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Tr@mare

Autori: Paola Bar­toli, Silvio Bianchi, Francesco Bru­netti, Guido De Marchi, Renato Fan­cello, Mauro Gregori, Anna Greppi, Alessandro Inghilterra, Lucia Maron­giu, Simonetta Parassole, Gisella Ruzzu, Rossano Sega­lerba, Aurelio Polo
Casa Editrice: Liberodiscrivere
Genere:
Tipo libro: Romanzo

Recensione di Francesco Dario Rossi

Pubblicato il 11/05/2008

Il diffondersi e affermarsi dell’era digitale e informatica, con il web che modifica totalmente le categorie di spazio, tempo, mediazione e comunicazione, è inevitabile che coinvolga e modifichi anche i modi tradizionali dello scrivere e del narrare.
L’intelligenza connettiva – collettiva che si è sviluppata con Internet potenzia in modo eccezionale l’intelligenza umana, accrescendone le possibilità di trovare relazioni tra aree, problematiche e settori diversi. Tale intelligenza connettiva – collettiva diventa anche creatività potenziata collettivamente.
Tr@mare ne è un esempio luminoso.
Tredici persone (in realtà dodici più una persona che si è inserita nel gruppo, pur non essendo connessa al web), che amano scrivere e non avrebbero forse mai avuto l’occasione di emergere, grazie al web e al sito www.liberodiscrivere.it promosso da Antonello Cassan, si sono conosciute, hanno fondato con altri il Circolo Letterario Banchina e hanno scommesso e creduto nel progetto di scrivere insieme un romanzo, rinunciando alle loro singole creatività per un esperimento di scrittura collettiva. Grazie ad Internet e al web hanno comunicato tra loro, durante l’ideazione e la stesura del romanzo, con migliaia di e-mail.

Nuovi orizzonti per la scrittura creativa

Con Tr@mare mutano e presentano nuovi orizzonti finora impensabili le categorie e i canoni su cui s’imperniano gli workshops, i laboratori di scrittura creativa tradizionali.
Si rinnovano totalmente le prospettive da cui studiare i problemi della voce narrante, del rapporto autore/narratore/personaggio, della trama, delle diversità di linguaggio, dei protagonisti della storia narrata.
Innanzi tutto la pluralità di autori permette e garantisce una pluralità di stile e di punti di vista. Ogni autore ha creato uno o più personaggi, infondendovi caratteri specifici, un particolare modo di pensare, di interpretare la realtà, di guardare le vicende che stanno vivendo.
Quello che un autore unico ottiene con immenso sforzo, sdoppiandosi e moltiplicandosi, facendo leva su tutte le risorse dell’“io multiplo” che ha in sé, è in questo caso naturale e spontaneo.

Voce narrante

Anche il problema del rapporto tra autore e voce narrante viene risolto con facilità.
Di solito si raccomanda agli aspiranti scrittori di tenere sempre distinto l’autore dal narratore per evitare effetti troppo autobiografici. Nel nostro romanzo il problema quasi non esiste. Ogni autore ha potuto calarsi tranquillamente nel personaggio, fondersi a volte con il narratore. La pluralità di voci è comunque garantita.
E’ stato sufficiente al gruppo di autori decidere di usare la terza persona, salvo pochi casi. La terza persona non di una voce narrante onnisciente (che conosce già tutta la vicenda e i suoi sviluppi, come nei “Promessi sposi” di Manzoni), ma dei singoli personaggi che, nei capitoletti del libro, raccontano i fatti secondo il loro punto di vista.
Si tratta di una terza persona, per così dire, “immersa”. Ossia narratore e personaggio coincidono e la voce narrante, pur non essendo grammaticalmente un “io”, è tanto immersa nel protagonista del capitoletto da fondersi con il punto di vista narrativo di quel personaggio. La tecnica della terza persona immersa o limitata può creare problemi ad un singolo autore, ma è quanto mai adatta ad un romanzo, in cui i singoli personaggi sono creati e narrati da autori diversi.
Inoltre, rispetto alla scelta della prima persona, permette agli autori di presentare nei capitoli anche gli altri personaggi esteriormente, dal loro punto di vista.
Felice è stata poi l’invenzione delle anime dei “grandi Genovesi”, che osservano quello che accade con intensa partecipazione emotiva. Neppure le anime sono però onniscienti. Sanno solo ciò che vedono, come il lettore che legge, e di conseguenza commentano e solo alla fine del romanzo intervengono.
La scelta della terza persona immersa, oltre ad offrire possibilità di voci narranti diverse, permette ai lettori un continuo coinvolgimento, unitario e diversificato nello stesso tempo.
Il lettore, quando un libro è avvincente, si identifica con un personaggio e rivive le vicende narrate intessendole con il proprio vissuto. Qui ha la possibilità di rivivere le vicende con molti punti di vista e di immedesimarsi in più personaggi, perché questi appaiono tutti veri e vivi, essendo stati creati e scritti da autori diversi.

Trame concentriche

Il tema della relatività della conoscenza dei fatti a seconda dei punti di vista, profondamente trattato ad esempio nell’opera pirandelliana, in Tr@mare si concretizza e realizza completamente.
C’era il rischio di mettere in moto una forza troppo centrifuga rispetto agli eventi, di una diffrazione e frammentazione eccessiva della trama, che generasse confusione nella mente del lettore, ma tale rischio è stato superato egregiamente dal gruppo di autori, che hanno intessuto una trama, anzi più trame affiancate e concentriche, che unificano i diversi punti di vista e li rendono tangibili, concreti e credibili.
Trame in cui libertà, necessità e caso s’intersecano in un mix di fatti incalzanti, colpi di scena improvvisi, rivelazioni graduali.

La dimensione tempo.

La dimensione tempo in narrativa è fondamentale. I tempi della narrazione sono dilatati o ristretti in quanto corrispondono alla dimensione della coscienza. Devono comunque fare sempre i conti con il tempo “legale”, degli orologi e dei calendari, che ci permette di orientarci, di coordinarci agli altri, di vivere in società.
Per la grande pluralità di vicende e personaggi in “Tr@mare” era fondamentale sincronizzare le due dimensioni temporali. Importantissimo quindi il timing . Molti personaggi esplorano con la mente il loro passato (in qualche caso il vissuto sembra implodere dentro di loro), anticipano il futuro con ansiose speranze ed aspettative. Ma i numerosi flashback e flashforward, più che nei romanzi scritti da un solo autore, devono qui convergere nella cronologia della “fabula”. La scansione di tempi e luoghi diversi crea suspence e aspettativa nel lettore; nel dosaggio ora graduale ora improvviso di indizi e fatti rivelatori consiste l’abilità di uno scrittore. Nel nostro caso, tutto si complicava. Il problema consisteva nello scandire più trame che si intersecano e sovrappongono cronologicamente, più vicende personali di personaggi creati da autori diversi. A mio parere “l’operazione timing” è riuscita benissimo.

Fabula e plot

La fabula del romanzo si svolge in un tempo molto breve, dal pomeriggio del 28 giugno 2005 alla mattinata del 30, ma il plot è un continuo alternarsi di flashbacks e flashforwards. Il lettore riesce ad orientarsi perché l’intestazione dei capitoletti indica, oltre ai personaggi che lo caratterizzano, anche il luogo, la data e l’ora in cui la vicenda in essi narrata avviene.
Con questo escamotage è stato superato brillantemente il problema delle famose cinque “W”. Il lettore si troverebbe altrimenti disorientato e confuso nei meandri delle vicende narrate. La scritta iniziale dei capitoletti inquadra invece con chiarezza i personaggi entro le coordinate spazio-temporali, indispensabili per focalizzare gli eventi.

Il tema del conflitto.

In ogni tipo di narrazione sono indispensabili i conflitti ( tra personaggi, interiori, inconsci, con ostacoli e fatti esterni, ecc.). Senza conflitto non esiste narrazione o essa si trasforma in idillio stucchevole o in una serie sterile di eventi. D’altronde la vita stessa è una serie incessante di ostacoli e conflitti da superare.
In “Tr@mare” tutto è conflitto.
Nella creazione di personaggi e di vicende l’autore di un racconto o romanzo traspone ed “investe” i suoi conflitti, le sue ansie, i suoi abissi interiori, i suoi sogni e desideri. Nel nostro caso ognuno dei tredici autori ha creato personaggi problematici, totalmente diversi tra loro ed immersi in situazioni conflittuali. Le lacerazioni personali si sommano con i fatti che avvengono sulla nave da crociera Antioca, con le “trame” in cui si trovano calati e invischiati. E le trame sono catalizzatori dei conflitti interiori, in un continuo crescendo, un vero climax di tensioni interne ed esterne che travolgono e coinvolgono il lettore.

Verità – comunicazione e manipolazione mediatica – realtà virtuale

Sovrano si accampa in tutto il romanzo l’incontro-scontro tra verità - apparenza e comunicazione mediatica - realtà virtuale.
Nell’affrontare questi temi il nostro libro è attualissimo.
Viviamo in una realtà caratterizzata dall’ipercomunicazione: siamo continuamente bombardati da messaggi, telefonate, notizie, spettacoli, ecc.. La realtà dei fatti è quasi sempre distorta, manipolata, metamorfizzata dai media. Inoltre tra l’io e il mondo esterno si frappone la realtà virtuale ( di Internet, dei giochi di ruolo, delle chat, delle fiction, dei reality-show).
Realtà virtuale non è più un ossimoro. Il virtuale si impone come altra dimensione del reale, fondendosi con la realtà del sogno, dell’immaginazione, dell’arte. Essa è positiva, finché contribuisce ad ampliare ed arricchire le potenzialità della nostra mente. Diventa invece molto pericolosa quando ci chiude in un mondo a sé, separato dagli altri, e soprattutto quando chi ha il Potere e controlla i media riesce ad inculcare nella mente di spettatori e fruitori passivi visioni distorte del reale per ingannarli, alienarli, dominarli.
Il reality-show sulla nave Antioca, le notizie sul fermo-nave che arrivano a terra e in TV frammentarie, parziali e ambigue, la disinformazione tra i passeggeri a bordo sono chiari emblemi del mondo di incertezze e inganni mediatici in cui viviamo.

I cellulari.

Altro elemento che rende attualissimo il romanzo è l’importanza dei telefoni cellulari, il loro essere quasi un’appendice di noi stessi, che ci rende sempre e ovunque reperibili e sempre in ossessiva attesa di notizie, di telefonate, di sms. Il cellulare è diventato quasi un cordone ombelicale che ci lega a parenti e amici, invade la nostra privacy e ci permette di invadere quella degli altri. Molte scene di “Tr@mare” perderebbero la loro efficacia senza il problema dei telefonini, che sulla nave hanno difficoltà di ricezione del segnale ed interrompono la rete di collegamento continuo a cui i personaggi sono abituati. “Il telefono chiamato potrebbe essere spento o non raggiungibile”diventa messaggio simbolo di vuoti affettivi, relazioni in crisi o interrotte, tradimenti, domande di aiuto che restano sospese e cadono nel vuoto.

Questioni private

Non a caso ho parlato di vuoti affettivi e di relazioni in crisi.
Il romanzo acquista “succo e sangue vitale”proprio per l’intrecciarsi alle “grandi trame” delle trame e questioni personali. Beppe Fenoglio nel suo romanzo “Una questione privata”ci mostra chiaramente che i legami affettivi e personali si intrecciano con i grandi eventi, come la Seconda guerra mondiale, e spesso li superano, li travalicano per impatto emotivo.
Ebbene. In “Tr@mare”molti personaggi vivono nelle loro cabine, sui ponti della nave, nei saloni ristorante e bar della nave Antioca drammi esistenziali, vicende sentimentali, provano forti emozioni “private”, “rimuginano” il loro passato, lo rivivono nel presente, fanno progetti per il loro futuro. Pulsa in loro la “trama” della vita, con gioie e dolori, rimpianti, rimorsi e speranze.

Show, don’t tell

Le vicende personali si intarsiano entro i grandi temi esistenziali. Il rapporto tra libertà, necessità e caso, su cui sono stati scritti infiniti libri di filosofia, psicologia, sociologia, perdono ogni astrattezza teorica per farsi vita, sono mostrati “in situazione”, secondo la nota formula degli workshops di scrittura creativa statunitensi: show, don’t tell (mostra, metti in scena e non dilungarti troppo nel dire).
Il rischio nella scrittura collettiva di un libro come “Tr@mare”era quello di concentrare troppi temi, di scrivere un romanzo a tesi, era il rischio che prevalessero la trama, il fil rouge , la struttura rispetto alla vita e alla veridicità dei personaggi.
A mio avviso gli autori sono invece riusciti a tessere una trama credibile, vera, vissuta e rivivibile dai lettori.

Climax narrativo

Il climax della tensione narrativa ed emotiva è gestito in maniera sapiente e ci conduce a “risoluzioni” talvolta sorprendenti, ma veritiere e provvisorie, come provvisoria è la vita.
Il romanzo non si conclude con un edulcorato “vissero felici e contenti”, ma apre ad una speranza che trascenda la “finitudine” dell’uomo.


Copertina del libro "Tr@mare"

Sommario

Un viaggio in mare come tanti, ultima tappa Napoli-Genova, ma qualcosa impedisce alla nave di giungere in porto nei tempi previsti. Ecco, in sintesi, Tr@mare. Incontrerai le pietre e le anime di una città antica e gloriosa, l’Antioca e i suoi passeggeri, un personaggio inquietante e tragico che entra nella storia con il peso della sua esperienza umana. Il tempo della vicenda è breve, ma anche infinitamente lungo, perché odora del tessuto antico della storia, di cui talvolta si veste. Percepiamo solo parte di quanto ci accade intorno, è limite o imposizione? Cosa determina un evento, un incontro, una situazione piuttosto che un'altra, a volte opposta? C'è logica, predestinazione, o tutto si svolge secondo il capriccio del caso? Puzzle? Divertissement? Genere misto thriller-noir? C'è una morale, un fil rouge in questo labirinto? Sono domande che possono avere più risposte: noi speriamo di aver messo nell’impasto gli ingredienti giusti, ma sarai solo tu a decidere. Non ti resta che salire a bordo... e cercare le tue risposte o, se preferisci, vivere questa strana crociera come un’avventura possibile!

Altre informazioni sul libro

CollanaIl libro si libera
ISBN978-88-7388-118-6
Prezzo15 euro
Pagine346
Data 1° edizione5 2007
Note
Progetto Banchina