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Discografia Interviste

Trio Acoustic Time: Intervista del 24/05/2016

Pubblicato il: 24/05/2016 . Ultimo aggiornamento: 27/03/2017


Acoustic time è un trio acustico con voce (Antonella Vitale), chitarra (Roberto Genovesi) e percussioni (Ruggero Artale) e nel cd omonimo del 2015 presenta una raccolta di rivisitazioni di classici americani, alternate a composizioni originali.
Siamo stati incuriositi dalla particolare cura che è stata dedicata alla qualità della registrazione, tanto che nel libretto c'è una dettagliata descrizione delle metodologie utilizzate. Alle domande ha risposto Ruggero Artale, il percussionista del gruppo.

Il vostro cd "Acoustic Time" racchiude numerose cover americane, compresi alcuni nomi della musica pop come Simply Red, Chaka Khan ed Heart Wind & Fire. In base a quali criteri avete scelto i brani presenti?

Prima di risponderti vorrei fare una piccola premessa: io sono entrato nel gruppo, purtroppo, a causa della prematura scomparsa di Karl Potter. Per me è un grande onore e un piacere proseguire, idealmente, il lavoro iniziato da Karl con il quale ero legato da una grande amicizia e con il quale, dopo aver studiato percussioni da ragazzo, ho condiviso centinaia di concerti con il suo gruppo e con il mio nel quale lui era spesso ospite d’onore.

Il cd è stato registrato dal Trio formato da: Antonella Vitale, cantante eccellente e dotata di una solidissima preparazione musicale; Roberto Genovesi, chitarrista, compositore e arrangiatore tra i migliori che io conosca e naturalmente Karl Potter che con le congas era in grado di fare veramente qualsiasi cosa. Lo dimostra il fatto che in questa sua ultima registrazione discografica, prima di lasciarci, nonostante le sue precarie condizioni di salute, sia riuscito a imprimere nei brani il suo consueto groove fluido e originale: mai scontato. Prima dell’uscita dell’album ho voluto dare il mio contributo registrando il brano “Ghirinbaduè”, composto con Roberto Genovesi.

La scelta delle cover, quindi, accanto ai brani composti da noi, è stata soprattutto una proposta di Antonella alla quale gli altri componenti del gruppo hanno aderito dando ognuno il proprio personale contributo musicale.

Ah ecco... Dal libretto interno del cd si apprendeva il fatto che Karl Potter fosse mancato, ma non mi era chiaro che non avesse portato a termine le registrazioni e tu tu fossi subentrato in seguito... Grazie per il chiarimento!

L'album comprende anche alcuni pezzi originali. Come avete proceduto alla loro composizione?

I brani originali: Andeja, Libero e Ghirinbaduè, rispondono al nostro desiderio di creare qualcosa di nuovo; una sorta di bisogno insopprimibile di dare un contributo creativo che emerge anche dalla rilettura dei brani non composti da noi; lo stesso desiderio che ci spinge a cercare nuove sfumature dei brani anche nei nostri concerti.

Per quanto riguarda Ghirinbaduè, il brano da me proposto in chiusura del cd, posso dire che sono particolarmente contento di aver visto come uno spunto ritmico melodico da me proposto ispirato alla musica africana del West Africa, si sia trasformato in un piccolo gioiello (ammetto di essere di parte!) grazie al contributo compositivo di Roberto e alla sovrapposizione delle sinuose linee vocali di Antonella. Il testo del brano, da me inventato in collaborazione con Antonella, è scritto in una lingua immaginaria: ha un suono che ricorda gli idiomi di quella zona dell’Africa, ma al tempo stesso è una specie di esperanto molto morbido e melodioso . Il significato che ho attribuito al testo è una sorta di mantra che invita a ricaricarsi di energia positiva per affrontare al meglio le difficoltà della vita: e pare che funzioni!

Non sono presenti brani cantati in italiano. C'è un motivo particolare?

Il progetto è nato intorno alla rielaborazione di brani in inglese, poi non abbiamo voluto negarci la possibilità di inserire anche alcuni brani in altre lingue che per diversi motivi ci sembravano interessanti.

Come è nata la collaborazione con il percussionista statunitense Karl Potter?

Io e Roberto Genovesi abbiamo fatto parte per molti anni del gruppo Karl Potter Percussion Group e c’è stata sempre una grande sintonia umana e musicale con Karl: per Roberto è stato quindi naturale chiedere a Karl di partecipare a questo nuovo progetto anche in considerazione della grande duttilità del suo approccio percussionistico.

Ruggero, ci puoi spiegare le differenze di impostazione allo strumento e di stile, tra le tue percussioni e quelle di Karl?

Premesso che mi imbarazza un po’ fare una comparazione fra il mio stile e quello di un grande maestro quale è stato Karl, posso comunque fare alcune considerazioni. Karl era dotato di una grandissima musicalità ed è cresciuto musicalmente con il jazz, la musica africana, il funky, ecc.. ; questi generi musicali non li ha imparati a scuola: scorrevano nelle sue vene!!

Io ho fatto un percorso diverso, pur avendo molti punti in comune con Karl riguardo ai gusti musicali: soprattutto l’amore per i ritmi africani e latino-americani. Ho studiato con lui le congas ma poi ho sentito l’esigenza di cercare input in molte direzioni (forse proprio per sopperire ai miei limiti di italiano che si inoltra nel vasto universo dei ritmi africani e afro in senso lato): ho studiato al conservatorio, musicologia al Dams di Bologna, con percussionisti africani e non. Insomma a Karl bastavano due congas o un djembè per farti viaggiare nel variegato mondo della black music, mentre io ho sempre sentito l’esigenza di utilizzare un maggior numero di strumenti a percussione per esprimere la mia passione per il ritmo.

Però, al di là delle ovvie differenze tecniche e stilistiche, non smetterò mai di ringraziare Karl per avermi trasmesso il gusto di suonare con feeling e allegria!

Ruggero, ho visto che tra le tue collaborazioni ci sono nomi molto noti come Enzo Avitabile, Vinicio Capossela, Eduardo De Crescenzo, Niccolò Fabi, Tony Esposito, Claudio Lolli, ecc.
Si tratta di collaborazioni per concerti o per album? Quali ritieni siano state più importanti?

La maggior parte di queste collaborazioni sono avvenute in studio di registrazione, per programmi televisivi (Vinicio Capossela) o per la realizzazione di video clip (Enzo Avitabile con World Percussion). Con Tony Esposito invece ho avuto l’opportunità di collaborare in molte occasioni live, sia con il suo gruppo che con il mio (con la presenza di Tony in qualità di special guest). Tutti gli artisti con cui ho collaborato, anche quelli meno noti, mi hanno sempre insegnato qualche cosa di prezioso. Vorrei citarli tutti, ma la lista è veramente lunga!

Il cd è pubblicato dalla "AudioRecords", un'etichetta vicina alla rivista di alta fedeltà Audio Review. In che modo siete arrivati a pubblicare con loro?

La scelta, assolutamente centrata, è stata di Antonella che aveva già collaborato con loro. Colgo l’occasione per ringraziare Rocco Patriarca, il direttore artistico dell’etichetta, per il sostegno che ci ha dato durante tutto il percorso che ha portato all’uscita del cd, nonostante le difficoltà in cui versano oggi le case discografiche.

Ci puoi parlare delle differenze che hai notato, da musicista, tra questa registrazione ed altre meno "da audiofili"?

La differenza che c’è fra una cosa fatta con passione e dedizione e un’altra fatta un po’ di fretta….

Il pubblico secondo voi, nota ed apprezza le differenze tra una buona registrazione ed una mediocre?

Sicuramente si anche se purtroppo ormai la fruizione musicale avviene principalmente con iphone, pc, ecc… e questo non aiuta.

Questi brani sono stati presentati anche dal vivo? Cercate di riproporre anche in live una qualità del suono di un certo livello?

Sì, abbiamo proposto dal vivo questi brani già in numerose occasioni e cerchiamo sempre, anche grazie alla preziosa collaborazione di Stefano Isola (che ha curato la registrazione dell’album), di proporre al pubblico il miglior sound possibile, compatibilmente con la dotazione degli spazi che ci ospitano.

Nei ringraziamenti ho notato la presenza di Paolo Nuti, che è stato direttore delle riviste da edicola MC Microcomputer e Audio Review. L'hai conosciuto? Molti di noi hanno letto numerosi suoi editoriali pubblicati negli anni su queste riviste...

Come dicevo, io sono subentrato nel progetto in un secondo momento e quindi non ho avuto il piacere di conoscerlo di persona.

Ci saranno altri progetti come trio Acoustic Time?

Per il momento ci stiamo dedicando alla promozione di questo album che, per fortuna, pare sia molto gradito al pubblico che ci viene ad ascoltare.

Ti ringraziamo per il tempo che ci hai dedicato, a presto!


Trio Acoustic Time
Trio Acoustic Time