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Cinano

Piacere mi chiamo Rosario

Recensione
Pubblicato il 16/06/2014
Voto: 7.5/10

Questo è l’unico disco pubblicato dai Cinano, gruppo che ragionando a posteriori, forse non ha lasciato il segno che avrebbe meritato.
Uno dei motivi principali di questo mancato “successo” anche in periodi di revival e ripescaggi degli anni ‘80, è sicuramente la difficilissima reperibilità del lavoro. Uscito in formato lp, non è mai stato ristampato su cd e al momento in cui scrivo non è presente sulle piattaforme di streaming.
Infine la scelta voluta o forzata dell’autoproduzione, potrebbe aver penalizzato il lavoro per quanto riguarda la distribuzione (all’epoca naturalmente non esisteva internet). Io ricordo di averlo acquistato direttamente da Claudio Pozzani presso il locale C.V.T. (Circolo dei Viaggiatori nel Tempo).
Il C.V.T. era una paninoteca, un locale situato in un appartamento, dove oltre al menu con panini, bibite e birre, c'era anche un menu con un elenco di concerti e film. Si poteva scegliere un concerto, anche di gruppi molto underground, all'epoca di difficile reperibilità e li si poteva vedere e ascoltare in queste stanze. Oltre a questo si organizzavano anche specifici eventi cultura. Un locale mitico ed unico, che rimarrà per sempre nelle menti delle persone che l'hanno frequentato.

Altra cosa andata perduta (anche se ricordo che erano state effettuate varie riprese con telecamera) sono le performance live, dotate di grande forza, energia e originalità. Immaginatevi la passione di un Jan Curtis dei Joy Division, unita con l’energia e la forza dirompente della musica punk, di un’espessione allucinata alla Johnny Lydon che si accanisce contro tutto e tutti.
Ricordo un loro concerto ai giardini di Genova Certosa ed uno al “Sergent Pepper” (ex cinema teatro Massimo) di Genova Sampierdarena.

Tornando al disco, questo lavoro a cavallo tra rock e new wave, è musicalmente interessante, con una buona dose di originalità e con testi in italiano ben focalizzati sulle emozioni giovanili post adolescenziali. I testi, tra l’altro, sono riportati nella busta interna del disco.
Dal vivo il grido anticlericale di “Prete nero” e l’assalto punkeggiante di “Piacere, mi chiamo Rosario” erano assolutamente dirompenti.
Fantastica “Non mi sposerà mai” ("Ora e sempre ripeterò, non mi sposerò mai. Non voglio una casa e odio i bambini, tu questo lo sai. Non mi sposerò mai, te lo dico da serio. Non mi sposerò mai, tantomeno con te.")e pregevoli anche gli altri brani, tra cui segnalo "Disperata", "Pierrot", "La mia maledizione" più vicini alla new wave.

Non mi sposerò mai (1989)
Cinano - Piacere mi chiamo Rosario

Cinano

Piacere mi chiamo Rosario

Lp, 1989, Autoproduzione
Genere: Rock, New wave

Brani:

  • 1) Non mi sposerò mai
  • 2) Disperata
  • 3) Pierrot
  • 4) La mia maledizione
  • 5) Sognando
  • 6) Prete nero
  • 7) Nessuna compassione
  • 8) Contatto elettrico
  • 9) Genova vuota
  • 10) Piacere, mi chiamo Rosario

Formazione

Ivo Avanzi: chitarre, tastiere, voce
Marco Fornari: batteria, percussioni, cori
Michela Gatti: basso, tastiere
Claudio Pozzani: voce