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CD vs Vinile vs liquida: siamo seri ed usciamo da questa inutile guerra

Pubblicato il 31/05/2017

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Marco Maria Maurilio Bicelli

Recentemente ho notato un vecchio articolo di un importante sito, era stato condiviso su Facebook da un mio amico, amante dei vinili. È stata la scintilla: la goccia che fa traboccare il vaso. Insomma è anche ora di dire BASTA!!!

Non perché non si voglia dialogare, quanto perché il dialogo ad oggi non sembra proprio possibile. Basta un giretto online e si scopre che tutti sono super esperti in qualsiasi campo, ma quante volte queste conoscenze sono provate sul campo? Quante volte queste conoscenze sono state verificate?

Purtroppo quando non c’è dialogo si comprende subito che queste competenze tanto millantate, sono in realtà completamente assenti.

A parlare spesso sono persone che non ascoltano abbastanza musica … sono occupate, troppo occupate a scrivere circa il loro sapere (ovviamente su Facebook, nessuna rivista o quotidiano serio li considererebbe)

A parlare spesso sono persone che non vanno nemmeno ad un concerto … ma se manca il riferimento assoluto dello strumento e degli strumenti come è possibile giudicare? Ed allora sempre su Facebook leggiamo moltissime amenità tutte riferite ad un io egocentrico.

Onestamente si potrebbero scrivere varie altre sfaccettature del problema, tuttavia non è il punto focale dell’articolo che sto scrivendo.

Dicevo che ho letto un vecchio articolo in cui si leggono 10 motivi per ascoltare il vinile e 10 motivi per cui non ascoltarlo.

È stata la goccia! Onestamente non se ne può più: siamo nel 2017 e credo che ad oggi uno possa scegliere quale formato ascoltare.

Purtroppo la situazione è ben più grave di quanto si creda: in pratica è una guerra, ed in guerra non ci sono mai vincitori, ma sempre e soltanto dei vinti.

È una guerra perché c’è chi si augura la totale morte del CD o della liquida, proprio come in guerra si spera nel totale annichilimento del nemico.

È una guerra perché c’è chi si sente superiore perché è di una certa fazione, proprio come in guerra dove le campagne di sostegno puntano sulla buona e giusta causa del proprio fronte, ed al contempo dipingono il nemico come un essere assolutamente malvagio e perverso, anzi solo il suo annientamento potrà salvare il mondo.

E non servono 10 lauree per accorgersene, basta farsi un giretto su Facebook e sull’internet per comprendere questi due idiozzie… perché scusate: la guerra è da idioti, e solo degli idioti potrebbero sostenere le posizioni di guerra.

Il problema è che ad oggi in modo inequivocabile una delle due fazioni ha più liquidità, e può permettersi una guerra psicologia ed una campagna di sostegno migliore. Ed allora fioccano gli articoli di giornale e le pubblicità semi occulte in radio.

In radio se ne parla ancor di più, proprio qui si può notare come il famoso discorso circa l’”Essere Migliore” è in realtà un monologo, basato per lo più su concetti extramusicali, ignoranza delle possibilità tecniche dei formati e bieche invenzioni.

L’”Essere Migliore” è volutamente virgolettato e maiuscolo… lo riprenderemo successivamente.

Ora dedichiamoci ai 10+10 punti che ho letto in quell’articolo. Ovviamente con relativi commenti ed un incipit che denota la pura ignoranza (voluta o non) di chi ha scritto.

L’articolo si propone come neutro, non vuole schierarsi… per lo meno questa è la dichiarazione dell’autore… peccato che quando parlando di musica liquida fa riferimento ai soli MP3 e Spotify, abbia automaticamente dimostrato il contrario. Perché non citare i formati loseless? Perché citare l’MP3 che suona male e perché citare un servizio online fortemente dipendente dalla connessione? Probabilmente perché se citasse i formati loseless dovrebbe citare i formati PCM, DSD e DXD che al livello attuale sono quelli tecnicamente migliori e che permettono una registrazione completa della gamma dinamica di uno strumento, con buona pace di due formati dotati della metà della gamma dinamica di oggi.

Tuttavia non sono qui a decantare le lodi della liquida, lodi tecniche più che altro. Scendiamo nell’analisi dei 10 punti.

1 Un buon LP suona meglio di un CD

E se facessimo un confronto tra un buon LP ed un buon CD? Non è che scopriremmo che suonano bene entrambi? È come voler assumere il formato MP3 quale rappresentante della liquida: se viene fatto o si è in malafede, o semplicemente non si ascolta musica.

2 Con un LP si ascolta un album dall’inizio […]

Come se ciò non fosse possibile con gli altri formati… basta amare la musica ed il CD lo si ascolta dall’inizio, come anche un album in formato liquidio (basta un doppio clik sulla prima traccia). Tra l’altro se non sapete che posso alzarmi e cambiare traccia anche su un LP… allora non sapete manco come è fatto e stampato il disco nero di cui tanto parlate… certo è più macchinoso rispetto al comodo controllo remoto del CD, ma questo non toglie che non si possa ascoltare un LP dall’ultima traccia alla prima.

3 Con un LP si pratica una vera e propria esperienza d’ascolto così come l’ha concepita l’artista. Non è possibile infatti ascoltare un vinile in mobilità, dobbiamo metterlo sul giradischi, farlo partire, metterci seduti, e dedicare la nostra attenzione solo all’ascolto.

Questo punto meritava una citazione per intero… semplicemente è dotato di una dose imbarazzante di “Violenza Invisibile”. L’autore non ci dice infatti che tutto ciò è possibile farlo anche con un CD o con un FLAC. Un CD dobbiamo metterlo nel lettore, digitare “play”, sederci e dedicare la nostra attenzione solo all’ascolto. Un formato liquido dobbiamo selezionarlo nel nostro player, digitare “play” (o doppio clik), sederci e dedicare la nostra attenzione solo all’ascolto. Mmmh qualcosa non torna… è possibile ascoltare musica anche senza vinile. Tra l’altro resta valido il fatto che anche in un vinile posso cercare una traccia o posso saltare da una traccia all’altra; come resta valido che un album posso ascoltarlo dall’inizio alla fine anche su CD o su formato liquido.

4 L’aspetto rituale dell’ascolto di un LP favorisce un più profondo apprezzamento della musica.

Onestamente quando si è in campagna si cerca di abbellire la propria fazione. Se per ascoltare musica avessi bisogno della ritualità, onestamente mi preoccuperei.

5 C’è un sacco di musica che esiste solo in vinile.

Come se le ristampe e le digitalizzazioni non esistessero… tuttavia se consideriamo la giovine età dei formati digitali, mi viene da considerare tale affermazione quale banalità posta in essere solo per scrivere un punto in più.

 6 Andare in un negozio di dischi in vinile è un’esperienza eccitante […]

Perché ovviamente andare dove si vendono CD non DEVE esserlo… mi ricorda la vignetta in cui un PC gamer intimava ai consolle gamers di smettere di divertirsi.

7 Qui ne faccio un abstract: essenzialmente dice che per andare a comprare un vinile si deve prendere la macchina, cercare parcheggio etc… per fortuna ammette che questo deve essere fatto anche per un CD. Aggiungo un paio di cosette… shop online: si comprano anche vinili, mica solo CD.

Purtroppo il giornalista aggiunge che si apprezza di più rispetto allo scaricare gratis la musica… atto comunque spesso legato alla pirateria, e perciò sconsigliabile di per sé. Peccato che tralasci lo scaricare musica in modo legale da apposite piattaforme di vendita.

8 Le copertine degli LP sono bellissime.

Vero, ma questo è un aspetto psichico di poco conto, dato che un ricambio generazionale potrebbe pensarla anche diversamente.

9 per goderci l’artwork e leggere i testi delle canzoni (quasi sempre) non dobbiamo infocare gli occhi.

Come se online non esistessero i testi (pure tradotti).

10 Altro abstract: il Vinile aumenta il valore e diventa collezionismo, un file no.

La musica l’ascolto e la vivo, mica la devo collezionare.

 

Bene abbiam visto che questi 10 punti sono delle autentiche *********.

L’unica cosa seria che si potrebbe dire è che un buon ascolto su vinile costa di più rispetto ad un buon ascolto su CD. Per i CD ci sono i lettori, o ad oggi le meccaniche direttamente collegabili ad un DAC. Per i vinili ci sono: testina, braccio, piatto, phono. Sono elementi da scegliere con accuratezza e da tarare, oltre al fatto che per prenderli buoni costano pure parecchio.

 

Passiamo ai secondi dieci punti per cui non ascoltare un vinile.

1 La riproduzione può essere affetta da rumori e scricchiolii.

Basta pulire i vinili e tenere pulito tutto il resto.

2 Il vinile è un prodotto fragile e delicato, si graffia facilmente

Che il disco non sia il disco del Discobolo mi pareva evidente… ma non è che un CD non si graffi.

3 Il giradischi va opportunamente settato

Vero ma non servono ore per settare un giradischi.

4 I dischi in vinile vanno puliti ogni volta prima dell’ascolto.

Si e no, dipende dai prodotti che usate… noi su Estatica abbiamo provato DYVINIL e la sua azione perdura nel tempo.

5 periodicamente i dischi vanno lavati con un opportuno macchinario.

Vero solo in parte, DYVINIL permette di attuare la pulizia solo una volta l’anno o due.

6 La puntina è soggetta ad usura e va periodicamente cambiata.

Vero, ma diciamo anche quanto dura una testina: circa 2000 ore, il che vuol dire un cambio ogni anno e mezzo con ascolti quotidiani di 4 ore ciascuno.

7 Gli LP vanno tenuti in ambiente domestico […]

Perché d’altronde i CD li ascolto in garage mentre il computer per la liquida è nel capanno degli attrezzi… “ma mi si faccia il piacere!”

8 Una collezione di LP occupa parecchio spazio.

Questo è forse l’unico vero appunto che si possa fare ad un Vinile.

9 Abstract: non tutti gli amplificatori hanno uno stadio PHONO.

Ci mancherebbe altro, preferisco i PHONO standalone.

10 Ok inutile l’abstract perché avere gli attacchi di nostalgia non è inerente al discorso: le emozioni stanno nella musica NON nel supporto.

 

In pratica se ci si pensa su in modo indipendente dalla guerra in atto… si potrebbe scoprire che:

1 La musica è il fattore importante sine qua non esisterebbe un intero mondo.

2 L’hi-fi come fine è la morte della musica, e con essa dell’umanità.

3 l’hi-fi è il mezzo tramite cui ascoltare la musica, ascoltabile sul proprio impianto e supporto preferito.

 

Da 20 punti a 3 punti cardine.

Il problema è questo: la guerra fa perdere il contatto con la musica.

La guerra fa prendere contatto invece con quello che è un mostro: L’”Essere Migliore”. Questa entità è ciò che di più grave ha inventato l’umanita, che proprio in nome di un Essere Migliore a perpetuato guerre e stragi. Questo perché l’Essere Migliore richiede di divenire l’unico Essere, e per farlo necessita che tutto il resto diventi Non Essere. Ed allora NON si ascolta musica da CD o da liquida, ed allora alcuni formati NON sono musica e così via. Addirittura c’è chi si considera un essere umano migliore di altri solo perché ascolta da vinile…

A noi la scelta verso quale direzione andare: Vita o Morte?

Personalmente scelgo la Vita, scelgo la Musica, scelgo di farmi emozionare dalla Musica indipendentemente dal supporto.

 

Fabrizio Pucci

Penso che le guerre di formati dovrebbero fare parte del passato.
Come una volte c'era le guerre tra generi, perchè c'erano dei generi ben separati, c'era il rock, il punk, il metal, il jazz, ecc. con molte persone che ascoltavano solo pochi generi Ora la musica è crossover e oltre-genere, la purezza degli stili ha lasciato spazio all'argamento degli orizzonti, anche per ovvie questioni di non continuare a suonare (e ascoltare) sempre le stesse cose.

Oggi viviamo in un crossover di supporti, e per me è impensabile probabilmente sceglierne solo uno.

Ci sono le nuove generazioni che spesso scelgono solo la strada più facile, quella dell'ascolto con cellulare e spotify. Facile perchè ha una spesa fissa, non bisogna sbattersi a cercare il materiale. E' una strada semplice ma che dona anche meno soddisfazioni.

Una volta si stampavano molte più foto. Ricordo le ore passate a riguardarmi le stampe con soddisfazione. Ora con la digitale, non si ha neanche il tempo di guardarle una volta su schermo. Se ne fanno troppe. Spesso non si ha neanche la voglia di dedicare il tempo a copiarsele su un disco di backup... Non gli si dà più importanza.

Troppa musica shakerata nel frullatore di Spotify fa male, non fa capire, toglie il godimento.
Per approfondire il mio pensiero sull'argomento vi rimando all'articolo "Vinile, cd / blu-ray, musica liquida e streaming".

 

Ivano Russo

Provo a inserirmi anche io in questo “dibattito” lanciando una provocazione: come mai negli ultimi anni è stata data una così forte visibilità al vinile dai mezzi di comunicazione quali radio, TV, quotidiani, Internet e perfino nei films e nei cartoni animati, dopo tanti anni in cui questo supporto sembrava sopravvivere solo negli impianti degli audiofili più “tradizionalisti” e solo nei ricordi nostalgici degli ascoltatori “over 40”?

La risposta che mi viene in mente è anche la più ovvia: il disco in vinile è l’unico supporto per la musica che non sia perfettamente duplicabile e quindi è l’unico che si possa ancora “vendere” in questi ultimi anni in cui le vendite dei CD Musicali sono letteralmente crollate, senza la contropartita di un reale incremento nelle vendite di musica in formato “liquido”.

E’ infatti innegabile che i supporti fisici CD, DVD, Blu-Ray, SACD e tutti i files audio digitali definiti comunemente “musica liquida” (indifferentemente in formato compresso, lossless o ad alta risoluzione), possano essere duplicati al 100% in maniera più o meno facile mediante attrezzature informatiche ormai alla portata di tutti.

Non dobbiamo inoltre dimenticare che tranne le generazioni più giovani, molti altri potenziali acquirenti prediligono ancora l’acquisto di un supporto fisico, sia per la percezione del possesso del bene acquistato, sia per una questione di puro collezionismo.

Ecco allora che il rilancio del vinile diventa la soluzione più semplice per “tamponare nell’immediato la falla”, in attesa magari che si imponga un nuovo supporto “Super Mega Ultra Audio Disco”, casualmente impossibile o molto difficile da duplicare e che ovviamente garantisca la qualità che “tutti” cercano: la pura perfezione e fedeltà nella riproduzione dell’audio; poco importa se poi la maggior parte di “queste persone” non disporrà di un impianto neanche sufficiente per distinguere un file compresso MP3 da un file ad alta risoluzione DSD.

Concludendo, secondo me non ha senso alimentare questa diatriba; personalmente ascolto e colleziono musica praticamente in tutti i formati disponibili e pur non facendomi mancare di tanto in tanto qualche nuova uscita in vinile purché proposta ad un prezzo equo (non le solite riedizioni carissime di materiale già inciso a suo tempo), ultimamente mi sto indirizzando nuovamente ai CD audio che finalmente sono diventati molto più convenienti del passato, mentre opto per i files ad alta risoluzione soltanto quando sono in offerta sui vari Stores su Internet.

Non sono infine d’accordo con la recente scelta delle case automobilistiche di non includere più il lettore CD nelle nuove autoradio, lasciando solo la possibilità di inserire penne USB o schedine SD.

Questa scelta avrebbe senso solo se fosse possibile acquistare la musica anche su questi supporti, mentre la realtà è ben diversa; da ora in poi chi non sarà “pratico” di musica liquida di fatto verrà escluso dalla fruizione di musica che non sia quella della radio, e poi volete mettere la “soddisfazione” di comprare un CD, scartarlo e ascoltarlo in anteprima in auto durante il ritorno a casa?

Dal film Arancia Meccanica di Stanley Kubrick
Dal film Alta Fedeltà di Stephen Frears (tratto dall'omonimo romanzo di Nick Hornby)
Argomento: Musica