I cavi ad uso audio

Pubblicato il 17/05/2015 - Last updated: 27/03/2016

Topic: Riproduzione audio hi-fi

Un articolo sui cavi: Perché? È lecito chiedersi.

Credo sia importante parlare un poco di cavi perché da quando ho iniziato a scrivere, circa un paio d’anni fa, ho sempre notato una notevole lotta tra chi sostiene che il cavo sia fondamentale e chi invece lo tratta come un elemento banale.

Per la Scolastica medioevale “in medio stat virtus”;a mio avviso è valida anche in campo audio, è inutile continuare a scontrarsi sugli estremi, è molto più produttivo chiedersi se l’altro non abbia per caso delle ragioni, lo sbocco naturale di tale procedimento di pensiero è solitamente il fatto che si scopre come la propria posizione estrema sia risibile per il fatto che essa rimane sempre e solo parziale.

È opinione di chi vi scrive che i cavi siano importanti in un impianto Hi-Fi, tuttavia essi non devono divenire né oggetto di venerazione, né di scherno.

I PARTE

TIPI DI CAVO

In ogni impianto audio abbiamo almeno 3 tipi di cavo
C’è il cavo di alimentazione: solitamente il meno influente nell’impianto e il più semplice da fare.
Il cavo di segnale: il cavo che permette di trasmettere nel miglior modo i segnali acustici più deboli caratterizzati perciò da una potenza calcolabile in mW.
Il cavo di potenza: il cavo che permette di trasportare nel miglior modo i segnali acustici caratterizzati da una potenza calcolabile in W.
OSSERVAZIONI GENERALI SUI CAVI AUDIO

Quando si inizia a parlare di un argomento bisogna prima scrivere un poco di teoria.

GRANDEZZE IMPORTANTI

Essenzialmente sono tre le grandezze importanti: resistività, induttanza e capacità.

La resistività (R) è direttamente connessa con la dispersione del segnale; stando il fatto che per calcolare la perdita in decibell si calcola secondo la Formula 1 e che una perdita di 3db equivale alla perdita di circa il 50% della potenza erogata dal finale; risulta necessario che la resistività presentata dal cavo sia necessariamente la più bassa possibile.

Tuttavia bisogna considerare che non esiste il cavo migliore in modo avulso dall’impianto; un cavo che va affiancato a diffusori che scendono anche sotto i 4ohm deve essere a bassissima resistenza, e a conti fatti di di sezione almeno di 10mm2. Un diffusore che presenta un’impedenza anche di 16ohm invece ottiene basse perdite anche con un cavo di soli 0.75mm2.

La resistenza è una grandezza proporzionale alla lunghezza del cavo, ed inversamente proporzionale alla sezione di questo.

L’induttanza di un cavo (L) cresce alla lunghezza del cavo se si cerca la risposta massimamente piatta deve essere calcolabile in μH, pena il comportamento del cavo quale filtro passa basso.

La capacità (C) cresce anch’essa alla lunghezza del cavo e deve stare sempre nell’ordine dei picoFarad pena il comportamento del cavo come filtro passa alto.

L e C stabiliscono la velocità di un cavo secondo la Formula 2 il che ci fa comprendere che non si possono fissare tutte e tre queste caratteristiche di un cavo e che L e C sono in un rapporto inversamente proporzionale, il che ci dice abbastanza chiaramente che il cavo perfetto che raggiunge la velocità della luce non esiste, se non nei nostri migliori sogni.

Formula con cui calcolare la velocità di un cavo assumendo come nulle le perdite.

v = 1 / SQR(L * C)

La presenza di queste grandezze contemporaneamente ci fa comprendere come il cavo non sia una scelta facile poiché tende, per sua natura, a comportarsi come un filtro passabanda,ed è quindi necessario che la banda passante sia almeno quella audio, anche se una risposta massimamente piatta richiede che il cavo possa essere idoneo a trasportare segnali fino ad almeno 4GHz.

 

Perdita di un cavo in decibell
10 * log * Rdiffusore / (Rcavo + Rdiffusore) = Perdita


MATERIALI DEL CONDUTTORE

Qui ci si può sbizzarrire c'è chi li farebbe in oro o in materiali ancora più pregiati...
Come si può notare dalla Tabella 1 tuttavia sarebbe meglio usare un volgare cavo in rame che presenta una resistività minore.
Comunque i materiali migliori sono essenzialmente tre. ognuno dal costo differente
Il migliore è l'argento minore resistività 0.0159 ohm al mm2, ma costoso
Tuttavia un buon cavo solitamente è fatto in rame LC OFC resistività 0.0168 al mm2
al terzo posto troviamo i vari tipi di rame che solitamente compongono i normali cavi elettrici la resistività è compresa tra i 0.0172 e i 0.0179 al mm2, valori comunque più che accettabili.

Per farla breve, se il budget non è un problema andate pure dei primi due; se invece lo è, un normale cavo in rame progettato secondo geometrie ottimali riesce a dare comunque un’esperienza d’ascolto entusiasmante.

Elenco della resistività tipica di alcuni materiali.
MATERIALE RESISTIVITÀ IN Ohm/mm2
argento 0.015
Rame LC OFC 0.016
rame 0.017
oro 0.023
alluminio 0.025
berillio 0.032
zinco 0.055
ottone 0.07
tungsteno 0.08
stagno 0.12
acciaio 0.18
piombo 0.94
nichelcromo 1
grafite 8
carbonio 35

 

POTENZA

La potenza dei cavi come si può vedere sulla Tabella 2 non è un problema. Un cavo di soli 0.5 mm2 trasporta 250 W ovvero una misura di tutto rispetto. Rimane tuttavia sempre valido il fatto che se si mettono in parallelo più cavi la potenza risultante è data dalla sommatoria delle potenze trasportate dai cavi.

Elenco della portata di potenza e di ampere di un cavo
Corrente Massima in Ampere Potenza continua in Watt

 

Sezione del filo in mm²

5 40 0.1
6 57.60 0.14
7 78.40 0.2
9 129.60 0.25
10 160 0.35
12,5 250 0.5
15 360 0.75
18 518.40 1.0

 

 

 

21 705.60 1.5
30 1440 2.5
40 2560 4.0

44

3097.60 5.25
55 4840

6

70 7840 8
80 10240

9  

85 11560 10

EFFETTO PELLE

 

L'effetto pelle è un fenomeno che dà notevoli problemi causando perdite soprattutto in gamma alta. Esso è legato al raggio del conduttore e al materiale da cui il conduttore è composto. In corrente alternata il segnale non attraversa il conduttore in modo sempre uguale, ma all’innalzarsi della frequenza il segnale tende a viaggiare sulla superficie del cavo con un conseguente innalzamento della resistenza di questi.
Un buon cavo audio esente da effetto pelle deve essere di sezione massima 0.75 mm2 per un cavo in rame OFC.

Tuttavia è risaputo (e calcolabile) che un conduttore di grossa sezione non presenta gli effetti causati dall’effetto pelle poiché la resistenza del cavo rimane bassa. Questa affermazione è spesso portata dai sostenitori del cavo singolo da 2.5mm2, bene questi non hanno assolutamente compreso come quando si parla di cavo di grossa sezione si parla di un cavo di almeno AWG 7 ovvero di sezione pari a 10.6mm2, la motivazione è dovuta al fatto che in un cavo di tali dimensioni la resistenza della zona superficiale dove viaggia il segnale ad alta frequenza rimane comunque bassa, mentre quella che presenta la zona superficiale del cavo da2.5mm2 si innalza notevolmente.

Formula per il calcolo del’effetto pelle: ove δ sia pari al raggio del cavo non si ha effetto pelle.

δ = SQR(2ρ / ωμ)

δ = lunghezza di penetrazione
ρ = resistenza specifica
ω = pulsazione = 2π*f
f = frequenza
μ = permeabilità magnetica assoluta

 

ELETTROMIGRAZIONE

E' un fenomeno da calcolare quando si parla di nanometri e di tensioni elettriche elevate,
da autocostruttori possiamo non porci tali problemi dato che in un cavo di potenza non si hanno tensioni di norma superiori ai 24V e soprattutto non usiamo i nanometri.

La questione importante circa l’elettromigrazione è inerente quei cavi composti da più materiali. I cavi in rame ricoperti d’argento sono da evitare poiché favoriscono tale effetto invogliando gli elettroni a saltare nello strato d’argento, mentre cavi stagnati sono preferibili poiché gli elettroni “preferiscono” rimanere nel rame.

Il problema del saltare da parte degli elettroni nello strato d’argento è che causa rumore.

 

EFFETTO PIEZOELETTRICO

E' il fenomeno per cui un materiale cambia forma in presenza di un campo elettromagnetico, siccome non stiamo costruendo una centrale elettrica tale effetto può benissimo non interessarci.

EFFETTO MAXWELL

E' speculare all'effetto pelle, infatti avviene alle basse frequenze, praticamente più il cavo è sottile meglio le basse frequenze viaggiano per il cavo. Praticamente potrebbe essere il cavallo di battaglia dei sostenitori del singolo cavo da 0.5mm2, ma … c'è un piccolo problema: le frequenze di cui stiamo parlando sono nell'ordine inferiore all'Hz, quindi non in banda audio.
EFFETTO MAXWELL WAGNER

Se volete immergere i vostri cavi in un liquido con cariche libere (anche l'acqua andrà benissimo) dovete assolutamente tenerlo presente ... onestamente non vedo perché ci si debba complicare così la vita e gli ascolti.
DIELETTRICO DELLA GUAINA

Qui un unico consiglio: evitare il PVC che col tempo rilascia ioni di Cloro che si legano al rame o all’argento; ciò rovina il cavo. Usare PP o PE o altro come Teflon . L’aria è il miglior dielettrico dopo il vuoto, a ridosso dell’aria c’è il cotone.

Elenco di varie costanti dielettriche relative; da notare che ci sono molte componenti biologiche che hanno una costante molto bassa, come anche molti gas nobili che vengono infatti inseriti nelle guaine dei cavi in commercio per abbassare la costante dielettrica di PE che si aggira tra l’1.2 e il 2.3 e PP che si aggira su valori molto simili: 1.6 e 2.3.

Mezzo dielettrico

Costante dielettrica relativa

Aria secca

1.0006

cotone

1.2-1.4

Argon

1.5

Farina di ossa (fertilizzante)

1.7

Silicone

2.9

cacao

1.8

Carta comune

2

cellulosa

1.2

Gomma

2.2

Sterpaglia secca

1.2

carbonella

1.3

Vetro

6

Ossido di rame

5.6

sughero

1.7

Segatura

1.3

GEOMETRIA DEI CAVI

Riduce l'induttanza dei cavi... non aspettatevi miracoli ulteriori al già basso livello di induttanza di un cavo di lunghezza sensata.

SCHERMATURA

Raccoglie i disturbi esterni al cavo impedendo loro di giungere al conduttore... valori dichiarati al 100% non sono possibili... è la prima cosa che dicono agli studenti al primo anno di Fisica... dichiarare il 100% è molto più comodo. Più un cavo è schermato più è isolato da disturbi esterni, però già una quadrupla schermatura da livelli di schermatura superiori al 99% in condizioni normali... l'autocostruzione è sempre “cum grano salis”; a meno che viviate all'interno di una centrale elettrica aggiungere schermature ingrosserà il cavo e alleggerirà il portafoglio.

CAVO SOLID CORE O MULTI STRANDS

Il cavo solid core è più duro, ma non subisce l’ossidazione dei trefoli.

Il cavo multi strands è più morbido, ma deve essere preferibilmente stagnato per evitare il fenomeno dell’ellettromigrazione tra gli strands e l’ossidazione di questi.

 

II PARTE

CAVI DI POTENZA DALLA TEORIA ALLA PRATICA

I cavi di potenza sono i più facili da costruire dato che la terminazione può essere il semplice cavo spelato e non è necessario saldare un connettore; inoltre sono dei cavi che permettono un immediato apprezzamento uditivo del loro lavoro.

Delle tre caratteristiche elettriche di un cavo R ed L sono quelle che maggiormente influenzano il suono del cavo.

Come già detto R deve essere la più bassa possibile in un cavo di potenza. Il fatto interessante è che per ottenere una resistenza ragionevolmente bassa si possono seguire due strade: la prima è quella di aumentare la sezione del cavo; la seconda è quella di mettere in parallelo più cavi sottili.

La prima soluzione pone davanti alla domanda su quanto debba essere grossa la sezione per contrastare l’effetto pelle e si è già detto che deve essere almeno di AWG 7 o inferiore per poter contrastare con una resistenza nominale bassa, l’innalzamento della resistenza dovuta alla diminuzione della superficie dovuta all’effetto pelle. Essenzialmente tale cavo ha il vantaggio di essere semplice e di non subire alcun effetto meccanico inserito dall’attrazione-repulsione dei conduttori.

La seconda soluzione prevede il fatto di ricordarsi il comportamento di più resistenze i serie. Il vantaggio è che si otterrà un cavo di resistenza pari ad un cavo solid core di pari sezione (esattamente come avviene con un cavo multi-strands), ma soprattutto il vantaggio che, se composto da cavi di sezione pari o inferiore a 0.75mm2, la resistenza rimarrà identica in tutta la banda audio. Lo svantaggio è che bisogna inventarsi un modo per tenere assieme tutti i cavi necessari al conduttore e che ciò comporta inevitabilmente il dover affrontare gli effetti di attrazione repulsione tra cavi. Tali forze è conveniente che abbiano una Forza Risultante pari a 0.

SCHERMATURA NEI CAVI DI POTENZA

Schermatura si o schermatura no?
Domanda abbastanza fuorviante se presa senza un contesto.
La schermatura isola il cavo, mai al 100% sporcizie se presenti si raccolgono sempre; da ciò si potrebbe dire che la schermatura è necessaria... tuttavia ci sono vari se e ma che come sempre intervengono a complessificare l'argomento.
Se il cavo passa vicino a fonti di campi elettromagnetici (altri cavi, alimentatori elettrodomestici) va schermato; se il cavo diventa particolarmente lungo sarebbe meglio schermarlo, come anche se dovesse passare vicino ai cavi di sorgente.
Ponendo tuttavia la situazione ideale con cavi che non passano vicino a fonti elettromagnetiche, e che sono di lunghezze inferiori ai 20 metri (solitamente i cavi più lunghi arrivano a 5 metri) la regola d'oro è pensare al proprio impianto e da lì decidere se si vuole la schermatura. Per la maggior parte degli impianti la schermatura dei cavi di potenza non è necessaria, e se proprio c'è qualcosa da schermare sono i cavi di segnale.
Perchè? La risposta deriva dal fatto che un cavo di segnale porta energia calcolabile in mW, uno di potenza porta invece energie di un ordine di grandezza 1000 volte maggiore.
Quindi la schermatura sui cavi di potenza non è strettamente necessaria ma è un di più apprezzabile solo se si dispone di un impianto hi-end.
Se si decide di adottare una schermatura quale adottare? E soprattutto quante schermature adottare?
La schermatura migliore e più facilmente reperibile è quella formata da una calza intrecciata; quante adottarne lo stabilisce l'impianto e le necessità, solitamente è meglio adottare una schermatura a singola calza, massimo due se si decide di tenere anche il foglio di alluminio.

CAVI DI POTENZA COSTRUZIONE

Essenzialmente propongo tre cavi di potenza facilmente fattibili.

1 Cavo star
2 Cavo torciglione
3 Cavo treccia


CAVO STAR

Nome altisonante ma veramente semplice da autocostruire; rimando a TNT Audio per una spiegazione più lunga. Essenzialmente è necessario semplicemente il cavo quadripolare e connettere i cavi a due a due.
Una variate potrebbe essere nel caso in cui usiate cavi multipolari con 6-8 conduttori; in questo caso sarà necessario collegare i cavi a 3 a 3 o 4 a 4.
CAVO TORCIGLIONE

Per questo cavo sono necessari 2 conduttori.
Il primo passo è quello di segnare delle tacche ogni X centimetri con X variabile tra 1cm e i 2cm. Queste tacche servono per tenere sotto controllo le rivoluzioni (giri completi) del cavo: la prima tacca è quella di mezza rivoluzione la seconda è quella di rivoluzione completa.
Anche qui le varianti sono con più conduttori... sono un po' più complesse ma fattibili bisogna avere più accorgimenti nell'avvolgere tra loro i cavi ma si può fare.
inoltre non è escluso che si possa twistare tra loro conduttori creati da altri conduttori twistati.
Nel caso si decida di twistare più conduttori consiglio per motivi della Forza risultante prima accennata di twistare sempre conduttori di polarità opposta e solo successivamente twistare assieme più twistature.

CAVO TRECCIA

Per questo cavo sono necessari 3 conduttori o più.
Si tratta essenzialmente di intrecciarli come fosse una treccia fatta coi capelli. Aggiungendo conduttori si possono creare o trecce ordinate o trecce disordinate. Le trecce ordinate sono sicuramente più belle a vedersi, ma gestire molti conduttori in una treccia ordinata non è semplice soprattutto quando vanno interposti regolarmente un cavo di una polarità e un cavo di polarità inversa.

Le trecce disordinate sono le più veloci da fare perché per ogni singola treccia vengono usati meno conduttori, ma bisogna essere più accorti circa la Forza Risultante e quindi inventarsi qualcosa in base a ciò che si vuole fare.

 

III PARTE

CAVI DI SEGNALE DALLA TEORIA ALLA PRATICA
Delle tre caratteristiche elettriche di un cavo C è quelle che maggiormente influenza il suono del cavo di segnale.

La resistenza in un cavo di segnale fino a quando si tratta di cavi corti e con resistenza trascurabile alla resistenza in ingresso del componente successivo (almeno un paio d’ordini inferiore) è ininfluente e le perdite introdotte dal cavo sono trascurabili.

L’induttanza risulta anch’essa trascurabile poiché in cavi lunghi un metro è raro che l’induttanza sia superiore ad 1mH.

La capacità risulta invece fondamentale, o meglio fino a quando l’impedenza d’uscita di una nostra elettronica risulta con un’impedenza d’uscita bassa si hanno a disposizione circa 15nF per avere un’attenuazione significativa (con impedenza d’uscita pari a 100 Ohm), mentre all’aumentare dell’impedenza d’uscita tale disponibilità si riduce notevolmente e per un’impedenza di 1 kOhm si hanno a disposizione 1.5 nF. Per tale motivo siano le vostre elettroniche di segnale ad alta o a bassa impedenza, la scelta saggia è quella di creare un cavo la cui capacità rimanga sempre molto bassa e calcolabile in pF.

SCHERMATURA NEI CAVI DI SEGNALE

La schermatura, come già scritto, isola il cavo, ma mai al 100%; le sporcizie se presenti si raccolgono sempre. Se per un cavo di potenza la schermatura può tranquillamente non essere presente, in quelli di segnale è necessaria. Ciò deriva dal fatto che banalmente se il segnale nel cavo di potenza è dell’ordine dei Watt, nel cavo si segnale è nell’ordine dei milliWatt e quindi più debole. La schermatura permette di proteggere questo debole, ma fondamentale, segnale acustico perché se roviniamo questo siamo a posto già appena dopo la sorgente.
Di maggiore interesse può essere la domanda circa quante schermature siano necessarie: già due buone schermature bastano e schermano oltre il 99.99%.

La schermatura è utile contro gli effetti di Interferenza a Radio Frequenza (RFI), ma è inutile contro gli effetti di Interferenza ElettroMagnetica (EMI). Per contrastarla le vie percorribili sono essenzialmente due: la prima è quella che prevede l’uso di due conduttori twistati o tre intrecciati; la seconda è quella di usare la schermatura come conduttore per la massa.

CAVI DI SEGNALE CONSIGLI

Con i cavi di segnale bisogna tenere a mente un fattore fondamentale: un cavo semplice funziona meglio di un cavo ultracomplesso, soprattutto quando non si dispone di un laboratorio.
Ancora una volta bisogna tenere presente l’effetto pelle: le perdite si sommano, non si può prendere la perdita maggiore e basta per dire quanto perde un impianto. Questa volta però mi sento di consigliare cavi di massimo 0.5mm2, si possono anche considerare i cavi di sezione minore, ma bisogna comunque ottenere un cavo dalla bassa capacità, cosa che personalmente mi fa propendere per il singolo conduttore.
Ancora una volta cavo solido o trefolo? Il solid core è meglio, ma rimane strutturalmente più fragile di un cavo a trefoli.

CAVI DI SEGNALE COSTRUZIONE

Essenzialmente ci sono tre tipi di cavi di segnale:

  1. cavi sbilanciati: sono i meno costosi e i più facili da trovare, non hanno verso.
  2. cavi semibilanciati: sono solitamente costosi (100 euro almeno), hanno verso? (alcuni dicono di si altri di no, personalmente ho una certezza: non sono certo di aver sempre collegato tali cavi nel verso considerato corretto).
  3. cavi bilanciati: di vari tipi, non hanno verso

Questi tre cavi nascono con intenzioni differenti:
i cavi sbilanciati sono cavi che ben si prestano per il grande pubblico costano poco e sono i più impiegati, quelli che costano 5 euro sono inascoltabili, quelli che costano 20 sono già meglio, ma quelli che costano troppo oltre i 100 euro sono follie pure dato che il cavo sbilanciato è quello dotato di estrema semplicità e non vedo nulla di costosissimo in un cavo composto da un conduttore in rame schermato, un dal design gradevole e un paio di connettori di dubbia qualità come la maggior parte dei cavi sbilanciati che si trovano.
I cavi semibilanciati nascono per scopi puramente hi-fi e questo permette al loro costo di lievitare parecchio onestamente scrivendo, non sono certo abbiano veramente un verso di percorrenza dato che non sono certo di collegarli sempre per il verso giusto ... esplosioni non ne ho mai avute. Essenzialmente hanno un vantaggio nei confronti dello sbilanciato: dovrebbero suonare più puliti perché tramite il doppio cavo twistato si ottiene una migliore schermatura alle EMI.

I cavi bilanciati nascono per ovviare alle problematiche del settore professionale; su un palco i cavi spesso viaggiano assieme ad altri cavi e non solo di segnale, ma anche di alimentazione e di potenza, ne consegue che il cavo raccoglie molti disturbi e non solo per pochi metri, ma anche per alcune decine. Il cavo bilanciato nasce per eliminare i disturbi permettendo di inviare due segnali inversi in polarità così da poter scartare il rimanente dalla differenza che è il rumore accumulato e andare a lavorare solo sul segnale. Gli amplificatori bilanciati si possono infatti più correttamente definire: amplificatori della differenza. Solitamente in casa non si necessita di tale caratteristica, che tra l’altro costa sempre notevolmente per via di un raddoppio dei canali: infatti il destro occupa due canali e il sinistro altrettanti. Tuttavia dipende sempre dall’impianto non sempre le elettroniche in configurazione sbilanciata riescono a fornire al pezzo successivo della catena tutto ciò di cui necessita per essere sfruttato appieno, la configurazione bilanciata, mettendo in parallelo i canali supera i limiti della configurazione sbilanciata, fatto salvo tali casi la configurazione bilanciata risulta essere più un vezzo che una necessità.

Ora passiamo a come realizzarli:
Quanti cavi servono?
Il cavo sbilanciato prevede uno o più cavi per il conduttore mentre la calza andrà a massa. È un cavo semplice da fare perché sia il conduttore sia la calza saranno collegati sia dal lato sorgente, sia dal lato amplificatore. In pratica basta un cavo schermato. Che mantenga la capacità inferiore ai 100pF/m.
Il semibilanciato prevede 1 o più cavi per il conduttore, in ugual numero i cavi che andranno a massa e la calza andrà a massa. Per creare il cavo semibilanciato ci vuole un po’ più di attenzione: il conduttore va sempre connesso da ambo i lati, i cavi di massa anche, la calza invece va collegata solo dal lato sorgente, lato amplificatore va isolata (nessun materiale particolare basta il nastro da elettricista) il tutto secondo il classico schema:

sorgente --- conduttore segnale --- amplificatore
sorgente --- conduttore massa --- amplificatore
sorgente --- calza
In pratica due cavi schermati o un cavo schermato a due conduttori vanno bene. Occhio non è detto che tale cavo sia migliore dello sbilanciato, perché a ragion veduta di bilanciato non ha nulla si tratta sempre di avere un polo caldo + massa, come lo sbilanciato. L’unico rischio è qualora si usassero elettroniche dalla dubbia qualità si potrebbero rovinare qualora si collegasse il cavo al contrario, con delle buone elettroniche invece il verso sembra essere ininfluente.
Il bilanciato torna ad essere assai semplice da ricreare perché i conduttori vanno collegati da ambo i lati ponendo attenzione al fatto che il polo caldo ovviamente va col polo caldo , il polo freddo va col polo freddo e il cavo control va sul control.
In pratica o 3 cavi o un cavo apposito come quelli microfonici dove la calza ha la funzione di cavo control..
IV PARTE

CAVI DI ALIMENTAZIONE DALLA TEORIA ALLA PRATICA

Un cavo di alimentazione suona, ma non sempre si possono apprezzare i cambiamenti che apporta o perché quello vecchio è comunque un buon cavo, o perché la rete casalinga è talmente disastrata che un metro di cavo è ininfluente.

Supra Cables è certa che un buon cavo di alimentazione deve seguire le stesse regole di costruzione di un cavo per diffusori, personalmente sono convinto che le cose essenziali siano: in primis la sicurezza (dataci anche dalla certificazione CE di un cavo); che il cavo non sia sottodimensionato alla potenza che deve trasportare; che il cavo di alimentazione sia tenuto ben lontano dai cavi di segnale e magari schermato, perché lo schermo ovviamente preserva si il cavo dall’esterno, ma anche il contrario e questo proteggere l’esterno dall’interno è l’unico motivo per cui schermare un cavo di alimentazione. Il motivo per cui Supra è convinta che le regole di progettazione per un cavo di alimentazione debbano seguire le regole di un cavo di potenza è dato dal fatto che nei transienti il cavo di alimentazione sopporta esso stesso tali transienti e deve per tale motivo essere a bassa induttanza.

OSSERVAZIONI SUI CAVI D’ALIMENTAZIONE
La prima osservazione è che cambiare il cavo d'alimentazione non è sempre necessario, magari ha più senso farlo con dispositivi dal valore superiore ai 500 euro, tuttavia è un qualcosa che si può fare spendendo poco.
La seconda è che cambiare il cavo d'alimentazione non è la panacea di tutti i mali, è il cavo che meno ha effetti sull'impianto dato che non va a modificare in modo profondo il suono, a meno di non possedere cavi d'alimentazione particolarmente scarsi.
Tenute a mente queste due regolette possiamo passare ai consigli più consci del fatto che vogliamo farci un cavo d'alimentazione NON perché ne abbiamo strettamente bisogno, ma perché VOGLIAMO farci un cavo d'alimentazione... che essenzialmente spendendo molto poco va a funzionare in modo assai simile a cavi da più di 100 euro spendendo molto meno
IL CAVO
Il cavo... bhè se guardate i cavi dell'ENEL non hanno nulla d'audiofilo: sono in acciaio e sono lunghissimi;
sono anche di dimensioni notevoli per poter trasportare per lunghe distanze l'energia.
Ovviamente tali cavi sono sottoposti ad invecchiamento, intemperie etc... Il primo dato da scegliere quando si sceglie un cavo d'alimentazione non è il parametro miracoloso che permetterà al metro o due di cavo che andremo ad usare di risolvere qualsiasi problematica legata alla rete d'alimentazione... alla fin fine sarà solo un metro o due in più di una rete lunga decine di chilometri.
Sono due i fatti da considerare:

  1. materiale: se è rame è meglio. Prendetelo cotto, crudo, LC OFC quello che volete e che vi fa sentire più a posto con voi stessi; ricordate sono 2 metri in più in una rete che è più vecchia e disastrata del vostro cavo.
  2. sezione: più è grosso... meglio è; ma con un po' di senno un cavo da 1.5mm2 porta 700W, un cavo da 2.5 ne porta 1440W... 9mm2 circa 10000W e così via (ok usare anche qui un cavo da 15mm2 è sicuramente una dimostrazione di forza... ma se necessitate di un tale cavo forse vi conviene strutturare l'impianto in maniera differente)

Scusate l'ironia sulla sezione, ma come al solito ci vuole più testa che dimostrazioni di forza, il senso è che dovreste vedere che cavi portano energia alle vostre prese di corrente (non fatelo senza staccare la corrente, ma scoprirete di avere al massimo cavi da 4-6 mm2 in giro per casa) usare un cavo che porta più del doppio della potenza di quella che vi da la presa non risolve nulla, tanto la presa ve ne darà sempre 3000-5000 ovvero quelli che vengono portati dal vostro impianto (teorico, perché poi ci sono da considerare le prese etc); insomma il discorso è quello di prima: ci vuole testa perché si può anche creare un cavo che mi porta 15000W, ma poi se prima di quel cavo ho un cavo da 1.5mm2 la situazione non cambia e sempre 700W possono arrivare, inoltre c'è da considerare le prese; quelle anche abbastanza buone in commercio ad un costo onesto arrivano a 2.5mm2 , 6mm2 se va bene... se si vuole salire... sale anche molto il costo e da 5 euro saliamo tranquillamente a 45 euro o più.
IL CONNETTORE
Il connettore audiofilo VUOLE:

  1. rame
  2. oro
  3. possibilità di innestare cavi di sezioni enormi
  4. materiali innovativi e futuristici

Bene... riguardate fuori dalla finestra ed ammirate nuovamente i cavi dell'ENEL... ripensate alle prese di casa vostra, e rifatevi la domanda quanto realmente servano nel vostro impianto.

Avete veramente bisogno di un connettore che costa tra i 45 e i 250 euro??? Se si... va bene sarete in pace con voi stessi e la guida vale comunque, in caso contrario se la vostra risposta è no forse avete già capito il connettore che serve:
un connettore che sia ben fatto, resistente, magari placcato in un qualche materiale che permetta alle spine di non ossidare e infine che accetti cavi di almeno 2.5mm2.
Tutto qui? Si tutto qui non servono connettori esoterici, o meglio, non a chi ha compreso l'impianto elettrico di casa sua.

NUMERO DEI CAVI E GEOMETRIA

Se volete un cavo un po' diverso dal normale (magari più per motivi estetici che altro) potete pensare a twistare o intrecciare i cavi... gli effetti sono gli stessi ottenuti sui cavi di potenza e sui cavi di segnale... MA non apportano migliorie nette rispetto al cavo singolo.
Per rispodere alla domanda circa il numero dei cavi usate ancora la testa e ricordate che se non volete spendere almeno 50 euro solo per la spina il vostro connettore non accetterà sezioni pari ai cavi dell'Enel. Essenzialmente i cavi devono essere 3 (linea, terra e neutro) poi volete fare 3 cavi da 2.5mm2 , 6 da 1.5mm2 ricordate di non superare la sezione accettata dal vostro connettore.
Per quanto riguarda la geometria, alla fin fine dipende da quanti cavi avete potete twistarli, intrecciarli e dargli la geometria che preferite, anche la geometria più raffinata non migliorerà la vostra rete elettrica, in commercio ci sono anche cavi tripolari già internamente twistati... insomma l’unico consiglio che mi sembra è di tenere a mente la sezione accettata dal connettore e che il metro o due non risolve problemi di linea presenti nell’impianto elettrico di casa, serve solo ad avere un cavo di alimentazione migliore di quelli forniti in bundle con le elettroniche.

SCHERMATURA NEI CAVI D’ALIMENTAZIONE

Serve la schermatura su questi cavi?

Essenzialmente no, se tuttaviadevono scorrere vicini a quelli di segnale però è consigliabile, non tanto per proteggere l’alimentazione, quanto per isolare ulteriormente la sezione di alimentazione. Il consiglio migliore? Tenete ben lontani i vostri cavi di segnale dai cavi di alimentazione e non vi dovrete preoccupare di reperire cavi di alimentazione con 42 schermature.

ALTRI CONSIGLI IN GENERALE

Per concludere sui cavi d’alimentazione aggiungo alcune altre osservazioni.

Ho problemi di linea sulla mia rete di alimentazione, un cavo può risolvere il problema? Se si bada ai produttori di cavi e connettori la risposta è chiaramente che il metro di cavo è risolutivo, anzi che guarda caso loro hanno prodotto una spina, un connettore o un cavo che risolverà ogni problema di rete. Un tale prodigio della tecnica ovviamente costa una cifra minima di 500 euro, considerando che i cavi da cambiare sono almeno due (sorgente ed amplificatore per cuffie), credo che ristrutturare l’impianto elettrico di casa sia una spesa di gran lunga più sensata.

L’altra soluzione è quella di dotarsi di un gruppo di continuità, cosa che può essere fatta anche senza che ci siano grossi problemi sulla linea. Quattro le cose importanti in un UPS: continuità rispetto alle interruzioni di rete (grazie alla presenza di batterie),filtro antidisturbo, stabilizzazione della tensione, protezione dalle extra-tensioni tramite disgiuntore.

V PARTE

CONCLUSIONI

Ci avviamo ora verso le conclusioni di questo lungo articolo, ciononostante sebbene le cose fondamentali siano state trattate, è stato affrontato forse un decimo di quanto si potrebbe dire circa i cavi.

Tuttavia nelle conclusioni mi preme ricordare che:

  1. un buon cavo deve essere trasparente e per esserlo deve essere adeguato.
  2. un cavo adeguato può anche essere un cavo semplice l’importante è non perdere la testa e rimanere obiettivi, per rimanere tali la fisica è sempre pronta a darci una mano.
  3. un buon cavo è utile, ma non può costare più di tutto l’impianto.