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Umberto Palazzo

Canzoni della notte e della controra

Recensione
Pubblicato il 29/03/2012
Voto: 7.5/10

Umberto Palazzo è un nome che non passa inosservato … Fu cofondatore dei Massimo Volume, ma anche leader dei Santo Niente e pigmalione di progetti vari indipendenti dagli anni ottanta a oggi.

Il suo nuovo lavoro “ Canzoni della notte e della controra” è un inno all’essenzialità. Come la natura più selvaggia tutto pare infinito, ma in realtà c’è solo quello che serve e nulla più: niente impalcature, niente orpelli barocchi, ma solo strimpelli decadenti che rimbombano nel cuore della notte.

… Anche quando con la “luce del mattino” squarcia le sue ambientazioni noir con un raggio di speranza che scalda il cuore.

Un percorso che procede per esclusione, a tinte chiaro-scuro, quasi a voler sfumare la scena tramite la sottrazione di elementi nella sessione ritmica. Un disco pre-rock, come lui stesso lo definisce, partendo dalla tradizione italiana e napoletana in particolare. Un viaggio che inizia negli anni cinquanta, inizio anni sessanta e si conclude nel nostro tempo.

Un lavoro che penetra piano piano sotto pelle con un fare del tutto appassionato, ma distaccato, come il frinire dei grilli nel bel mezzo di una notte stellata. Trame oniriche quasi bisbigliate si alternano a caotiche ambientazioni metropolitane ovattate, creando un trait d’union tra la lirica italiana più sbronza ( Vinicio Capossela, Piero Sidoti, Max Manfredi, Paolo Benvegnù, Teatro degli Orrori) e il cantautorato rock-rauco alla Tom Waits, passando per i paesaggi ombrosi di un Nick Cave d’annata. “Linea gotica” dei C.S.I. è forse la sintesi perfetta di quanto vado a spiegare.

Ma la cosa più sorprendente è la cura degli arrangiamenti in pieno stile post-rock, prog. Attacchi a volte acustici a volte cupi e sordi, chitarre pizzicate e giri dagli accenti americani si alternano a richiami floydiani appena abbozzati, ma suggestivi . Un impianto musicale che si scarnifica man mano che i pezzi si susseguono per raggiungere infine la semplicità di una voce. Un paziente e meticoloso lavoro fatto di microchirurgia estetica del suono che non toglie omogeneità e compattezza tra le tracce dell’album, ma che anzi testimonia la ricchezza di linguaggio e di trama dell’intero concept. Un linguaggio del resto evocativo, in perfetta simbiosi con le relative orchestrazioni.

Il disco si chiude con un brano dai tratti eterei e innocenti, grazie alla voce da Lolita di Tying Tiffany. Un tocco di malizia femminile che spiazza l’ascoltatore, ma che alla fine non fa altro che confermare la raffinatezza e la classe di questo lavoro.

Umberto Palazzo - Canzoni della notte e della controra

Umberto Palazzo

Canzoni della notte e della controra

Cd, 2011 Genere: Cantautorale , Rock , Rock

Brani:

  • 1) Terzetto Nella Nebbia
  • 2) La Luce Cinerea Dei Led
  • 3) Metafisica
  • 4) Café Chantant
  • 5) La Marcia Dei Basilischi
  • 6) Aloha
  • 7) Luce Del Mattino
  • 8) La Controra
  • 9) Acchiappasogni

Informazioni tratte dal disco

Data pubblicazione : 30/09/2011
Etichetta : DISCODADA
Voce: Umberto Palazzo, Sandra Ippoliti, Tying Tiffany
Viola: Luca D’Alberto