Experience Seattle: experience music

Pubblicato il 12/09/2012 - Ultimo aggiornamento: 02/04/2016

Argomenti : Musica - Viaggi

La città


Seattle è considerato il centro urbano più rock d’America, la musica si respira ovunque: per le strade, sui bus, nei numerosissimi locali, perfino nei supermercati. Qui ognuno si sente un po’ musicista quasi come una filosofia di vita e per molti soprattutto la possibilità di campare con la propria arte.  Ma veniamo alla città: costruita originariamente su di un tappeto di tronchi, il suo nome deriva dal nome del capo tribù dei nativi locali “Sealth”. All’inizio la sua economia era basata sullo sfruttamento delle bellissime foreste sempreverdi che la circondano attribuendole il nome di “Emerald City”. Il novanta per cento del legname veniva esportato in California specialmente a San Francisco, infatti il detto popolare nella “Città di smeraldo” è “Seattle built San Francisco”. Durante la febbre dell’oro l’area urbana si  espande,  migliaia di persone da tutto il continente americano e soprattutto dalla Cina e il Giappone si riversano nella zona, chi non riusciva a trovare l’oro finiva comunque a costruire ferrovie per collegare lo stato di Washington alla California. Una cosa che ho notato quasi subito è che almeno la metà degli abitanti ha connotati orientali. Poi è arrivata la Boeing(da non perdere il museo dell’aviazione), la Starbucks e la Microsoft con la sua Silicon Valley che ha reso quest’area una delle più ricche ed avanzate del mondo. Consigliatissimo il giro  della città chiamato “Sub Seattle tour” durante il quale si ha la possibilità di visitare i luoghi più significativi e meno turistici ed avere praticamente una guida personale che ti accompagna con un furgone scassato raccontando storie ed aneddoti singolari. Il tour è molto folkloristico e prevede varie fermate attorno al lago Washington e nella Downtown; ma la meta più richiesta è la villa nella quale visse e morì suicida Kurt Cobain davanti alla quale una panchina di legno funziona  da santuario commemorativo, vi si possono trovare: fiori, plettri, sigarette, scritte, messaggi, preghiere, dediche, ceri, birre e siringhe. I nuovi abitanti della villa non sono molto contenti ed hanno fatto erigere delle barricate di legno per evitare che eventuali fanatici e curiosi entrino nella proprietà.(Per rispetto dell’artista e della persona di Cobain non ho voluto pubblicare immagini relative alla villa ed alla panchina).  Il tour procede verso il quartiere giapponese dove si trova una scultura raffigurante un sole nero dedicata alle vittime del bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki, dalla quale i Soundgarden hanno preso ispirazione per la canzone “Black hole sun”. Infine si giunge nella “Skid Row” una zona molto malfamata dove non è raro notare ai bordi della strada gente (per lo più homeless) seduta sui marciapiedi intenta ad inalare crack.
 

Emp Museum

L’ Expierience music project è un museo della musica rock creato da Paul Allen, un’enorme struttura dall’aspetto avveniristico e ipertecnologico la quale architettura assomiglia ad una fusoliera di un’astronave aliena. Costato una fortuna l’edificio contiene anche il museo della fantascienza con un intera ala dedicata al film “Avatar” (c’è la possibilità di avere un filmato gratuito del proprio Avatar via e-mail che scorrazza nella giungla di Pandora)  ed un’altra ala dedicata alla storia dei film horror dagli anni ’50 ai giorni nostri. L’EMP  contiene più di 800 filmati visibili grazie alle innumerevoli postazioni multimediali e 140000 reperti musicali fra cui: strumenti, vestiti, locandine, dischi, fotografie ed oggetti personali delle più influenti bands di sempre. Nato come “tempio” dedicato a Jimi Hendrix ,appena entrati ci si imbatte in un’enorme scultura a forma di cono  composta da ogni genere di strumento musicale proveniente da tutte le epoche, di fronte, un maxischermo proietta    ininterottamente filmati, concerti, documentari ed interviste che ripercorrono la storia  del rock.

Pezzo forte è la rassegna “Taking punk to the masses” che traccia una linea da “Louie Louie” all’esplosione del Grunge,grazie a bands quali  Soundgarden,  Pearl Jam, Alice in Chains, Mudhoney e soprattutto Nirvana ai quali è stata dedicata un’enorme area.

Il piano superiore è diviso in due zone, una agli AC/DC e l’altra a stage e sale prove  dove si offre la possibilità al visitatore di provare ogni genere di strumento, di improvvisare jam sessions con altri musicisti ed avere una registrazione delle proprie performance. Tra le cose da non perdere sicuramente i cimeli di Jimi Hendrix, tra i quali la Fender Stratocaster bianca utilizzata a Woodstock, quando il grande chitarrista reinterpretava l’inno americano, oppure il vestito dai colori psichedelici che indossò al concerto durante il quale in un impeto di follia autodistruttiva incendia la chitarra quasi fosse in un rituale che brucia il simbolo del proprio talento.

Così come Jimi anche Kurt era sempre pronto ad evocare la rabbia, si possono infatti ammirare le varie chitarre disintegrate durante la sua breve carriera. Situato nella bellissima area dello Space Needle Park, il museo trasmette il concetto che la musica è un’arte  che è in grado di reinventarsi e che tutto è connesso dal passato ad oggi, e come una piccola realtà locale che nacque più di vent’anni fa in questa meravigliosa città possa avere un impatto devastante e cambiare il mondo della musica per sempre. Per chi ha la passione del rock ed anche un po’ di risparmi da parte, assolutamente imperdibile.

Seattle

Emp Museum


Jimi Hendrix