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Synthesis ROMA DC96+: amplificatore valvolare e DAC all in one

Pubblicato il 23/10/2017


Era da un po’ di tempo che volevo recensire dei valvolari, il Synthesis ROMA DC96+ spero sia il primo di una serie di recensioni a valvole.

Non frantendiamoci le valvole non suonano meglio, non donano nulla di magico alla musica: la musica è già di per se stessa magica e non necessita di alcun valore aggiunto e le valvole sono solo un altro modo di intendere l’hi-fi.

L’IMPIANTO

Ho inserito il Syntesys ROMA DC96+ all’interno del mio solito impianto: “Che noia!” diranno alcuni di voi… tuttavia credo che al fine di descrivere il suono di qualcosa sia strettamente necessario inserirlo in una catena perfettamente conosciuta, così da poter estrapolare tutto ciò che è necessario per dire come suona un qualcosa.

Mi permetto infatti di sottolineare alcuni rischi che si corrono quando si cambia impianto in modo continuo e vertiginoso.

Il primo rischio è quello di non conoscere come il proprio impianto suona di base, se inseriamo troppi apparecchi nuovi non avremo più una sola variabile che ci permetterà di conoscere meglio l’apparecchio sottoposto a test, il rischio sarebbe quello di non discernere più quale variabile esercita quel cambiamento sul suono, piuttosto che quell’altro.

Questo primo rischio, come un in un domino, scatena il secondo rischio: in una catena con troppe variabili sapremo dire solo se il risultato è buono o no, ma il recensore deve saper scrivere un qualcosa che va al di là del semplicistico “suona bene” o “suona male”; il recensore deve saper dire “come suona” deve saper rispondere alla domanda “in base ai miei gusti è un buon acquisto?”.

E proprio come in un domino incominciano a cadere più tessere contemporaneamente…

Non si riesce ad andare oltre al: “va provato nel tuo impianto”; ma se una persona legge delle recensioni, non è per vedere le belle foto, o per leggere un’azione di marketing… per quello ci sono già i siti aziendali: se un qualcuno legge è per informarsi e capire quali componenti provare (dato che il portafogli a fisarmonica è proprio di ben pochi eletti).

Contemporaneamente la tentazione di scrivere un testo suadente ed estetico fa capolino nella mente del recensore, purtroppo qualora mancasse l’informazione principale è anche abbastanza evidente che non ci sarebbe poi molto da scrivere; ed allora via con testi sempre più estasianti e quasi erotici, finiti i quali il lettore, qualsiasi lettore è certo che il suono sia proprio quello che lui va cercando.

E poi potete ben immaginare quanto questo domino sia letalmente distruttivo ed autodistruttivo perciò mi fermo qui dato che ora è giusto dire in primis l’impianto da me usato ed in secundis passare il più velocemente possibile a quella che è l’analisi del Synthesis ROMA DC96+.

Come DAC il solito TEAC UD-503, come cavi i miei autocostruiti e come diffusori ho usato per evidenti motivi i soliti Audio Nirvana da me modificati nel reflex, e siccome ho preparato dei bookshelf ho usato anche quelli, nome in codice: Marlene.

DESCRIZIONE

Il ROMA DC96+ è l’amplificatore a valvole entry level dell’italiana Synthesis, prezzo a listino variabile:

2690€ per le finiture Silver e All Black, 2290€ per le altre. Qualora foste interessati solo all’amplificatore Synthesis ROMA DC96 il prezzo varia dai 1990€ a 2390€ dipendentemente dalle finiture.

Il ROMA DC96+ si differenzia proprio per il fatto che vi è un DAC on board, in aggiunta all’amplificatore presenta infatti tre ingressi digitali: coassiale, ottico e USB.

Già che siam dietro a parlare del posteriore diciamo che a bordo troviamo 2 ingressi di linea, un ingresso PHONO ed una REC OUT; per le uscite si trovano invece dei morsetti che accettano banane, forcelle o cavo spelato anche di buona sezione. I connettori sono tutti molto basici.

Anteriormente, come molti valvolari, il Synthesis ROMA DC96+ è assai piacevole, soprattutto rimuovendo la griglia di protezione (che riporta nelle sue aperture il logo del marchio italiano).

Le valvole sono tutte Electro Armonix di fabbricazione russa: due 12AU7/ECC82 per l’ingresso e 4 EL34 per la sezione di potenza.

Ma un valvolare è anche assai bello da aprire in ogni sua parte: l’interno è certamente ordinato, e con materiali di buona fattura.

Si fanno particolarmente notare il circuito in classe A e i trasformatori. Questi sono tarati su 6Ω, non sono eccelsi, ma certamente schifo non fanno.

Sottotono la sezione di ingressi e la sezione di DAC, non perché siano totalmente ad operazionali, quanto perché purtroppo non mantengono la stessa qualità del resto del circuito, soprattutto la sezione dedicata all’ingresso PHONO.

Prima di uscire verso i diffusori il circuito termina con un filtro RC applicato direttamente ai morsetti.

ASCOLTO

Tuttavia ecco la parte che conta più di tutte: quella dell’ascolto.

La prima affermazione è perentoria: se un qualcuno vi dice che non suona come un valvolare… strabuzzate gli occhi e chiedetegli allora come debba suonare un valvolare.

Il fatto è che il ROMA DC96+ è dannatamente valvolare, non per le temperature che raggiunge, ma proprio il suono è caratterizzato da quelle che sono le EL34. Questa tipologie di valvole fu scelta da Marshall nei suoi amplificatori per chitarra, tanto che i chitarristi non faticano a descrivere il comportamento tipico di questa valvola: “È ottima per il distorto, appena vai un po’ più su satura subito”, “È subito riconoscibile perché ha un suo suono tipico, molto ricco di medi e senza troppo sustain, e poi è ricca di distorsione in alto, insomma non è una valvola trasparente”.

Il fatto è che non si può scappare da un suono caratterizzato in un certo preciso senso: le EL34 ci sono e per fortuna si sentono.

Il bilanciamento tonale dell’amplificatore è leggermente sbilanciato verso le tonalità medie: la voce, le chitarre, i violini e tutti gli strumenti che suonano in gamma media sono avanzati rispetto agli altri, si sentono più forti e sono più precisi.

Il corpo musicale non è sicuramente tra i punti di forza, il basso, il violoncello, il contrabbasso etc suonano molto secchi, quasi striminziti e non sono particolarmente ricchi, puttosto direi che il suono è fin troppo asciutto.

La gamma alta è presente ma sembra quasi fragile e sembra ad orecchio un pelo più distorta.

La dinamica generale è abbastanza buona, diciamo che è ben bilanciata con la microdinamica tanto che non si può dire che una di queste sia manchevole, tuttavia entrambe non eccellono.

Il dettaglio è congruo, ma non eccessivo, anzi all’ascolto di un brano conosciuto si potrebbe notare anche la mancanza di qualche dettaglio sonico, ma a suo favore c’è da ricordare che stiamo pur sempre parlando di un prodotto entry level (ok il prezzo magari non è puramente entry… ma stiamo pur sempre parlando di un valvolare e non si può pretendere un valvolare serio e ben suonante al costo di un classe T).

Il palcoscenico è assai ampio orizzontalmente, abbastanza profondo, ma piuttosto piatto (e girare la spina non è stata certamente la soluzione al problema).

Questo per quanto riguarda la sezione di amplificazione.

Sfruttando anche il DAC a bordo del prodotto il suono a mio avviso peggiora: il palcoscenico si appiattisce notevolmetne e diventa meno profondo, pur mantenendo un’ottima estensione orizzontale.

Il dettaglio diminuisce e diminuiscono anche dinamica e microdinamica, non solo ma appare anche più medioso.

Un’ultima considerazione generale è che ad orecchio si era sicuramente innalzato il THD finale dell’impianto, non a livelli estremi, ma già ben rilevabili da un orecchio abituato a THD assai bassi.

VIDEORECENSIONE

 

 TEST

Questa volta dovete scusarmi: non ho avuto il tempo di fare anche i test acustici, sarà stato il caldo, il picco di lavoro e la necessità di essere più presente in un gruppo Facebook da me amministrato.

State certi che a settembre quando ripartirò con le recensioni (quindi ci si rivedrà ad ottobre per le pubblicazioni) ciò non si verificherà più.

Non mi sarei stupito se: la risposta in frequenza non avesse subito variazioni significative, la fase avesse riscontrato alcune rotazioni in aggiunta ed il THD medio fosse salito attorno al 3-4% (solitamente nel mio impianto sta a 0.8% circa).

Purtroppo sono solo ipotesi non verificate… certo dopo anni ad ascoltare e testare qualcosa si può anche azzardare ad orecchio… anche se non deve diventare la regola.

CONCLUSIONI

Mi è piaciuto il ROMA DC96+?

Onestamente non è questa la domanda a cui deve rispondere un recensore… non è il far sapere al mondo se lo comprerebbe oppure no, semplicemente non si confà ai miei gusti per stare nel mio impianto, ma questa è la conclusione più stupida che una penna guidata dall’intelligenza umana potrebbe scrivere.

Il ROMA DC96+ è certamente un amplificatore valido per chi apprezza le EL34 o per chi vuole a tutti i costi un valvolare, ma non può spendere un budget maggiore. Mi sento tuttavia di sconsigliarne la parte DAC, che a mio avviso ne fa decadere le prestazioni.

Di certo è assai caratterizzato, come sempre quando si tratta di scegliere un valvolare è necessario essere consapevoli della caratterizzazione desiderata e magari provarlo pure nel proprio impianto prima di acquistarlo.

 

 

Presa dal sito del produttore.
Presa dal sito del produttore.
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Argomento: Riproduzione audio hi-fi