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Il Canto Sospeso / Kindertotenlieder

Recensione

Pubblicato il 14/11/2018

RESISTENZA! Non un piacere borghese, ma un obbligo morale
"a tutti loro" (di ieri e di OGGI)

"Il Canto Sospeso" di Luigi Nono, è una Cantata per voci soliste, coro ed orchestra reperibile in un'unica incisione, su direzione di Claudio Abbado, con la Berliner Philharmoniker, pubblicata per la Sony, nel 1992, assieme ad una superba esecuzione del "Kindertotenlieder" di Mahler, con Marjana Lipovsek come mezzosoprano. E' opera dedicata alle vittime della Resistenza, il testo è tratto da "Lettere di condannati a morte della Resistenza europea", pubblicato da Einaudi nel 1954. Eseguito per la prima volta nel 1956, su direzione di Bruno Maderna, al Festival di Musica Contemporanea della Biennale di Venezia, "Il Canto Sospeso", fu oggetto di grande ammirazione, quanto di alcune polemiche. La difficoltà di ricezione immediata del lavoro è estrema, complici più fattori. Di opera seriale si tratta, ma aderente alla dodecafonia, corrente all'epoca, da molti considerata superata, sulla base di nuove istanze provenienti d'Oltreoceano; come in piccoli quadri, parti orchestrali di una potenza devastante, si alternano ad altre corali, che suonano come coro di fantasmi a fendere il cielo e a letture, dal libro citato, assolutamente prive di drammatizzazione alcuna. L'esito è alienante al punto da apparire proveniente da una dimensione senza inizio, né fine alcuna, come a sentir pronunciare all'infinito, le parole "non c'è mai fine al peggio", "ci si abitua a tutto". Eppure no, questo coro che risuona nella coscienza, non ha fine perché non vuole smettere, come memoriale, di generare indignazione e continua richiesta di “aiuto”. In realtà, a dispetto della scrittura schoenbergiana o di Webern (assoluti estimatori di Nono), qui le frasi eseguite tanto da strumenti, che da voci, sono spesso brevi (tranne che per il "Movimento 4 per Orchestra"), simili ad urla strazianti e si susseguono spazialmente, come a coglier casualmente fiori da un campo. L'effetto sensoriale è sconcertante, peraltro, la direzione di Abbado, è come di consuetudine, di una foga Apocalittica. Non vi è alcun appiglio a cui tenersi, ogni speranza è decaduta. Esecutivamente, tanto alle voci, che agli strumenti, è richiesto un enorme impegno esecutivo, con singulti di 12-17 semitoni, costantemente. Nel "Movimento 5, per tenore solo e orchestra", le dinamiche richieste sono altrettanto importanti, con frequente ricorso al falsettone da parte della voce, da pianissimo a fortissimo. Il movimento che per primo, incute questo affermato “senso di terrore”, è il sesto (nella prima sezione), per coro e orchestra, dove, i suoni percussivi e la sezione di fiati, sembrano davvero voler evocare "irruzione, frantumazione, orrore". E' una delle prime opere, a far uso di una dicotomia assoluta tra frequenze estremamente acute ed estremamente gravi. Delizioso il "Movimento 7", per soprano solo, coro femminile ed orchestra, che sembra ordito su una lastra di cristallo. Il messaggio politico del compositore, fu sempre oggetto di polemica, non solo in Italia (l'Adorno paragonò "l'integralismo seriale" agli integralismi dittatoriali), ma anche e soprattutto in Germania, dove nel 1980, la programmazione della Cantata (Nono, ebbe a dire che dopo Auschwitz, "non poteva più esserci poesia", nel suo essere autentico e intransigente intellettuale), a Monaco, provocò la morte di 13 persone e 200 feriti. La recita fu sospesa. La memoria del compositore è custodita negli scritti del biografo e amico di una vita, Luigi Pestalozza, che con lui condivideva (come da una lunghissima discussione con lui avuta, in merito ad alcune mie composizioni) l'avversione per l'elettronica, in quanto nata da studi fatti per la realizzazione di armi, nel periodo delle due Grandi Guerre.

Dov'è finita QUESTA gente? Perché ha lasciato spazio al qualunquismo? E' proprio vero, che la cultura, non influenza la società in alcun modo? Lo si vada a chiedere a Salman Rushdie...

Il "Kindertotenlieder" (1904) di Mahler, è ciclo di lied da considerare come unica sequenza, per baritono o mezzosoprano (di grande tessitura, le frequenze gravi sono assai importanti) e orchestra, su liriche di Friedrich Rückert. dedicata dall'autore, alla morte in infanzia. E' opera tardo romantica, di una struggente contemporaneità. Non si respira mai autentico dramma, ma struggimento, che si accompagna qui, alla speranza di una redenzione/resurrezione e trascendente è la tessitura armonica che prende per mano per condurre in un'oasi di pace ed estasi (l'unica sezione, realmente drammatica, appartiene all'ultimo lied "In diesem Wetter", che però, chiude, con speranza percepita, in maggiore). Queste romanze vengono spesso intese come dedica alle giovani vittime per guerra. Straordinaria Marjana Lipovsek, ma, a mio avviso, i lied, acquistano maggiore potenza, qualora cantati da voce baritonale.
Dedico questo piccolo scritto, al prof. Romano Perusini, che la mente contribuì ad aprirmi, negli anni dell'Accademia di Belle Arti, a Brera.

Luigi Nono - Il canto sospeso

Marjana Lipovšek: Kindertotenlieder [Abbado] by Mahler

Il Canto Sospeso / Kindertotenlieder

Il Canto Sospeso / Kindertotenlieder

Cd , 1992 , Sony Genere: Classica

Brani:

Informazioni

Berliner Philharmoniker diretta da Claudio Abbado.
Mezzosoprano: Marjana Lipovsek