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Amplificatori per cuffie Erzetich

Pubblicato il 06/11/2017


Quando Andrea mi ha proposto di recensire ben tre amplificatori semi-sconosciuti l’interesse è stato notevole: la mia prima recensione in assoluto (si tratta di quando ancora non conoscevo Andrea, se non di nome) fece conoscere in Italia una cuffia che ad oggi ha convinto molte persone ad ascoltare più musica, o addirittura ad ascoltarla. Questi amplificatori non sono convenienti quanto quella cuffia, ma ripropongono la musica in un modo assai interessante e trasportante: ottimi compagni per le nostre compagne d’ascolto.

PREMESSE

Erzetich è un’azienda abbastanza sconosciuta, sita in Slovenia, fu fondata da Blaž Erzetič nel 2012, già questo ci spiega in buona parte la sua poca notorietà; se poi ci sommiamo che troppo spesso avviene che il solone di turno affermi, che non vale la pena prendere un marchio sconosciuto… bhè ci siamo intesi.

IMPIANTO

Anche questa volta ho optato per un impianto con poche componenti, semplice e veloce.

DAC: TEAC UD-503

Cuffie: Shure SRH1840

Cavi: Autocostruiti, a parte quello delle Shure che è quello in dotazione.

QUATTRO NOTE DI LETTURA

Siccome avevo tra le mani ben tre amplificatori della stessa casa ho preferito rivedere completamente la scaletta di lettura della recensione: si partirà con l’ascolto che ben mette in luce potenzialità, differenze e debolezze dei tre amplificatori; si proseguirà poi con la descrizione, i tests ed alcuni pensieri personali di chi vi scrive. Questi ultimi sono basati su un ragionamento che, non eludendo l’ascolto, vuole cercare di comprendere i prodotti testati dal taglio proposto dal rapporto qualità/prezzo.

L’ascolto è per lo più basato sul Bacillus Tilia, che migliora il suono del Bacillus ed a gusto mi è stato più congeniale del Perfidus. Le altri parti sono dedicate: la prima ai Bacillus, la seconda al Perfidus.

ASCOLTO

Partiamo col dire che tra i tre amplificatori in test quello che più è piaciuto a mia moglie ed a me è stato il Bacillus Tilia, esteticamente parlando è decisamente opinabile, acusticamente parlando invece no.

Il Bacillus Tilia eredita dal Bacillus un suono preciso, chiaro e trasparente, ma migliora il tutto con un suono decisamente più coinvolgente e naturale.

Decisamente un carattere differente dal Perfidus che risulta più morbido e sornione, sebbene capace di ugual dettaglio. Alla fin fine i gusti permettono di decidere tra due buoni amplificatori, ma i miei personali gusti mi hanno fatto propendere per l’aggressività e precisione del Bacillus Tilia.

Per il Metal ho scelto “Master of Puppets”, Metallica, 1986, e “Piece of Mind”, Iron Maiden, 1983. Devo ammettere che questi due dischi sono quelli che più mi hanno fatto propendere a parlare dettagliatamente del bacillus Tilia: il primo è un concentrato di energia, il secondo invece è decisamente Epic e gli Iron Maiden faticarono nel trovare lo studio adatto alle loro atmosfere. Potenza, precisione, aggressività e trasparenza, ecco quattro cose che chiedono questi due album, non è facile accomunare tutto in un unico componente hi-fi, ma il Bacillus Tilia ha retto il colpo, cosa che ha fatto anche il Bacillus, ma in un modo meno realistico e meno preciso.

Un po’ di Punk non fa mai male: “Warning”, Green Day, 2000. Il Punk, in qualsiasi sua forma, è simbiosi di tonalità chiare e velocità. La morbidezza anche in questo caso va lasciata agli ammorbidenti, pena non capire nulla del Punk. Il Bacillus Tilla ancora una volta non sbaglia nel proporre questi due fattori fondamentali.

“Bare Trees”, Fleetwood Mac, 1972. Un album Rock a suo modo complesso e difficile, molti arrangiamenti e molti passaggi classici. Un qualcosa di decisamente normale, ma ritengo che sia pure giusto esplorare la normalità, perché questa ci dà più informazioni di qualsiasi pezzo speciale.

Infine per controllare l’interpretazione degli strumenti armonici ho deciso di ascoltare “Le quattro stagioni”, Anne Akiko Mayers, Englisch Chamber Orchestra diretta da David Lockington. Devo ammettere che, sebbene con il Bacillus Tilia sia stato un gran bell’ascoltare, la riproduzione era un pelo troppo aggressiva; in questo caso ho preferito la morbidezza del Perfidus. Aveva poco in più, giusto un tocco di pienezza in più del Bacillus Tilia.

I piani spaziali mi sono sembrati ottimali con i vari amplificatori: i Bacillus ripropongono la musica un poco più avanzata spazialmente, il Perfidus la propone un poco più arretrata. Dinamica e microdinamica sono invece apparse assai similari in tutti i progetti con il Bacillus Tilia ed il Perfidus in leggero vantaggio sul Bacillus.

BACILLUS & BACILLUS TILIA: DESCRIZIONE

Pensando al nome Bacillus ho subito pensato ad un bacillo virale, ma bando alle ciance inutili diamo un occhio al suo interno.

Mi aspettavo che il progetto fosse buono, aprire un prodotto è l’ultimo o penultimo passo di una mia recensione; tuttavia non mi aspettavo di trovarci dentro un prodotto tecnicamente ineccepibile rispetto al prezzo.

Purtroppo non sono in grado di risalire ai componenti di Gain (OPAMP) e di Buffer (FET), dato che il nome ne era stato cancellato. Comunque non ci si può lamentare: condensatori WIMA in ingresso, pochi componenti ben piazzati, potenziometro ALPS. Se proprio si volesse trovare una critica essa sarebbe concernente l’operazionale di Gain, di tipologia SMD a taglia ridotta.

Dall’apertura del Bacillus Tilia onestamente speravo di più, il design circuitale e l’alimentazione sono identici al Bacillus; cambiano i condensatori d’ingresso (Obbligato Gold premium), probabilmente cambiano anche l’OPAMP e i FET, ma non potendo risalire ai codici non mi è stato possibile risalire a queste componenti. Dal suono sarei pronto a scommettere che in questo caso l’OPAMP è un Texas Instrument, mentre sul Bacillus direi più un Analog Device.

TESTS

I tests elettrici mostrano per entrambi 11.5V e 170mA in uscita, decisamente dati che mostrano una capacità di pilotare cuffie impegnative.

Inoltre, come si può notare dal grafico, la risposta in frequenza di entrambi è assai lineare, anche l’impulso è notevole e pure il THD è assai basso. Estremamente lineare la risposta in fase.

BACILLUS & BACILLUS TILIA CONSIDERAZIONI PERSONALI

Sul Bacillus ho poco da fare considerazioni, suona assai bene e convince pienamente con i suoi 499€ di listino. Solo magari l’uso di un OPAMP leggermente migliore e la possibilità di variare il Gain, ma si tratta di andare a fare le pulci, dato che ci sono ben poche critiche da fare.

Sul Bacillus Tilia invece ho molto più che una noticilla da dire. Nulla da ridire sul suono: è quello che mi è piaciuto di più, tanto che ve ne ho parlato in modo dettagliato. Quello che non mi è piaciuto è il costo: se il Bacillus potrebbe essere un campione nel rapporto qualità/prezzo, la versione Tilia non può essere certamente definita il best buy. Insomma costa 799€ e per 300€ in più per avere dei condensatori migliori ed un OPAM probabilmente differente, è decisamente poco. Avrei preferito che in questo caso ci fosse almeno un selettore per il controllo del Gain, e perché non degli ingressi bilanciati?

PERFIDUS: DESCRIZIONE

In questo caso abbiamo a che fare con un amplificatore largo quanto il Bacillus, ma lungo il doppio. Lo spazio aggiuntivo è dovuto all’alimentatore lineare montato a bordo, che si situa posteriormente.

Nel circuito di amplificazione invece abbiamo un DC Servo, uno stadio di Gain similare a quello visto sui Bacillus; ma lo stadio di Buffer è a discreti. Anche il Perfidus monta condensatori WIMA in ingresso, ritroviamo anche il potenziometro ALPS.

Anche in questo caso dal suono mi è sembrato che il Guadagno fosse gestito da un OPAMP di Texas Instrument.

TESTS

I tests elettrici hanno mostrato ben 12,5V e 300Ma, ovvero dati che a parere di chi scrive mostrano come il Perfidus sia capace di muovere anche cuffie magnetoplanari.

La risposta in frequenza è calante nell’ultima ottava, tuttavia la risposta all’impulso è migliore rispetto ai Bacillus. Fase lineare e THD solo poco peggiore a quello mostrato dai bacillus.

PERFIDUS: CONSIDERAZIONI PERSONALI

Se il Bacillus Tilia non era il campione nel rapporto qualità/prezzo; il Perfidus è ulteriormente svantaggiato da questo punto di vista. 999€ di listino, perciò avere in dotazione degli ingressi bilanciati non mi sembra per nulla complesso, come anche l’avere un selettore per il Gain, così da rendere l’amplificatore accoppiabile alle più svariate cuffie. Non critico il buffer a discreti, ma avere una migliore implementazione del tutto non sarebbe risultata sgradita.

CONCLUSIONI

Sarà che arrivavo da una recensione che non mi ha esaltato, sarà quel che sarà, ma di questi amplificatori lato sonico si può solo scriverne bene. I prodotti hanno le proprie caratteristiche, ma questo fa parte del gioco e della possibilità di adattarsi a vari gusti.

Il Bacillus, sebbene sia passato quasi in secondo piano, fa del rapporto qualità/prezzo il suo destriero: è un amplificatore altamente consigliabile e le differenze con la versione Tilia sebbene ben udibili non sono abissali.

Il Bacillus Tilia migliora sensibilmente il Bacillus, ma è un po’ meno conveniente dal punto di vista del qualità/prezzo; tuttavia non è l’unico amplificatore per cuffie che a 799€ è privo di selettore di Gain e di ingressi bilanciati.

Il Perfidus è quello che, sebbene mi sia piaciuto di meno, rende la musica sotto un’altra interpretazione e rende più vibrante l’ascolto di musica classica, salvandosi in pieno quando meno ce lo aspetterebbe, certo su questo un qualche cosina in più sarebbe stata gradita, d'altronde pur sempre di 999€ si tratta.

Bacillus
Bacillus
Bacillus
Perfidus
Perfidus
Perfidus
Tilia
Tilia
Bacillus: risposta in frequenza
Foto por Marco Maria Maurilio Bicelli
Tilia: risposta in frequenza
Foto por Marco Maria Maurilio Bicelli
Perfidus: risposta in frequenza
Foto por Marco Maria Maurilio Bicelli
Argomento: Riproduzione audio hi-fi