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MISSION SX5: RECENSIONE

Pubblicato il 10/05/2017


Apro la recensione dichiarando subito che al mio personale gusto queste Mission non sono piaciute e se vi sembrerò a tratti più morbido… è perché mia moglie ha interceduto per loro.

Detto ciò credo che la recensione possa iniziare.

DESCRIZIONE

Esteticamente parlando le Mission SX5 si presentano in un modo molto english, però siccome non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace: lascio ad ognuno le proprie considerazioni estetiche.

Disponibili in varie finiture (impiallacciata nera, palissandro, ciliegio oppure laccata nera), le Mission SX5 si presentano con ben quattro woofer da 6,5 pollici con membrana in alluminio ed un tweeter in titanio.

Non sono particolarmente ingombranti, il loro carico è in bass reflex (con i condotti filtrati da un velo di materiale sintetico a celle aperte), ma internamente il tweeter è isolato in una propria camera.

Il coibentante è di tipo fibroso.

Il cabinet è in MDF, in modo tale da poter avere un diffusore con le curvature volute e di discreto peso.

Il crossover è a 3 vie, con componenti di abbastanza entry level.

I morsetti posteriori sono in alluminio ed accettano banane o forcelle… potrebbero accettare anche filo spelato… ma il buco di inserimento è idoneo per lo più ad una piattina.

QUATTRO PENSIERI CIRCA LA COSTRUZIONE

Imagino, (SPERO!) che il diffusore sia passato di mano ad altri recensori prima di me… viti che ballavano e quasi uscivano senza svitarle, viti montate storte, addirittura più buchi per una stessa vite… lo ripeto spero che sia stato un altro recensore… perché altrimenti qui si parte proprio col piede sbagliato.

Bene immaginando che sia colpa di un qualche sconosciuto recensore… e molto ignorante dal lato tecnico, tanto che esorto i colleghi recensori di non toccare assolutamente nulla di un diffusore acustico, a meno che non abbiano comprovata esperienza tecnica.

Bene immaginiamo che questo sia colpa di un ipotetico recensore… però un diffusore da quasi 5000€ non può avere questi difetti! Onestamente scriverne la descrizione non è stato semplice:

1)      Il crossover, anche studiato bene, ma altra concorrenza propone allo stesso prezzo crossover con componenti comunque di medio livello

2)      Gli altoparlanti sono schermati… ma costano certamente poco.

3)      La parte in alluminio attorno ai diffusori è solo avvitata col diffusore stesso.

4)      La gomma esterna tende a staccarsi.

5)      I cavi sono di sezione 0,75mm2, va bene l’effetto pelle, ma si risolve in altro modo.

Insomma la sensazione è di essere davanti ad un diffusore di una qualità costruttiva per nulla eccezionale.

L’IMPIANTO

L’impianto è il mio solito:

DAC TEAC UD-503,

Amplificatore dual mono con TA2022, amplificatore stereo bilanciato ANAVIEW AMS 0100-2300, con l’aggiunta del buon finale Advance Acoustic Smart BX1,

cavi autocostruiti.

L’ASCOLTO

Torno a ripetermi il diffusore non mi è piaciuto perché restituisce una timbrica più scura, ma giustamente questo cercherà di non influenzare troppo la recensione.

Il basso è predominante sul resto della gamma, questo dona una caratteristica scura al diffusore, che tuttavia riesce a restituire un discreto dettaglio ed un buon posizionamento tridimensionale del palco, sparendo abbastanza dalla scena.

I medi hanno corpo e gli alti sono ben estesi, tuttavia in passaggi complessi il basso tende a coprire il resto, ovviamente senza coprirlo del tutto.

Diciamo che credo piaceranno a chi predilige tonalità meno luminose, tuttavia in basso si può notare un leggerissimo rimbombo con una tendenza a restituire un ottimo colpo nei timpani, ma una grancassa decisamente strana.

VIDEORECENSIONE

... in arrivo ...

TECNICA

Recensione veloce siamo già all’analisi tecnica dei dati!

Dal grafico di risposta in frequenza potete notare che tra la gamma bassa e la gamma alta ci sono circa 13db di differenza e che questa differenza sia costante.

L’impedenza è abbastanza tipica per un diffusore a tre vie con tre picchi, i primi due in corrispondenza dell’accordo reflex, ma il primo picco ci indica che il diffusore cerca di ottenere un andamento da sospensione pneumatica; il terzo in corrispondenza dell’incorcio della via alta. L’impedenza scende fino a circa 2.65Ω a 20kHz.

La fase elettrica ci mostra un andamento non privo di rotazioni con un massimo di rotazione di 77°.

CONCLUSIONI

Non sono diffusori difficili da inserire in ambiente, questo gioca a loro favore.

Il fatto costruttivo gioca invece a loro sfavore.

Per il suono sono a mio avviso diffusori che difficilmente si potranno posizionare nella zona dove ci sono varie sfumature di grigio… la loro piacevolezza si divide in nero o bianco: sono diffusori che o piacciono o non piacciono. Personalmente mi trovo tra i secondi, ma mia moglie saggiamente mi ricorda che c’è chi cerca questo tipo di sonorità.

Foto por Marco Maria Maurilio Bicelli
Foto por Marco Maria Maurilio Bicelli
Foto por Marco Maria Maurilio Bicelli
Foto por Marco Maria Maurilio Bicelli
Foto por Marco Maria Maurilio Bicelli
Foto por Marco Maria Maurilio Bicelli
Risposta in frequenza e in fase
Foto por Marco Maria Maurilio Bicelli
Modulo dell'impedenza e modulo della fase elettrica.
Foto por Marco Maria Maurilio Bicelli
Foto por Marco Maria Maurilio Bicelli
Argomento: Riproduzione audio hi-fi