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Discografia video

Egokid

Ecce homo

Recensione
Pubblicato il 03/03/2011
Voto: 7/10

Gli Egokid sono una band milanese capeggiata da Diego Palazzo e Piergiorgio Pardo, che suonano un pop rock cantato da una suadente voce maschile.
Preferisco dirvi subito il più grosso difetto degli Egokid, per togliermi il dente e sentirmi più libero nel proseguire con l'analisi del disco. Gli Egokid sono estremamente somiglianti ai Baustelle. L'influenza è meno forte rispetto al precedente "Minima Storia Curativa", ma decisamente presente.
Non sarà forse un caso che all'album ha collaborato Sergio Carnevale alla batteria (Bluvertigo, Morgan, Baustelle). Ospite anche Fausto Rossi nel brano "Non si uccidono così anche i cavalli?".
Il lavoro ha un minimo comune denominatore, ed è Nietzsche, con tutti i riferimenti alla laicità, ma anche al nichilismo di questa visione umana. Inoltre è intriso di citazioni, sia nei titoli dei brani che all'interno dei testi.

Si parte con "L'uomo qualunque", frizzante pop elettronico con un testo interessante ("Il telegiornale se lo accendo mi fa male, non voglio pensare alla questione medio orientale [...] L'Africa lontana è vicina in metropolitana, mamma italiana fammi un figlio, non lo vedi che... Non abbiamo i soldi per comprare la coca, fare la bella vita, perciò tiriamo una riga e cancelliamo la storia che non ci darà soldi, ne un futuro nè soldi. Vivo nel terrore, di non arrivare a fine mese o di essere ammazzato dal vicino albanese. Faremo le ronde, contro chi di notte si nasconde, a rubare, a spacciare, a fare sesso innaturale. Voglio che lo stato mi assicuri da ogni reato, credo nella chiesa che mi salva l'anima").

"Credo" esprime alcune visioni sull'amore e la religiosità ("Amore mio non perderti in una chiesa ai limiti della ragione umana, ma accetta la tua vita. E non andare a Rimini, in quella setta [..] la sete di potere è quella che la muove [...] Perciò che fai a Rimini, Dio non conosce gli uomini. La sete di potere è il suo primo motore. Per questo non lo prego, ma è solo in me che credo").

"Come un eroe della Marvel" è una classica canzone d'amore, sempre con una forte similitudine con quel gruppo che inizia con la B.

"Ragazze + Ragazzi" è un anthem estremamente orecchiabile e radiofonica. Non per niente è la cover (davvero ben riuscita) di un brano dei Blur del 1994, “Boys and Girls”, con testo in italiano: "La strada è una giungla, dov'è la polizia. Questa estate andremo in Turchia per le vacanze. Anni 2000, l'amore è paranoia, in spiaggia al sole coglierò la mia occasione. Ragazze vanno con ragazzi che sono ragazze dentro, ragazzi lo so. Come fare per farmi amare davver."

"Non si uccidono così anche i cavalli?" è cupa, oscura, con influenze new wave e un testo adeguato al dipinto ("Non ci siamo simpatici, io non ti conosco nemmeno, con te io mi asterrei dal giudicare, vivono insieme anche la serpe con il seno. Tu mi dai le vertigini, quello che dici è tutto quello che non credo. [...] Ma ci affianchiamo, senza guardare, noi spalla a spalla, senza vedere. Non si uccidono così anche i cavalli. [...] Da te non mi vorrei fare incastrare in una strana storia senza affidamento").

"Sirene" è un pezzo lento, rarefatto "Il canto delle sirene ha un senso se tu lo vuoi. Sembra innaturale, ma è un'altra realtà. Si perde nell'onda la vita mortale. Ma tu che vuoi la notte, le stelle, la luna, la pelle del mare...".

Si torna ad accelerare il ritmo, nel brano "Con stile", dove in inverno, le serate ad aperitivi non possono che fare deprimere e a pensare se si sta davvero vivendo. "Ma se c'è vita su Marte, so che ci sarà anche cui. [...] E' un'altra sera, l'inverno se ne andrà. E' un'altra sera, l'inferno..."

"Una vita" dedicata al lavoro, quando lo si trova, in un "Universo" in cui mettere l'amore al centro ("Sei l'universo tu, le stelle sulla pelle come buchi neri hai. Un universo tu, a muovere i pianeti con le mani, come fai. Tu fai l'amore l'amore come in un altro mondo non è possibile. Lo vedi amore mio che non esiste Dio").

"Non mi hai fatto male" è una dolce ballata.

Chiude "Parabole", in cui viene ribadita la visione di insieme molto terrena, che non vuole lasciare spazio a ciò che è perttamente reale e verificabile,: "ma anche prima di noi se ne sono dette di belle, cespugli e piante parlanti, dialoghi con serpenti, cose che umano non sai. Ma anche prima di noi se ne sono dette di balle, storie di porci alati e martiri risuscitati, cose che umano non sai".

Alla fine del viaggio rimane qualcosa, ed è questo l'importante. Quel qualcosa è un materiale con una forma non definita, su cui però è interessante ragionare, discutere. Musicalmente oltre al già citato gruppo, ci sono sicuramente influenze anni '70, unite ad un gusto per la melodia e una orecchiabilità tipicamente italiano. Consigliato per chi apprezza il pop rock made in Italy che cerca di allontanarsi dalle banalità.

L'uomo qualunque (2011)
Scritto e diretto da Enrico Magistro Produzione k48 (www.k48.it)
Egokid - Ecce homo

Egokid

Ecce homo

Cd, 2011
Genere: Pop, Rock, Rock

Brani:

  • 1) Umano, troppo umano
  • 2) L'uomo qualunque
  • 3) Credo
  • 4) Come un eroe della Marvel
  • 5) Ragazze + Ragazzi
  • 6) Non si uccidono così anche i cavalli?
  • 7) Sirene
  • 8) Con stile
  • 9) Una vita
  • 10) Universo
  • 11) Non mi hai fatto male
  • 12) Parabole