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Audio Nirvana Classic 15 Ferrite

Pubblicato il 02/02/2016 - Ultimo aggiornamento: 27/03/2016

Traduzioni:


Finalmente dopo due 2 mesi e poco più di ascolti ecco a voi gli Audio Nirvana Classic 15 Ferrite.

PREMESSE

Il tutto parte dalla chiacchierata tra David Dicks e me svolta via mail e poi sfociata in questa intervista pubblicata sia qui su estatica, sia su Costruire Hi-Fi http://www.estatica.it/it/letture/articolo/intervista-a-david-dicks-di-audio-nirvana . L’intervista era talmente interessante che non solo qui su estatica ha raccolto interessi, ma anche i complimenti e l’interesse dell’Ing. Fulvio Chiappetta proprietario di SI Audio e direttore di Costruire Hi-Fi che ha invitato tutti a lasciarsi incuriosire dalle parole di David, lasciando libero chiunque però di pensarla a modo suo, ma ricalcando il fatto che quando si fa ricerca, non si è mai giunti alla fine; pure la descrizione matematica di un qualcosa è puramente indicativa, ma se abbiamo studiato un po’ di fisica sappiamo che la descrizione matematica è solo una descrizione umana che sfrutta l’analisi matematica per descrivere un fenomeno. La stessa intervista suscitò anche un sentimento misto a paura in altre persone troppo ancorate al vedere il proprio modo di pensare come esatto. Essenzialmente David ci mostrava con parole semplici come l’acustica e non Thiele and Small abbia l’ultima parola. Intendiamoci T&S mostrano un modo semplice e talvolta semplicistico di fare, funzionale soprattutto quando si usa la propria testa per fare le cose e non delle tabelle e dei calcoli preimpostati. Per fortuna l’acustica funziona indipendentemente da T&S e si può descrivere anche in altro modo. David propone diffusori DIY assolutamente non basati su T&S che definisce una “presa in giro”, per quella che è la teoria comunemente accettata non dovrebbero funzionare ... la prova dei fatti invece mostra come essi funzionino in maniera ottimale, e non solo: non si limitano a funzionare, essi suonano e riproducono l’evento musicale con una fedeltà di altissimo livello.

RINGRAZIAMENTI

Questa volta ribalto i ringraziamenti. In primis voglio ringraziare David per il supporto datomi soprattutto nella scelta dell’altoparlante (consiglio infatti di vedere assieme a lui quale dei suoi prodotti è quello più idoneo alle vostre esigenze: di spazio, di suono etc). Il secondo va a voi lettori, credo che se non avete chiuso la pagina alla premessa siete persone che per lo meno si lasciano interessare e non chiudono stoltamente la porta solo perché un qualcuno la pensa diversamente.

PACKAGING

I monovia, qualsiasi essi siano, arrivano ben protetti nel loro scatolone dal bel design, all’interno vi è un calco in polistirolo per proteggerli, inoltre gli altoparlanti sono insacchettati e chiusi con un coperchio in plastica così da proteggerli ulteriormente.

MATERIALI

David consiglia tre tipi di legno: truciolato per chi preferisse un suono più neutrale, multistrato di betulla per chi preferisse un suono più ricco in basso, MDF per chi in basso volesse un suono meno ricco.

Il cono del monovia è in carta, un materiale semplice e umile, ma da sempre usato perché idoneo alla riproduzione musicale, “la carta suona più naturale” diceva David nella sua intervista, ho sentito abbastanza altoparlanti da poter concordare pienamente con questa affermazione.

La cupola interna è in seta.

L’ingegnerizzazione è assai differente dai classici monovia a due vie meccaniche che prevedono l’utilizzo di un phase plug o di un conetto interno, David ha creato degli altoparlanti monivia ad unica via che grazie ad un design innovativo di alcune componenti riescono ad ottenere senza orpelli un’estensione in frequenza estremamente ampia: si ottiene infatti una frequenza di risonanza attorno ai 20Hz ed un’estensione verso l’alto di minimo 15kHz.

DESCRIZIONE

Due link: il primo al sito di Audio Nirvana http://www.commonsenseaudio.com/nirvana.html; il secondo alla pagina del prodotto in questione http://www.commonsenseaudio.com/an15classicspecs.jpg.

Si capisce subito due fatti fondamentali: David considera i parametri T&S una presa in giro tanto che non sono imbellettati per cercare di convincere qualcuno dei suoi prodotti, David sa il fatto sui in acustica e psicoacustica. Andremo infatti a confermare molte affermazioni che leggete sul suo sito.

Solitamente quando si parla di monovia si parlava molto di effetto doppler, per lo meno quando ancora non ero nato, poi dopo il discorso si è spostato su discorsi di estensione in frequenza … non si è mai parlato invece di fase (nel mio modello fisico invece la fase acustica è fondamentale, lo è anche in quello di David).

L’estensione in frequenza da solo una spiegazione semplice e facilmente intuibile da tutti, ma induce all’errore che la massima estensione porti obbligatoriamente ad un sistema ad alta fedeltà. Per dare un senso a questo discorso si dovrebbe però conoscere l’estensione degli strumenti; sebbene on-line se ne leggano di ogni (un piccolo elenco: pianoforti che suonano i 500kHz, tweeter che arrivano a 20kHz tirati che giungono invece a qualche GHz, organi che scendono a 1Hz, molte affermazioni esoteriche che hanno ben poco a che vedere con il reale funzionamento dell’acustica che prevede in realtà un funzionamento diverso anche semplicemente parlando delle frequenze di banda audio. Il problema che sono scritte con il tratto dell’esperto, ma diffondono ignoranza. Si parla tanto di frequenze, ma poco di timbro eppure ogni strumento si differenzia prima di tutto grazie al timbro. È vero che si ottengono anche note differenti dalle fondamentali, però nessuno considera mai l’intensità sonora a cui vengono suonate fondamentali ed armoniche superiori (più si sale più l’intensità sonora cala, il fatto è che cala molto velocemente e si giunge molto presto nel campo dell’inudibile, inoltre nostra signora fisica dei materiali impone dei limiti ad ogni materiale, insomma delle corde di chitarra non giungeranno mai ai 20kHz si fermano infatti oltre una decade sotto.) il fatto interessante è che tutti questi discorsi non tirano mai in ballo l’ambiente, che ad ascoltarlo ci renderebbe chiaro come le frequenze si comportano. Il problema principale è che questi soggetti prendono i calcoli matematici per calcolare una nota e li ripropongono all’infinito (qualcuno dovrebbe spiegargli come dovrebbero calcolare anche i decibell che descrivono l’ampiezza ed in ultimo acchito l’intensità sonora a cui sentiamo, e quando l’armonica superiore giunge a -30 db è indistinguibile, quando giunge a -60db è inudibile.) Inoltre quando si parla di Hz bisogna anche capire che si entra nel campo di fisica delle onde e quindi non è che si può giocare alla somma continua o alla sottrazione casuale. Il problema è che non sapendo la risposta queste persone si rispondono con quella che sembra la risposta più ovvia: “ci hanno sempre mentito e si sente all’infinito”. In realtà è abbastanza chiaro che le differenze che si percepiscono sono per lo più create tra le armoniche generate nello stesso ambiente che inerentemente alla fase a cui si incontrano si sommano o si sottraggono, insomma se sentite qualcosa spesso vuol dire due cose la prima è che state ascoltando in un posto non idoneo, la seconda è che avrete un palco disposto con la più assoluta infedeltà.

Ma allora le registrazioni 32bit e 384kHz? Semplicemente permettono una maggiore dinamica, un THD molto minore e una risposta in fase e frequenza il più lineari possibili. I supertweeter allo stesso modo permettono una maggiore pressione e quindi intelligibilità dell’ultima ottava.

Stando ancora sulle frequenze utile è dire che le fondamentali degli strumenti arrivano per lo più tutte al di sotto dei 6kHz, ci sono le armoniche ma queste sono suonate a pressione tale che già la terza armonica è suonata ad un livello di pressione sonora prossimo o inferiore ai -30db.

Più interessante il discorso “effetto doppler” tale per cui un monovia dovrebbe distorcere e non suonare con identica fase per via del fatto che muovendosi non riproduce le frequenze nella stessa posizione. A ben vedere questo discorso è certamente interessante, ma gli Audio Nirvana si muovono di massimo 1.1mm a piena potenza. Essendo che i monovia di David a massima potenza RMS suonano a quasi 120db (soglia mortale) si terranno ovviamente potenze molto minori che permettono di ascoltare a livelli adeguati, ma che faranno muovere il monovia di lunghezze inferiori al decimo di millimetro risultando praticamente fermo e con distorsione doppler talmente bassa da essere non solo impercettibile, ma anche da poter essere calcolata solo sulla carta.

Nel modello fisico di David sicuramente la fase è fondamentale avere un segnale che viene riprodotto sempre in fase permette di non soffrire di buchi dovuti ad una somma negativa dovuta a due segnali in controfase, ma permette inoltre di avere una disposizione sul palco acustico precisa e reale. Per ora la massima critica alla fase è stata: “tanto è impossibile avere una fase lineare”; insomma non un qualcosa dotato di grande senso scientifico.

TEST

I test sono puramente indicativi, non sono fatti in anecoica, bensì in ambiente precisamente un ambiente che presenta dei rinforzi nominali attorno ai 75Hz.

La frequenza di risonanza si attesta a 24Hz come dichiarato, ma finchè siamo nei bassi non è difficile riottenere i dati dichiarati. In alto in anecoica si ottengono i 15kHz, in ambiente non si otterrà mai la stessa estensione dell’anecoica e ci si attesta dipendentemente dall’amplificatore usato tra i 13.5kHz e i 14kHz.

La fase dipende sempre molto dall’amplificatore usato, la linearità è sorprendente per quanto riguarda il mondo degli altoparlanti, fase acustica NON elettrica.

La risposta all’impulso è veloce e il THD non supera l’1%+

Come potete notare inoltre la risposta in frequenza in ambiente e all’interno di un giusto cabinet migliora notevolmente rispetto a quella data in dalla sala anecoica su pannello.

Per il resto è un altoparlante difficile da testare raggiunge di fatto pressioni sonore intollerabili quindi lo si tiene più calmo e sotto controllo in un test.

RECENSIONE

Abbiamo affrontato in modo breve vari difetti che gli si potrebbero addurre, ma che Audio Nirvana sa tenere in debito conto e quindi sotto controllo.

Passiamo ora a dire come suona.

Per farla breve non ho mai sentito un diffusore che suonasse in modo così naturale, preciso, rivelante e trasparente, nemmeno tra quelli a 4 o 5 cifre. La riproduzione del palco è tanto precisa da porre l’ascoltatore davanti ad un palco perfettamente riprodotto in casa propria. La dinamica che mostrano grazie all’alta efficienza che propongono è capace di seguire dal più leggero suono al suono più prorompente. Tanto veloce da poter riprodurre senza incertezze il più veloce e complesso passaggio strumentale.

Un difetto però c’è: si potrebbe voler qualcosa di più nell’ultima ottava e si potrebbe quindi desiderare di mettere un supertweeter, ma bisogna tuttavia fare i conti con la naturalezza di ciò che si ascolta perché non è detto che l’inserimento di un pezzo aggiuntivo non porti invece nuovi problemi, più copiosi di quelli che vorrebbe risolvere. La naturalezza del suono infatti è un ulteriore punto di forza degli Audio Nirvana di grosso taglio, suonano assai naturali tanto da ingannare letteralmente l’ascoltatore circa la reale presenza del musicista/i riprodotti.

Un’altra caratteristica che mi ha piacevolmente colpito è stata la capacità di questi grossi monovia di rilevare e rivelare in modo preciso ed analitico le caratteristiche del resto dell’impianto.

CONCLUSIONI

Non posso far altro che essere concorde con ogni affermazione fatta da David su commonsenseaudio, onestamente ero altamente dubbioso circa il fatto che potessero suonare più naturali di diffusori da 50000 o più euro, mi sono dovuto ricredere.

Decisamente i diffusori più capaci di donare vita alla riproduzione musicale ascoltati negli ultimi anni e decisamente i diffusori che più mi hanno emozionato capaci di non imporsi alla musica, ma di farsi suoi servi. La musica è già bella non ha bisogno di orpelli e spettacoli pirotecnici per essere apprezzata ed emozionare. Decisamente i più naturali che abbia conosciuto capaci di non ancorare la musica a sé, ma allo spazio che hanno intorno.

Se dovessi riassumerli in una frase: “l’Hi-Fi che capisce che è lui che serve la musica e non la musica a servire lui”.

OSSERVAZIONI FINALI

Il cabinet da me usato per la recensione era il 13.6 il più grosso della categoria, tuttavia si possono raggiungere ottimi risultati anche con i due cabinet di taglia inferiore, anche se il più grosso è il più idoneo per questi ottimi 15 pollici.

Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Argomento: Riproduzione audio hi-fi