Sine Frontera

20 Now

Recensione
Pubblicato il 03/06/2010
Voto: 6.9/10

In copertina un'automobile esce da un muro che si apre all'impatto.
Questa immagine, le scritte in piccolo come "Pick off the wall!", l'anno di uscita del cd (il 2009) e il titolo "20 now": per ricordarci che nel 1989 e precisamente il 9 novembre ci fu la caduta del muro di Berlino.
Un disco che celebra un po' le origini europee del gruppo, sintetizzate dalla fusione di stili che raccolgono, partendo dalla tradizione italiana, per arrivare all'Islanda, per spostarsi nei Balcani, toccando numerosi generi che vanno dal folk al rock, dal reggae alla tribalità di alcune soluzioni percussive.
In quest'ultimo CD, alla formazione "italiana" si è aggiunto un componente di origine argentina (Daniel Horacio Crocco alla batteria) ed anche questo contribuisce certamente a rimescolare il calderone da cui attingere.
Il contenuto di "20 Now" è molto curato: dalla confezione cartonata apribile, al libretto che comprende tutti i testi, alla grafica, alle serigrafie in simil vinile del CD.
Stesso discorso per le musiche e gli arrangiamenti dove ogni nota appare sempre nel posto giusto, magari senza sorprese ma certamente senza stonare.
Sempre nel libretto interno, nella grafica si notano omaggi a gruppi punk quali The Clash, Sex Pistols forse affini moralmente perché qui il punk al massimo potrebbe diventare un combat folk...
Le chiavi principali del gruppo sono la melodia e l'integrazione dei diversi stili.
L'iniziale "Contaminación" è un bel brano che poteva anche essere stato scritto dagli "Africa United". Proseguendo si incontrano molti pezzi che entrano in testa dopo pochi ascolti e questa è una marcia in più anche per i live e la partecipazione di chi vi assiste.
L'Irlanda di "C'è chi crede che", l'ottimo sound di "20 now", "Il poeta" (omaggio a Harry Kipper in stile Modena City Ramblers), sono tutti brani di ottima presa. Quest'ultimo in realtà è uno pseudonimo con cui si faceva chiamare un duo di artisti di origine argentina, guarda a caso collegato con il primo punk di Los Angeles.
Le frasi in spagnolo di "Luce negli occhi" impreziosiscono il brano ("Siamo figli della terra. Chi viene in pace non avrà guerra. Somos hjios de la tierra. Hjios del campo de la sierra").
I testi del gruppo hanno in qualche modo uno sfondo "sociale", anche se raramente si può parlare di combat folk come è invece quello, ad esempio dei "The Gang".
A volte come nel caso dello zingaro Tabor, raccontano solo una faccia della medaglia (quella poetica) dimenticandosi quella più pesante e sgradita per certe persone dei bambini degli zingari che vivono nelle città, che spesso non vengono mandati a scuola, a cui viene insegnata l'arte del furto, ecc.
Tornando all'aspetto "poetico" del testo, mi ritornano in mente alcuni flash con attimi di vita dei giostrai che come ogni anno girano per i paesini del basso piemonte. Io seduto in una di queste feste di paese nella panchina di fianco ad una delle loro roulotte, vedevo le donne che stendevano, le bici attaccate per i loro figli e pensavo come era vivere in una casa piccola e sempre in movimento. Si, questo brano mi ha fatto proprio pensare a questo, io su quella panchina che guardo le giostre e le roulotte e i genitori che ci fanno salire i bambini. Vite così differenti che per un attimo girano affiancate e poi la ruota si allontana e non sai più cosa fanno.
Quello che si può criticare nei testi dei Sine Frontiera (ma anche di molti altri gruppi nella stessa sfera) è che al giorno d'oggi c'è bisogno di un po' meno cliché di sinistra e un po' più di imparzialità.
Ho voluto fare queste osservazioni proprio perché i Sine Frontiera sono riusciti comunque a creare con una piccola magia un bel disco, dove musicalmente ogni cosa è perfettamente a posto e se per la prossima uscita riuscissero ad eliminare certe piccole soluzioni troppo scontate, riuscirebbero davvero a centrare il bersaglio. Detto questo rimane un buon disco, migliore di altri artisti più blasonati che hanno perso grinta, o di altri che gridando cose già sentite cadono rovinosamente tra il patetico e il ridicolo.
Bravi "Sine Frontiera" e se il vostro recensore non sbaglia facendo le scelte giuste potete migliorare ancora! Intanto però godiamoci questo lavoro che sprigiona energia, ottimismo e passione per la musica.

Sine Frontera - 20 Now

Sine Frontera

20 Now

Cd, 2009, Caotic Records
Codice: S.F.R. 009

Brani:

  • 1) Contaminacion (04:20)
    (A. Resta F. Ferrari)
  • 2) C'è chi crede che (03:45)
    (A. Resta S. Angiuli)
  • 3) 20 Now (05:05)
    (A. Resta F. Ferrari)
  • 4) Il poeta (05:16)
    (A. Resta M. Ferrari S. Rebucci)
  • 5) Luce negli occhi (05:12)
    (A. Resta F. Ferrari M. Ferrari)
  • 6) Tabor (04:40)
    (A. Resta M. Ferrari)
  • 7) Mefisto (04:08)
    (A. Resta S. Angiuli M. Ferrari S. Rebucci)
  • 8) Polvere e pazienza
    (A. Resta M. Ferrari S. Rebucci F. Ferrari)
  • 9) La carovana (04:32)
    (A. Resta F. Ferrari S. Rebucci)
  • 10) Tempo al tempo (05:22)
    (A. Resta S. Rebucci S. Angiuli)
  • 11) Sacco e Vanzetti (05:33)
    (G. Daffini)
  • 12) Tziganojka (03:02)
    (Traditional gitan song)

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