Massimiliano Larocca: Interview sur 04/05/2016

Posté le: 04/05/2016


Con Massimiliano Larocca i Canti Orfici di Dino Campana diventano grandi canzoni

Sono passati ormai due anni (2014) dalla pubblicazione di “Qualcuno stanotte” un album che, grazie all’incontro di Massimiliano Larocca e la band strumentale dei Sacri Cuori, ha segnato una virata verso il rock da parte del cantautore di Sesto Fiorentino. Durante questi due anni Larocca ha ripreso in mano un vecchio amore mai sopito, quello per la poesia di Dino Campana e, proseguendo la collaborazione con i Sacri Cuori, cui s’è aggiunta la preziosa presenza di Riccardo Tesi, ha pubblicato “Un mistero di sogni avverati – Massimiliano Larocca canta Dino Campana”.

Il tuo amore per Dino Campana è un sentimento che parte da lontano, ricordo di aver sentito un "demo" molto casalingo in cui mettesti in musica un pugno di liriche del poeta, ora hai dato però alla luce "Un mistero di sogni avverati", un disco vero e proprio, anzi un gran bel disco. Perché questo titolo? Si riferisce al tuo rapporto con Dino Campana?

Il lavoro sui versi di Campana, hai ragione tu, è iniziato oltre quindi anni fa in occasione di un laboratorio / spettacolo teatrale per il quale mi fu chiesto di lavorare musicalmente sui versi del poeta di Marradi, ma il mio amore per lui risaliva a molto prima, all'adolescenza addirittura, quando lo scoprii e lo amai in mezzo ad altre figure "decadenti" del rock e della letteratura. Mi colpiva il fatto che ci fosse un poeta mio conterraneo che parlava con grande Visione e grande Lirismo di luoghi e di un mondo che era esattamente quello che mi trovavo accanto a casa. Il titolo è una citazione da una sua poesia misconosciuta "Une femme qui passe", non facente parte dei Canti Orfici, ma che ho inserito nel disco. "Un mistero di sogni avverati" riassume perfettamente la tensione, l'ambiguità, l'elettricità della poesia campaniana. Sospesa tra luce e buio.

Ad aiutare l'ascoltatore a entrare nella poetica di Dino Campana sottolineandone, come hai detto tu, la frammentarietà e l'ambiguità, ma anche una certa visionarietà, ha sicuramente contribuito l'artista Enrico Pantani con le tavole che ha disegnato per questo tuo disco. Un contributo fondamentale direi, non credi?

Conosco Enrico dai tempi dell'Università e già allora ci accomunava l'amore per Campana, oltre a quelli per gli scrittori beat. Ci siamo persi per più di dieci anni, durante i quali lui si era nel frattempo affermato come illustratore, pittore, artista a tutto tondo. Ho subito sentito la vicinanza tra il suo modo così crudo e disincantato a volte eppure così lirico e profondo e la poetica di Campana. Le sue illustrazioni per le poesie scelte per il disco allargano direi notevolmente il respiro e lo spettro di questo progetto. Soprattutto i suoi coloro sono profondamente Campaniani.

Diciamo che per realizzare questo disco, fortemente voluto, come si evince anche dalle tue parole, ti sei avvalso di una bella squadra. Cominciamo da Riccardo Tesi, che non ha bisogno di presentazioni e che credo tu non abbia scelto solo perché toscano come te. Com’è nata questa vostra collaborazione e quanto ha contribuito nel dare questa splendida veste musicale all'intero lavoro?

A Riccardo iniziai a parlare di questo progetto "incompiuto" su Dino Campana già tre anni fa, accennandogli alla mia idea, netta e chiara da subito nella mia testa: ovvero che questo disco dovesse essere la risultante dell'incontro alchemico / sonoro tra il suo mondo e quello dei Sacri Cuori, che lui ancora non conosceva. Con Tesi avevo già collaborato per "La breve estate", disco del 2008 anche se, quei suoni più acustici e cantautorali, li avevo già abbandonati da tempo, però sapevo che da questo incontro sarebbe nato qualcosa di speciale e di nuovo, perché avrei portato sia Tesi sia i Sacri Cuori, fuori dagli ambiti musicali in cui solitamente agiscono. In effetti, Riccardo Tesi che si sente in quest’album, a mio avviso, svela un suo aspetto di musicista / arrangiatore che forse, in Banditaliana, è un po' più sacrificato. Riccardo in questo disco si è rivelato un grande arrangiatore anche in una chiave diversa, più rock e anche indie se vogliamo. Chi l'avrebbe mai detto? È un grande musicista, un melodista fantastico e ha orecchio per il rock molto più di quello che la gente possa pensare.

Riccardo Tesi però non è l'unico ospite di questo importante progetto, sebbene abbia contribuito alle sonorità di questo disco in maniera, direi decisiva. Cito la presenza di Nada, soprattutto perché in questo tuo lavoro la sua voce non è stata utilizzata in veste di cantante, ma di voce recitante in "La sera di fiera", uno dei Canti Orfici più belli, che conobbi attraverso una magistrale interpretazione di Carmelo Bene. Perché lei e perché proprio questo canto?

Aldilà dell'ammirazione sconfinata che ho sempre avuto per Nada, il cui excursus artistico ha pochi eguali in Italia, nell'ultimo anno è nata quest’amicizia e questa collaborazione molto gratificante. Prima abbiamo lavorato assieme a un progetto di laboratori musicali con ragazzi disabili, nel quale è nata "La canzone dell'amore" scritta da noi due assieme ai ragazzi, che poi lei ha utilizzato proprio come brano-chiave del suo nuovo disco. La sua partecipazione al progetto Campana rientra quindi in quest’anno di lavoro a stretto contatto ma, come dici tu, non ho utilizzato e pensato a Nada in quanto lei e in quanto ospite, ho pensato alla sua voce, che è una sorta di entità autonoma, per "La sera di fiera", perché è una poesia molto intima e delicata ma anche molto crudele. C'è la solitudine dei luoghi affollati, ma ci sono anche le stelle e la poesia della notte: chi meglio di Nada poteva restituirci queste immagini e queste impressioni? E’ forse uno dei momenti più emozionanti del disco. Certamente per me.

Quella di Nada non è, però la sola voce recitante presente nel disco, c'è un altro prestigioso ospite che ha donato la sua voce e il suo accento straniero a "Il russo", si tratta del musicista e produttore australiano Hugo Race. Com'è nata l'idea di affidare a lui questo recitato?

L'idea degli ospiti, come detto, non è intesa in senso tradizionale. Race, a suo modo, come Nada, è una "voce" che porta con sé un preciso immaginario e un ampio mondo. Sono voci interiori, quelle di Campana. Cosi le ho intese, come dialoghi tra il poeta e la sua Musa, oppure con le sue Ossessioni. Nello specifico, Hugo di fatto interpreta Il Russo, questa figura drammatica che Campana incontrò in una delle sue numerose degenze psichiatriche e il suo accento straniero rende bene la sensazione di straniamento che è propria del racconto dei Canti Orfici.

Chiuderei il discorso passando alla dimensione live. Ovviamente, credo, non ti sarà possibile avere con te tutti questi preziosi contributi, ricordo per altro la presenza nel disco anche di Cesare Basile oltre ovviamente ai già citati Sacri Cuori, ma penso che queste canzoni siano così belle da poter funzionare alla perfezione anche in dimensione "light". Con che tipo di formazione porterai in giro questo lavoro? Hai già date imminenti da segnalare?

Le canzoni sono strutturalmente semplici ed essenziali, come si conviene alla poetica dei Canti Orfici, ma intorno abbiamo costruito con Tesi e Sacri Cuori molta bella musica che vorremmo proporre al pubblico per com’è stata concepita. Questo per dirti che no, non è prevista una versione light, ma che presenteremo lo spettacolo solo quando ci saranno le condizioni per farlo integralmente. Del resto la storia "dietro" al disco come ti dicevo, è, oltre a quella di Campana e della sua poetica, proprio l'incontro tra Tesi e Sacri Cuori, tra due mondi sonori che mischiandosi hanno creato questo sound che è nel disco che tutti riteniamo molto personale e originale. Non è canzone d'autore, non è folk, non è rock o roots. È Poesia Europea Musicale Colorita, come diceva Campana. Sarebbe un peccato non riproporla per ciò che è.

Allora, cari lettori, tutti presenti all'Unaetrentacinquecirca di Cantù, questa domenica 8 maggio, per la presentazione del disco “Un mistero di sogni avverati – Massimiliano Larocca canta Dino Campana”.

Massimiliano Larocca
Massimiliano Larocca