Prozac+

3

Review
Posted on 06/05/2001 - Last updated: 04/08/2008
Vote: 7.5/10

Ad un primo ascolto questo terzo cd dei Prozac sembra la solita ricetta ormai già sentita e consolidata attraverso i cd precedenti. Ed in effetti questa prima impressione è confermata in larga misura nei successivi ascolti, anche se si capisce che in effetti il gruppo non è stato proprio completamente fermo nei propri standard, ma ha cercato di fare qualche lievissimo cambiamento...
Iniziamo dai testi, che finalmente cercano di evolversi rispetto alle tematiche legate alle droghe (già sviscerate in ogni aspetto nei lavori precedenti), per cercare di abbracciare un discorso un po' più ampio.
I temi che ricorrono più spesso sono quelli legati all'egoismo /egocentrismo dei protagonisti raccontati nelle canzoni. Altra fissa del gruppo è legata all'idea del "farsi male", tema particolarmente caro ai nostri. Se non vi fidate del vostro recensore e volete le prove leggetevi i seguenti estratti!
"E penso solo per me così si dice. Ti scarico se mi va, se non mi servi più" (da Cagna), "Mi sento bene solo se mi faccio male. Il bene in fondo che cos'è, ognuno ne ha per se" (da Stonata), "Automatica, autoerotica, si autosoddisfa. Automatica, antipatica, ma meravigliosa ah" (da Automatica), "Mi piace piangere da solo ... mi piace parlarmi da solo ... mi piace ridere da solo ... provare tutto da solo ... mi piace sognarmi da solo ... amarmi e odiarmi da solo ... mi piace baciarmi da solo ... farmi l'amore da solo ... ferirmi e umiliarmi solo ... non c'è nessuno che mi faccia stare bene" (da Mi piaccio solo), "Vorrei potermi cancellare da qui.Vorrei potermi fare male lo sai. Vorrei soffrire all'infinito per te ... Vorrei torture all'infinito lo sai" (da Vorrei), "Tocca il fondo e + giù fermati soltanto al di +" (da D+ come P+), "Mi uso e abuso di me mi spingo sempre oltre il limite ... c'è sempre confusione dentro me e mi devasto per chiarire mi faccio male per star bene ma non chiarisco niente" (da Ordine e disordine).
Le liriche sono come di consueto molto semplici e questo comporta che quando funzionano ti si appiccicano molto velocemente in testa, mentre negli altri casi risultano un po' banalotte...
All'inizio parlavamo di lievi cambiamenti, ebbene sono veramente lievi. C'è il battito di mani in "Cagna", gli archi di "Angelo" e la maggiore spinta all'acceleratore di "Superdotato".
Per il resto la ricetta è la stessa a cui ci avevano già abituati fin dal primo disco, quindi ribadisco, di sorprese non ne troverete granché, perché gli altri brani sono nel tipico stile Prozac+, compresi due brani cantati dalla voce maschile, come nel cd precedente. L'ultimo pezzo è una pregevole cover del mega classico "Boys don't cry".
Bisogna comunque riconoscere che malgrado le poche novità, l'energia pare inalterata rispetto ai lavori precedenti e la maggior parte dei brani continuano a regalarci quell'allegria che ci aveva fatto amare il gruppo al suo esordio. Tutto questo per dirvi che al momento attuale, anche considerando le alternative del panorama italiano, possiamo continuare a sottoscrivere le azioni dei "Prozac+" con una certa tranquillità. Anche nei concerti il divertimento è assicurato.

Prozac+ - 3

Prozac+

3

Cd, 2000, EMI
Total duration: 37:26

Genre: Punk , Pop , Pop

Traks:

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