l’uso di varie cuffie di buon livello solitamente comprese tra i 200-400 euro. Una corrente residua di 23nW rende decisamente certa la salvezza delle cuffie collegate. L’impedenza d’uscita è bassa dato che si è ottenuto un valore di 0.2Ohm.

La risposta all’impulso è sempre estremamente veloce e precisa.

Il THD ottenuto è sempre a livelli molto bassi e si può assimilare ad una linea esso è pari a 0.002% quindi assai basso (con una strumentazione migliore si potrebbe arrivare probabilmente ai 0.0015% dichiarati il valore è però assai vicino e considerando il calcolo degli errori il dichiarato è effettivamente corrispondente al valore post calcolo). Solo l’uscita cuffie presenta un valore superiore di circa 0.025%.

La risposta in frequenza è sempre estremamente lineare con i 20kHz a -0.2db, indipendentemente dal filtro adottato: i filtri hanno effetto dai 30kHz in poi.

La risposta in frequenza non cambia con l’adozione dell’upsampling.

La risposta in fase è sempre lineare e si aggira attorno ai 2° massimi di rotazione, tuttavia con l’adozione dell’upsampling dai 2kHz vi è l’inizio di una rotazione che a 20kHz tocca i 40° di rotazione, tale valore rimane sotto la rotazione utile a percepirla fattivamente.

USO IN GAME

Come ho sempre detto giocare con componenti così raffinate è più un esercizio di stile che una necessità, perché la qualità audio dei videogiochi non è mai eccelsa, tuttavia questo esercizio di stile permette una qualità sonora di alto livello. Anche con l’UD501 si ripete il fatto che senza software di virtualizzazione non si riesce a giocare in modo perfetto agli FPS, ma ad oggi ci sono sia software gratuiti sia software a pagamento che permettono di dare all’UD501 un tocco di surround, dato i costi non si tratta di un problema insormontabile e diventa così possibile trasformare l’UD501 anche nel perfetto compagno di gioco. Immersività sonica caratterizzata da una naturale attenzione al dettaglio che si mostra in qualsiasi gioco: dal gestionale alla simulazione di guida, dalla simulazione di guerra al gioco di ruolo. Qualsiasi gioco non crea problemi e può essere tranquillamente upsamplingzato senza alcuna problematica.

USO CON I DIFFUSORI

Come anticipato nei test il miglior collegamento fattibile è quello in bilanciato più che altro per il minor rumore possibile, tuttavia l’uso con i connettori RCA non deficiterà l’esperienza d’ascolto perché al rumore passato da queste uscite è inudibile, se sentite rumori essi sono adducibili a: rete eletrica o cavi agganciati male (può sembrare banale, ma se avete recentemente cambiato cavi assicuratevi che non siano usciti parzialmente dai connettori femmina).

All’ascolto coi diffusori l’UD501 dà subito mostra di tutte le sue qualità: bassa distorsione, separazione precisa dei canali con migliore riproduzione della scena, dettaglio, pulizia, trasparenza, precisione, completezza e dinamicità.

L’adozione dei filtri ad essere onesto ritengo che vada a piacere dell’ascoltatore e soprattutto dipenda dal resto dell’impianto, o meglio dall’interazione sistemica dei componenti.

Col mio impianto i filtri non hanno apportato alcun cambiamento al suono (cosa che difficilmente avrebbero potuto fare nel mio setting vuoi perché esso già suona con una fase abbastanza lineare, vuoi perché il fatto che il tratto 20Hz-20kHz risulta identico già rende esigui i cambiamenti).

L’adozione dell’upsampling non ha portato notevoli miglioramenti (e come potrebbe? Dato che non si può creare nulla dal nulla), ma il fatto veramente importante è che non apporta peggioramenti, in effetti non ci si accorge se l’upsampling è attivo o meno, e questo è solo un bene perché un upsampling mal fatto porta sempre e soltanto alterazioni alla traccia, uno ben fatto la fa suonare per lo meno in modo identico.

Passiamo a dire come suona anche se la sfilza di aggettivi posta in apertura già fa presagire il tutto.

Il palcoscenico è ben posizionato e ricreato con una giusta quantità d’aria tra gli strumenti correttamente posizionati su un palco. La naturalezza e del suono è particolarmente avvincente ed immersiva. La trasparenza strappa veli presenti invece con altri DAC.

Nessuna banda acustica è eccessiva o sbilanciata, i bassi sono dotati di corpo precisi dettagliati e veloci, non coprono assolutamente nulla di altre bande acustiche. I medi sono presenti e vivi, dinamici dettagliati precisi, ma equilibrati. Gli alti sono estremamente precisi e naturali.

Ne consegue che con un siffatto suono dinamico, naturale e preciso l’esperienza acustica non può far altro che rapire.

USO CON LE CUFFIE

L’uso con cuffie è sicuramente un punto a due facce del TEAC UD501, da un lato si può usare un amplificatore per cuffie dedicato, dall’altro si può sfruttare l’amplificatore per cuffie del DAC. Mi sono voluto tuttavia concentrare maggiormente sull’uso dell’amplificatore interno.

Un amplificatore esterno è certamente richiesto quando si incominciano a pilotare cuffie che vogliono o più corrente o più voltaggio di quelli forniti, tuttavia con cuffie non eccessivamente difficili l’amplificatore integrato nell’UD501 sembra essere certamente bastevole ed interessante.

La bassa impedenza d’uscita permette di affiancare senza alcuna problematica cuffie a bassa impedenza, il voltaggio raggiunto indica invece che si possono tranquillamente affiancare anche cuffie entro i 300Ohm (all’incirca dato che sto considerando le più famose ed importanti sul mercato su una fascia di prezzo non superiore alle 400 euro, anche se quando si ha una tale cuffia è altamente consigliabile usare un amplificatore dedicato che permette di pilotare al meglio la cuffia in questione). Diciamo che la fascia di costo che risulta più propriamente ed intelligentemente affiancabile è quella dei 200-300 euro; quando si va oltre anche quelle a bassa impedenza per lo più eccedono sia il Voltaggio sia l’amperaggio.

A conti fatti si rientra senz’ombra di dubbio tra le cuffie che di certo non traggono grandi benefici dal collegamento in bilanciato, di fatti l’amplificatore per cuffie dell’UD501 è di tipo sbilanciato e risulta competitivo con amplificatori che sul mercato sono venduti anche a 300 euro (di fatto l’amplificatore per cuffie risulta così competitivo perché sfrutta buona parte della componentistica già presente per le altre uscite).

Non mi piace ripetermi eccessivamente per quanto riguarda l’ascolto tutte le positività riscontrate e descritte coi diffusori si ripropongono, solo che invece di avere un suono olografico si ha un suono radiografante e ricreato nella testa.

VIDEORECENSIONE

VIDEO TEST

CONCLUSIONI

Il costo attuale si è abbassato grazie all’ingresso della nuova serie 503 e si attesta sui 600-650 euri. Già prima era un DAC assai competitivo, ora lo è ancora di più mantenendo un significativo vantaggio tecnologico su concorrenti anche più blasonati (DSD anche se non di ultima generazione e 32bit 384kHz). TEAC affronta l’Hi-Fi in un modo che alcuni definiscono giapponese, personalmente lo definisco serio e scientificamente sostenibile. Indipendentemente dalla lucina e dal vezzeggiativo l’UD501 suona bene e convince, offrendo in aggiunta caratteristiche che anche se sono passati 3 anni dalla sua uscita non sono certamente sorpassate. Sicuramente è migliorabile (chi al mondo conosce un qualcosa di perfetto è pregato di chiedersi se ciò non sia solo un fatto psicologico appagante) e il 503 promette molto in questa direzione.

In essenza l’UD501 è un prodotto ben fatto, e ben progettato; un DAC che sicuramente dice la sua nel panorama Hi-Fi e che continuerà a dirla ancora per un po’ di anni. Un DAC che fa della naturalezza e della trasparenza le sue qualità principali per la musicalità.

Teac ud-501
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Retro del Teac UD-501
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Vista interna del Teac UD-501
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Vista interna del Teac UD-501
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Dettaglio del Teac UD-501
Argomento: Riproduzione audio hi-fi