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Sonic Youth live at Williamsburg Waterfront- Brooklyn, NY- 12-08-2011

Pubblicato il 24/08/2011


I Sonic Youth sono una delle band indy rock più influenti, prolifiche ed innovative delle ultime tre decadi, con più di venti album all’attivo e centinaia di concerti. E proprio per celebrare i loro trent’anni di attività (il loro primo  album “Confusion is sex”  uscì nel 1983) decidono di proporre un tracklist che ripercorre la loro carriera fin dagli albori. La band è composta da Thurston Moore : chitarra e voce, Kim Gordon: basso, voce e chitarra, Lee Ranaldo: chitarra e strumenti vari (praticamente può suonare la chitarra con qualsisi oggetto), Steve Shelley  batteria e per l’occasione l’ex bassista dei Pavement, Mark Ibold a dare manforte alla sezione ritmica. Con la loro continua ricerca di nuovi “panorami sonori” hanno nel corso degli anni ridefinito il concetto di rock & roll attraverso dissonanze, feedback, invenzioni di accordi e dinamiche ed hanno dato vita ad un  nuovo genere definito “noise” fino ad allora inesistente, e testi impregnati di realtà quotidiana e paranoia urbana. EVOL, SisterDaydream nation e Goo sono i pilastri di questa nuova corrente di distorsione creativa. Alla fine degli anni ’80 vengono scritturati da una major e cominciano ad avvicinarsi a sonorità e melodie più appetibili ed adatte al pubblico di massa, con l’album “Dirty” divengono star internazionali. L’album successivo ottiene ancora un grande successo "Experimental Jet Set, Trash and no Star"  mentre da "Washing machine" in poi ritornano sonorità altamente sperimentali.
Tornando al concerto si viene subito colpiti dalla location a dir poco spettacolare, il Waterfront di Brooklyn e proprio davanti lo skyline di Mahattan e fornisce un colpo d’occhio da brividi. L’odore di carne alla brace e di fumo di sigarette e di altro genere impregna l’aria, l’ambiente  è più da piccolo festival che da grande evento rock.

Ad aprire è Kurt Vile and the violators che propone sonorità acustiche di folk rock sperimentale e praticamente esegue dal vivo interamente il suo ottimo lavoro discografico “Smoke ring from my halo”. L’atmosfera si scalda parecchio quando salgono sul palco le “Wild flag” definite le nuove “riot grrls”, le ragazze si dimenano e e saltano per tutta la performance e propongono un rock alternativo di grande impatto.  Mentre il sole tramonta sulla Grande Mela, accompagnati da un boato del pubblico salgono sul  palco in formazione allargata e  impazienti di far tremare il palco. La scelta dei pezzi è un catalogo di rarità , canzoni che non suonavano da parecchi anni tratte dai primissimi lavori evitando accuratamente i pezzi più conosciuti, durante la canzone “Starfield road” Thurston Moore chiede aiuto al nuovo arrivato Mark perché non si ricorda gli accordi. Grande entusiasmo  seguito da un sing along” generale su “Sugar kane” e “Drunken butterfly” i due pezzi più “pop” eseguiti dalla band stasera.  Il finale è un putiferio  di energia sonora incontrollabile,mentre Kim gordon continua a girare su se stessa per poi accasciarsi a gattoni ,Lee Ranaldo si mette a suonare o meglio a distruggere un ukulele che qualcuno dal pubblico gli ha lanciato e Thurston Moore percuote senza pietà la sua chitarra con una bottiglietta di plastica.
Lo stesso Thurston chiude la serata con la frase “With the power of love,anything is possibile” un po’ironico ma se dopo trent’anni riescono ancora ad esprimere ancora un potenza sonora del genere, comincio a crederci anch’io.

Fotografia di Marco Cavagna
Fotografia di Marco Cavagna
Argomento: Musica