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Advance Acoustic X-Uni: lettore multimediale

Pubblicato il 19/02/2017

Traduzioni:


Dovrebbe essere la seconda volta che vi parlo di Advance Acoustic, invece per motivi di pubblicazione, è la prima. Quante volte si sente dire un appassionato che questo marchio non è eccelso? Tante, tantissime; la verità, che nemmeno io ho in mano, è spesso meno netta, certamente Advance a listino non ha solo componenti che suonano al top, ma anche prodotti che sono fatti per suonare abbastanza bene ed essere proposti ad un costo accessibile.

PREMESSE

Il lettore multimediale X-Uni è certamente rientrante in questa categoria di prodotti tutto sommato onesti, anche se non strabilianti.

Non è il lettore CD rivoluzionario, non è nemmeno una grande meccanica di lettura, è un lettore multimediale che può connettersi alla rete, ai dispositivi Bluetooth, e leggere anche i vostri CD. Insomma se a 700/800€ (a listino sta a 1100€) si pretende che faccia tutto come un prodotto specializzato in un singolo compito si è fuori strada. Certo è che è piaciuto molto ad alcuni amici con cui l’ho provato. Uno di questi ha pure detto parole che suonavano più o meno così: “Vedi Marco … alla fin fine un prodottino così è quello che molti cercano, è smart, è carino e se suona pure bene è un valore aggiunto”. A parte il fatto che poi si è messo a ridere, devo aver fatto una faccia veramente tremenda, dato che per me il valore base è suonare, è il suo essere smart che è l’aggiunta.

PACKAGING

Il packaging è ben curato sia nell’imballo, sia nel cartone, pulito ed elegante.

BUNDLE

Controllo remoto (che serve anche per controllare le altre elettroniche Advance Acoustic); antenne per BT, Wi-fi, radio FM, DAB e DAB+, cavi RCA.

DESCRIZIONE

Partiamo come sempre dal link: http://advance-acoustic.com/en/hifi-elements/multimedia-player/19-x-uni

Il case è in alluminio nero, in continuità con tutti i prodotti Advance Acoustic, il design si presenta curato e minimale: sul frontale notiamo il pulsante d’accensione; sotto la fenditura di inserimento dei CD troviamo i comandi per questo; dal lato opposto dell’accensione abbiamo un piccolo schermo touch che ci permette di controllare per intero il dispositivo.

Posteriormente l’ordine è elevato, partendo da destra troviamo: la presa IEC per l’alimentazione, l’ingresso ethernet; l’ingresso USB type A per chiavette ed HDD esterni; due ingressi audio analogici (questi non me li spiego); due ingressi digitali, uno coassiale e l’altro ottico (questi se vogliamo usarli con un PC dotato di tali uscite, oppure anche in accoppiata con un convertitore USB, tra l’altro anche questi ingressi non me li spiego); al loro fianco vi è l’uscita ottica, mentre sopra a questa troviamo le uscite coassiale ed analogica (utile se non avete un DAC o un integrato sprovvisto di tale tecnologia).

C’è a mio avviso un grande assente: il connettore USB Type B, avrebbe reso l’X-Uni un DAC completo al fine di collegarlo tramite questa interfaccia ad un computer. D’altro canto aprendolo si comprende come tale assenza sia un beneficio.

Diamo infatti un occhio all’interno!

L’interno è praticamente vuoto, l’alimentazione è di tipo switching audio grade, la meccanica di lettura è schermata da uno schermo di alluminio. Togliendolo si può notare come la meccanica di lettura sia di tipo entry level, ma comunque interessante per chi, a poco prezzo, vuole una sorgente unica con la possibilità di sfruttare molte connessioni moderne ed un lettore CD migliore di quello del computer.

Il DAC che controlla le uscite analogiche è il Cirrus Logic CS8416, in pieno rispetto dell’essere entry level di questo dispositivo.

Se la sezione DAC è minimale; la sezione ADC e di uscita digitale è meglio implementata.

Comode le connessioni Bluethoot e Wi-fi, soprattutto per permettere agli amici di connettersi al proprio impianto, o accedere alle internet radio, che rendono chiaramente raggiungibile la propria stazione radio preferita, anche quando in FM non si ottengono grandi risultati, per natura di queste onde.

IMPIANTO USATO

Lettore multimediale: Advance Acoustic X-Uni.

DAC: TEAC UD-503.

Amplificatori finali autocostruiti: TA2022 in dual mondo, ANAVIEW AMS0100-2300.

Amplificatori integrati: Advance Acoustic X-i125, Advance Acoustic X-i75.

Diffusori: Audio Nirvana 13.3 con Audio Nirvana Classic 15” Ferrite, cabinet modificato per migliori prestazioni.

Cavi autocostruiti.

SUONO

Partiamo cercando di descrivere dapprima ciò che non è hi-fi, o per lo meno, forse non lo è nella mia testa; successivamente ci dedicheremo a cercare di comprendere come suona il lettore CD con una buona descrizione del suono uscente dalle varie uscite, cercando di delineare quale sia la migliore.

Partiamo dal BT e dal Wi-fi, la LAN non mi è stato possibile usarla dato che il router è un piano sopra al resto dell’impianto.

In BT è stato il mio smartphone Android a fornire i dati da far suonare, un ascolto distratto, condotto più per vedere se questo fosse funzionante, il suono è risultato stabile ed accettabile per un ascolto non attento, ma presumo che chiunque sia interessato a questa tecnologia non la utilizzi per un ascolto impegnato. Il fatto interessante è che l’IPhone di uno dei miei amici invece non si connetteva via BT, ma solo tramite Wi-fi… esattaemente il contrario di quanto avveniva a me normalmente, che non riuscivo a visualizzarlo in Wi-fi da smartphone.

Va bhè la serata è andata bene e dopo una buona mangiata (accompagnata da buon vino), suonava ottimamente anche in questo modo… in modo lucido direi però che questo modo di ascoltare non si adatta ad un ascolto puntuale e preciso, lo fa invece ad un ascolto veloce, e di condivisione di gruppo.

Usare il lettore CD è proprio ciò che mi fa affermare queste parole: lo stacco è netto ed abbastanza evidente. Il suono assume profondità, velocità, dettaglio e corpo.

Il primo passo però era decidere se fosse meglio usarlo in analogico, o in digitale. Fate le dovute prove si può dire che le uscite analogiche suonano più sporche, non cambia il timbro o il carattere acustico dell’apparecchio: è come se la musica fluisse da dietro una tenda spessa. Passando alle uscite digitali, la tenda cade e si assume un palcoscenico migliore, più ampio. Tra le due digitali ho preferito la coassiale alla ottica, ma questo è stato dettato da un sesto senso, non da un qualcosa di immediatamente evidente; probabilmente la conversione elettrico/ottico non è ottimale nel caso dell’X-Uni.

Decisa l’uscita da cui ascoltare si può incominciare a spremere al massimo il lettore CD che dimostra di essere una meccanica non eccelsa, ma certamente in linea coi prezzi di un tuttofare.

Si può ascoltare in modo godibile e completo, non si apprezzeranno tutti i dettagli di una traccia, ma il suono è corretto e ben disposto nel palcoscenico, con un’ottima musicalità.

Passando in rassegna un po’ di CD.

Blink-182 Greatest Hits, Blink-182,2005. Ogni tanto il suono si impasta, ma regge bene la prova.

Rattle That Lock, David Gilmour, 2015. David non vuole prendere in mano il passato dei Pink Floid, troppo pesante per essere sorretto da un solo uomo, ci sono dei richiami, ma non è lì che vuole andare: un disco difficile da ascoltare e comprendere, con molte raffinatezze e passaggi complessi.

The Final Countdown, Europe, 1986. Forse è il loro album più famoso, suona assai musicale e il clipping della voce è raggiunto come richiesto.

Hot Slow Best of Masters of The 70’s, Scorpions, 2009. Un album che permette di percorrere alcuni dei migliori brani degli Scorpions tra il ’73 ed il ’76; un album vario che passa da pezzi più classici e pezzi più sperimentali.

Eutopia, Litfiba, 2016. Un album che da tutto e subito, dura poco ma è carico di significati e di riflessioni su come abbiamo conciato il mondo.

Brandeburg Concertos, J.S. Bach- 1997, Accademia della Magnifica Comunità, Recorded at Duomo Vecchio of Monselice (Padova), 16-17-18 Luglio 1996. Un’ottima registrazione Live.

Tutte questi album, oltre ad altri non citati, hanno permesso di comprendere come il suono sia caratterizzato da note morbide e non eccellente nella gestione degli acuti, con numerosi veli ancora da togliere, ma chi volesse questo si prepari a spendere lo stesso budget, o poco meno,  in un prodotto che faccia solo la lettore CD

VIDEORECENSIONE

 CONCLUSIONI

A listino viene 1100€, lo street price si aggira tra i 700€ e gli 800€. Non riesce a competere con lettori network di pari fascia, ma include un lettore CD. Lo stesso avviene anche con lettori CD e meccaniche pari fascia, ma queste non presentano alcun risvolto multimediale e networking.

L’X-Uni si presenta come un prodotto a metà tra i due mondi, desideroso di proporli entrambi a chi non ha un budget estremo.

“Chi troppo vuole nulla stringe”? In questo caso il proverbio cade in errore, e necessita di essere parafrasato in “Chi tanto vuole, si accontenta”; ma alla fin fine è un buon accontentarsi dato che il dispositivo piace nel design, ma è certamente capace di mostrare i suoi valori in un impianto non estremo.

Se si vuole di più si prenda tranquillamente un lettore CD ed un lettore network separati.

Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Argomento: Riproduzione audio hi-fi