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Monitor Audio GOLD W15: subwoofer moderno e tecnologico

Pubblicato il 10/03/2017


Quando si parla di subwoofer è estremamente interessante: si va on line, si cercano informazioni... quasi il nulla. Eppure non pochi audiofili ritengono questo diffusore come un elemento fondamentale ed immancabile nell’impianto, dove sono i loro commenti? Probabilmente annegate in discussioni che, come molto spesso avviene, non portano ad un nulla di fatto, se non alle solite scaramucce che finiscono con l’infantile: “Sei sordo”

PREMESSA

Ad onor del vero gli audiofili che lo considerano un elemento inutile sono altrettanto numerosi.

Il sottoscritto crede in pochi ma essenziali punti:

1 Due subwoofers sono meglio di uno solo. (Stereofonia… inutile che si dica che tanto al di sotto dei 200Hz non c’è direzionalità)

2 L’inserimento di un subwoofer (o più) dipende dall’ambiente e dall’impianto.

Inoltre vorrei invitare i lettori a non prendere questo scritto come una recensione, quanto come un racconto.

RINGRAZIAMENTI

Ringrazio Alessandro Faccendini di MPI Electronics e tutto il team di distribuzione.

PACKAGING

Il pacco deve semplicemente contenere un subwoofer da 47Kg, è resistente e ben difensivo. DEVE essere trasportato da due persone.

BUNDLE

Il bundle è completo: prevede oltre al telecomando, anche il microfono per la calibratura automatica.

DESCRIZIONE

http://www.monitoraudio.co.uk/products/gold/gold-w15

Partiamo dal peso: 36Kg non sono pochi, ma sono quello che un subwoofer DEVE pesare, se ha voglia veramente di fare da subwoofer.

Il woofer montato è un 15 pollici in alluminio e sospensione in gomma. Questo essenzialmente permette una migliore discesa in basso. Il peso del trasduttore è di almeno 15Kg. Gestito da un amplificatore in classe D da 650W RMS; la gestione dei tagli è affidata ad un DSP, così da ottenere un filtro attivo che agisca direttamente prima dell’amplificatore così da non disperdere inutilmente potenza. Il tutto è montato in un cabinet chiuso in MDS da 25mm. Le finiture sono: nero laccato, bianco laccato, noce scuro ed ebano.

Sul frontale campeggia il cono in alluminio, potete scegliere di apporre il filtro antipolvere in tela acustica, o di lasciare il trasduttore in bella vista. Frontalmente è posto il monitor che permette di dialogare col DSP interno. Sopra al monitor vi è l’ingresso per il microfono e la rotella con cui è possibile controllare il tutto senza telecomando (cosa che il sottoscritto ha deciso di non fare… se c’è un comodo telecomando perché alzarsi ogni volta?). Sul posteriore troviamo un ingresso RCA, un’uscita RCA, un ingresso LFE ed un’uscita LFE. Oltre ovviamente al connettore IEC per la corrente.

Parliamo un po’ del DSP.

È possibile scegliere la frequenza di taglio (da 40Hz a 120Hz) e l’ordine del filtro  (I, II, III, IV); inoltre è possibile decidere di usare LEO (Listening Environment Optimizer) che setterà automaticamente, grazie al microfono fornito, tutte le impostazioni.

Inoltre è possibile impostare e regolare il volume nell’intervallo -60db - +10db.

I piedini possono essere usati sia con le punte, sia senza.

IMPIANTO

Amplificatore integrato: Advance Acoustic X-i125, Advance Acoustic X-i75.

Amplificatore finale: doppio TA2022 in dual mono.

DAC: TEAC UD-503.

Lettore Cd: TEAC CD-P800NT.

Diffusori: Audio Nirvana 13.6 con Audio Nirvana Classic 15” Ferrite, cabinet modificato per migliori prestazioni; Monitor Audio GOLD 300.

Subwoofer: Monitor Audio Gold W15.

Cavi: autocostruiti.

SUONO

Recensire un subwoofer è estremamente complesso: come dicevo al punto 2 delle premesse, l’impianto dice molto sull’inserimento di un subwoofer o meno.

Partiamo dal suo uso nel mondo dei films.

Quando si guarda col surround attivo in molti casi avere un subwoofer a disposizione porta un notevole miglioramento della gamma bassa, soprattutto a livello d’impatto. Questo componente, anche in questo caso può essere croce e delizia, spesso capita di parlare con persone insoddisfatte del risultato col subwoofer: tremori, spernacchiamenti e varie altre situazioni imbarazzanti. Tuttavia dopo un po’ che si è parlato con loro spesso si comprende come al subwoofer fosse stata dedicato un budget troppo basso.

Tenete presente ciò: bisogna spendere in un subwoofer più o meno quanto si è speso con un singolo diffusore. Questo avviene anche per il fatto che trasduttori di questo tipo sono tutt’altro che economici.

Tornando a parlare di films, il GOLD W15 si comporta egregiamente: dà quel tocco in più grazie allo sfruttamento del canale dedicato ai bassi, a patto di averlo posizionato e settato in modo idoneo.

È assai probabile che alla prima visione dovrete smanettare un po’ col telecomando per trovare un equilibrio: raggiunta tale situazione, direi che potrete dimenticarvi settaggi vari.

Se con i film il resto dell’impianto ha una parola limitata; con la musica il resto dell’impianto è fondamentale per ascoltare nonostante il subwoofer. Il settaggio coi films è semplice, quello con la musica vi farà arrovellare molto di più, bisogna trovare il taglio e il filtro corretto, applicando inoltre la rotazione della fase (che è impostabile sull’intero angolo giro). In questo caso abbandonate il settaggio automatico, dateci dentro col vostro orecchio: è molto più difficile, ma il risultato è molto migliore, per il semplice motivo che un software non potrà mai sostituire i VOSTRI gusti d’ascolto.

Come suona? Ecco… qui incominciano le magagne … dovute all’impianto.

In primis mi viene da dire che affiancato alla vera alta efficienza non va bene, dato che si fa veramente una gran fatica a trovare un bilanciamento, che verrà poi sbilanciato ad un volume appena più alto; coi miei diffusori non bastavano i +10db: ne servivano almeno altri 20 per star dietro ai poderosi monovia.

Con i diffusori Monitor Audio GOLD 300, che avevo in prova, il bilanciamento era assai più semplice.

La seconda magagna è stata il posizionamento e la mitica non direzionalità del basso: ci ho rinunciato ed ho posizionato il Monitor Audio GOLD W15 direttamente dove era virtualmente presente l’amplificatore per basso, il problema principale è che se avessi fatto altrimenti avevo il basso che suonava da tutt’altra parte.

Per quello che sto per scrivere invece so bene come la mia estrema maniacalità mi abbia portato a queste conclusioni.

Il miglior settaggio per l’SW15 l’ho trovato con gli integrati Advance. Collegandolo all’uscita subwoofer ottenevo così un filtro del VI ordine (in realtà era un filtro misto, ma per semplificare affiancamolo ad uno del VI ordine). Questo permetteva una migliore pulizia, e un miglior freno, certo complicava non poco la regolazione della fase. Ad onor del vero ottimi risultati li ho raggiunti anche senza uscita dedicata, ma fase settata su 180°

Sistemato il tutto con un filtro del IV ordine ad 80Hz (più il filtro dell’advance) ed una fase posta a 270°; il basso ha smesso di fare casino ed ha assunto un’ottima corposità e pulizia, che hanno genericamente aiutato alla bisogna le Monitor Audio GOLD 300.

Alcuni di voi si chiederanno come andava con i miei monovia da 15 pollici; parole di un amico: “Scenderà più in basso, ma al confronto muggisce ed è costantemente in ritardo, impressionante come dai tuoi abituali diffusori la grancassa continui a suonare battiti in successione, mentre il subwoofer si impasta in una serie di colpi percepiti solo in parte”. Non c’è storia: l’impianto vi dirà se e quali subwoofer mettere, e considerando che tale amico non è un audiofilo, direi che è un qualcosa che è chiaramente udibile da tutti.

Qualora siate fan dei bassi e non vi interessi la coerenza del tutto… probabilmente sareste stati più concordi con un altro mio amico: “Ecco vedi che ora i bassi ci sono?!”. Aveva ascoltato la stessa musica dell’altro, ma a lui quel basso in ritardo ed un po’ impacciato piaceva.

VIDEORECENSIONE

 

TEST

I test sono quel luogo dove tutto viene al pettine…

Non pubblico la prova acustica con filtro del IV ordine a 40Hz, perché già dagli altri grafici appare evidente come una buona efficienza (ed efficacia) si ottenga solo attorno ai 55Hz, usarlo con tale impostazione… servirebbe a poco o nulla.

CONCLUSIONI

Giustamente dichiariamo il costo: a listino sta a 2500€, ma online lo troverete anche a meno di 2000€.

Questa volta ad ognuno le sue conclusioni… non voglio trarre le mie, evidentemente basate su un impianto che sarebbe capace di ammazzare la maggior parte dei subwoofers.

Con diffusori di buon livello, come i Monitor Audio GOLD300, risulta invece essere un compagno interessante, porta un buon corpo e sta al passo coi diffusori, ma anche in questo caso preparatevi a dedicare un subwoofer per canale, l’impatto stereofonico ne guadagnerebbe.

Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Risposta in frequenza con taglio a 120Hz del IV ordine
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Argomento: Riproduzione audio hi-fi