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METAXAS MARQUIS: “MEMENTO MORI”

Pubblicato il 17/03/2018 - Dernière mise à jour: 16/03/2018


“Memento mori”: “Ricordati che devi morire” questo è ciò che Kostas Metaxas pensa del suo preamplificatore; non per un lugubre sentimento di morte, ma perché questa locuzione latina vuole esortare a vivere ogni momento della propria vita in modo ottimo, quindi anche l’ascolto ci si deve ricordare di ciò.

DESCRIZIONE

Il Marquis non è un amplificatore per cuffia o un preamplificatore: è una scultura. Struttura completamente in alluminio a forma di teschio, raffigurato proprio come nelle antiche lapidi latine e medioevali. Nelle orbite trovano posto due led rossi che contribuiscono a dare atmosfera, ma non solo, sempre nelle orbite, vi sono i V-meter protetti da un componente in plexiglass (La mia immaginazione ha subito trasformato il Marquis in un teschio con gli occhiali, tuttavia è un dipinto che fa a cazzotti con ciò che la mia anima metallara avrebbe voluto: in pratica un teschio ancora più teschio).

Il design è sicuramente l’elemento discriminante, infatti, tra i miei amici ho potuto registrare viarie posizioni: chi criticava dicendo che era “orrendo”; chi invece ne apprezzava la fattura “almeno è qualcosa di diverso dal solito”; e chi invece concordava con me circa il fatto che era “apprezzabile lo sforzo, ma è metallaro a metà”. Certamente se avete una moglie e se il Marquis dovrà essere posto in loco pubblico, dovrete coinvolgere la vostra dolce metà: la mia ha sopportato, ma sapeva che così come era giunto, sarebbe anche andato, ma ad onor del vero è piaciuto a molte ragazze che l’hanno visto, perciò non disperate.

Ma questo è solo l’involucro; diamo un occhio all’interno!

Il Marquis presenta un’alimentazione lineare semplice, ma di buona fattura. La parte dedicata all’amplificazione del segnale può sembrare semplice, ma non lo è quanto sembra. Questa è completamente a discreti e i canali sono gestiti separatamente da due schede identiche.

Si può notare inoltre come i cavi siano quasi totalmente assenti: Kostas afferma che ha dovuto usare solo pochi centimetri di cavo per connettere il trasformatore ed il jack professionale della Neutrik. Non volendo forzare la parte inferiore non ho potuto guardare la sezione di alimentazione; tuttavia controllare il cavo che andava al jack era questioni di pochi attimi: tolto il connettore ho potuto notare che il cavo ad alte prestazioni è il CAT 7. Comprendo che se si scrivesse CAT 7 molti audiofili si strapperebbero le vesti, ma il cavo in questione è ottimo per le varie interconnessioni (cosa che noi audiofili dovremmo semplicemente ammettere senza fare troppo i sofisticati).

L’IMPIANTO

Oltre al Metaxas Marquis l’impianto consisteva nel DAC TEAC UD-503, negli amplificatori 50ASX2 di IcePower ed un classe AB autocostruito. Come diffusori i soliti Audio Nirvana 13.6 modificati, montanti il monovia Classic 15” Ferrite e i bookshelf autocostruiti Marlene.

In aggiunta le cuffie Shure SRH1840.

Mentre come cavi erano presenti sempre i soliti autocostruiti.

L’ASCOLTO

C’è chi ascolta Metal, c’è chi fa il Metal e c’è chi è metallaro. Ritenendo di essere nel terzo gruppo spero comprenderete come avere un teschio suonante nell’impianto fosse un richiamo assai forte a rispolverare molti album di questo genere; tuttavia ve ne citerò solo due.

Eternal e Infinite degli Stratovarius. I due album corrispondono a due periodi diversissimi della band, ma in realtà sono più legati di quanto si possa pensare. In Infinite abbiamo ancora la presenza di Timo Tolkki, mente e chitarra che ha portato gli Stratovarius ad essere tra i fondatori del Power Metal dando una decisiva impronta allo stile della band. In Eternal Timo non c’è più, se né andato da tempo, ma con o senza di lui gli Stratorvarius hanno continuato ad essere una band di primo rilievo nel panorama Power Metal. Vero è che in Eternal la band è andata a ripescare in pieno nel suo passato, ma è anche vero che la band non è un singolo elemento, e gli Stratovarius hanno continuato ad essere gli Stratovarius, tanto che non riuscirei ad immaginarli senza l’evocativa voce di Timo Kotipelto. Velocità, potenza, evocazione ecco quello che devono tirar fuori questi album ed il Marquis non si infrappone, non si fa intimorire da distorsioni, scale, suoni acidi o doppio pedale.

Ovviamente non poteva mancare qualcosa di diverso da ciò che le forme mi stuzzicavano. Ho pensato allora a Queen ovvero il primo album della band londinese. Ottenuto senza l’uso di sintetizzatori, gli stessi Queen ci tennero a sottolinearlo proprio per evidenziare la naturalezza di tutti gli effetti presenti nell’album.

Rocket to Russia dei Ramones, per la band che ha contribuito alla fondazione del movimento Punk è il terzo album. In esso troviamo tutte le caratteristiche mediose e medioalte del Punk, anche se, proprio come volle Jhonny Ramone, la produzione è assai migliore di quella dei Sex Pistols.

Mentre per la Classica ho deciso per Pachelbel, Harmonie Universelle, capace di concentrarsi sulla microdinamica in modo evidente.

Caratteristiche fondamentali del preamplificatore di Metaxas sono la trasparenza, la naturalezza, la velocità negli attacchi ed un soundstage eccezionalmente ampio e tridimensionale, capace di riprodurre sia la scena più piccola sia la scena più amplia senza artifizi o incertezze riuscendo nell’impresa di posizionare in modo millimetrico ogni strumento.

La dinamica e la microdinamica sono anch’esse caratteristiche di prim’ordine nel Marquis che non solo riesce a seguire l’andamento dell’intero, ma anche la riproduzione di ogni strumento formante l’intero

Tuttavia il Marquis è un preamplificatore eccezionalmente interessante per via della sua inequivocabile capacità di suonare qualsiasi genere, mostrando con assoluta trasparenza le caratteristiche peculiari di un genere musicale sia nel modo di registrarlo, sia nel modo di intenderlo. Insomma quando un preamplificatore vi fa capire che dietro ad un genere musicale, non esiste l’ascolto, ma esiste una mentalità ed uno stile di vita allora penso che sia un qualcosa di stupendo, di magico e di profondamente musicale.

Tutto ciò è valido sia quando suona come preamplificatore, sia quando suona come amplificatore per cuffia: non riserva spiacevoli sorprese dovute a scelte progettuali che cercano di evidenziarne un uso rispetto all’altro. In cuffia si può inoltre rilevare che mancano fastidiosi clipping di corrente o di voltaggio permettendo un assoluto godimento nell’ascolto della musica.

TECNICA

Partiamo come nostro solito dalla risposta in frequenza. Possiamo notare una risposta in frequenza assai lineare, dato che quella che vedete è la risposta del TEAC UD-503, faccio tuttavia notare che il decadimento in gamma bassa è dovuto in gran parte dalla vecchia scheda di rilevazione che sto usando in alternativa al componente rotto. Per questo motivo non pubblico il grafico di risposta in fase, ma dopo le dovute interpolazioni ne ho potuto apprezzare la notevole linearità in tutta la gamma audio.

L’impulso è estremamente veloce e il THD è notevolmente basso a riprova della grande capacità di dettaglio e dell’ottima trasparenza del suono.

L’unica inezia che mi ha fatto storcere il naso era il fatto che fossero disponibili solo connessioni sbilanciate, ma questo ammetto in tutta tranquillità che è una mia fissazione, per il resto è ineccepibile e nn c’è molto da aggiungere.

CONCLUSIONI

Il Metaxas Marquis mi è assai piaciuto. Mettiamo da parte critiche al design, che a mio avviso sarebbe potuto essere anche assai più Metal oriented. Accantoniamo la mia fissazione sul circuito bilanciato. Onestamente credo che “Memento mori” sia troppo serioso per un preamplificatore tanto ben suonante; preferisco ricordarlo con questi versi di Alceo “Beviamo. Perché attendiamo i lumi? Il giorno dura un dito […]”. Tuttavia credo sia necessario parafrasare in questo modo: “Ascoltiamo. Perché attendere l’illuminazione esoterica? La vita è breve […]”.

Purtroppo, come successo anche per altre foto di vecchi articoli, un problema tecnico ne ha causato la perdita. Pubblichiamo una foto presa dal sito del produttore.
Sujet: Riproduzione audio hi-fi