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GIRADISCHI: TRA MITO E REALTA'

Pubblicato il 05/01/2019 - Last updated: 06/01/2019


È il 2019 e cercavo un argomento decente con cui iniziare l'anno... l'ispirazione mi è giunta aiutando un paio di ragazzi col giradischi. Nel 2019 siamo ancora qui a parlare del disco nero. Suona meglio? Onestamente non ce ne frega una belleamata fava di niente del meglio o peggio; ci interessa che delle operazioni di base oggi sono viste come complesse.

Il problema è che la vecchia guardia, che potrebbe oramai essere cambiata in toto dato che non si ricorda più il significato della parola Musica, è troppo concentrata ad accusare i giovani di non amare la Musica, oppure troppo concentrata nei selfini di autoglorificazione del loro fottutissimo impianto o del loro udito da pipistrello della terza giovinezza.

 

Detto ciò se siete di questa risma smettete pure di leggere tanto di qui in poi parleremo di banalità. Se siete della vecchia guardia, ma non vi siete sentiti insultati sappiate che l'articolo servirà solo ai newby che mai hanno avuto un giradischi (PARTE II esclusa), se non magari da piccoli. Qualora faceste parte di questi... ragazzi l'articolo è scritto per voi: vedremo le parti fondamentali senza perderci nelle sottigliezze tecniche. L'obiettivo è che letto questo scritto abbiate le idee più ordinate... non chiare; solo ordinate.

 

PARTE I: QUALE GIRADISCHI SCEGLIERE

La risposta sembra semplice: il migliore per il vostro budget! Bene se avete avuto risposte del genere fate pure il dito medio a chi vi ha propinato una stupidaggine più grossa della terra stessa. Ci sono svariati giradischi ottimi in tutte le fasce di prezzo. La moderna produzione non è esente da difetti: in media si può considerare che almeno 10 pezzi su 1000 escano dalla fabbrica con qualche difetto più o meno grave... ovviamente ad un prezzo minore corrisponde una probabilità di difetto maggiore.

La mia filosofia è che l'importante è iniziare, ma col piede giusto. Il che vuol dire che tra i moltissimi giradischi è necessario scegliere anche un poco col gusto estetico: tra questi andrete poi a scegliere quello che suona meglio... per voi, non per chi vi scrive. Questa massima è giusta sia che spendiate 300€ sia che ne spendiate 10000 o più.

Ovviamente non è l'estetica a dover decidere tutto... molte inchiappettate sono molto belle a vedersi.

Ma districhiamoci essenzialmente in due macrocategorie che ci interessano: tipo di telaio e tipo di trazione.

IL TELAIO può essere flottante o rigido. Entrambe sono ottime soluzioni per assorbire le vibrazioni esterne la prima tende a separare totalmente il giradischi dall'ambiente esterno; la seconda invece cerca di annullare le vibrazioni con una massa molto elevata, che necessita di forze maggiori per essere disturbata. Ovviamente online troverete vari giradischi con soluzioni artigianali che uniscono entrambe le tipologie... occhio perché spesso sono delle carote molto grosse e lunghe.

Soprattutto quando il budget è basso (attorno alle 300€) viene spontaneo buttare un occhio sull'usato... soprattutto su FB aleggia l'idea che i giradischi di un tempo fossero migliori di quelli di oggi... alcuni lo sono, ma solo se sono stati nel tempo manutenzionati, diffidate delle manutenzioni che si limitano a cambiare il plinto (la base) ad un giradischi del passato, chiedete cosa è stato manutenzionato.

Qualora invece stiate valutando solo il nuovo sappiate che in questa fascia ci sono molti difetti e problemi, ma per iniziare va più che bene.

LA TRAZIONE in questo caso può essere diretta o a cinghia. Quella diretta vede il motore direttamente collegato al piatto... solitamente fare un buon gira con questa tecnologia vuol dire mettere sul mercato un giradischi che costi più del classico millino, ma se siete o volete fare i DJ, c'è poco da fare: il giradischi deve essere a trazione diretta altrimenti non riuscirete a fare nulla.

Sotto il classico millino è infatti consigliabile scegliere un giradischi a cinghia perchè il motore andrà a trasmettere al piatto solo il moto, portato dalla cinghia; i trazione diretta soffrono infatti le vibrazioni dei motori ed è necessaria una progettazione ad hoc per far si che il motore non trasmetta vibrazioni indesiderate al piatto... detto questo se trovate un Technics SL1200 MK2 a meno di 500€ nell'usato... fateci un pensierino. È vero che i nuovi sono nettamente migliori, ma superano tutti il succitato millino.

 

PARTE II: SOTTO IL GIRADISCHI

Se non avete mai sentito di ammenicoli da mettere sotto il giradischi, siete newby e scoprirete un mondo altrimenti impensabile. Se ne avete già sentito parlare e magari disquisito con esperienza sappiate che se siete insoddisfatti è perchè vi hanno preso in giro.

La base sotto il giradischi serve a qualsiasi giradischi, ma c'è da dire che minore è il costo del giradischi, maggiore è l'effetto benefico di questa (ovviamente non sto dicendo che renderà il vostro giradischi da 300€ pari ad uno da 3000€). Essenzialmente nei giradischi che costano meno c'è da dire che da qualche parte si risparmia. Nei flottanti si risparmia anche nei dispositivi che “isolano” (meglio disaccoppiano) il giradischi dal resto del mondo... andare ad aggiungere una base permette di aiutare il giradischi a separare il piatto ed il braccio dalle vibrazioni ambientali... il meglio si ottiene posizionandolo su basi flottanti. Quelle presenti sul mercato solitamente sono discretamente costose, ma se siete dotati di inventiva sappiate che la storia umana è piena di ottime idee per disaccoppiare qualcosa da qualcos'altro.

Ovviamente il risparmio si attua anche sui giradischi a telaio rigido... in quelli “a basso costo” (le virgolette sono d'obbligo uno stipendio non è basso costo) si va a risparmiare sul peso del telaio; avremo così telai abbastanza pesanti, ma che potrebbero dare dio più se posizionati su una base idonea. Siccome siamo “povery” dobbiamo optare per una soluzione che non sia proposta a migliaia di euro: possiamo reperire nella storia umana valide idee... o possiamo reperire sul mercato vari dispositivi che vanno dai 50€ ai circa 1000€ che permettono di disaccoppiare il giradischi dall'ambiente... oppure di accoppiarlo ancora di più. Si può trattare del “banale” pezzo di pietra (marmo, pietra serena, granito in ordine di efficacia) oppure di un sistema più sofisticato di piedini pneumostatici come quello che ci ha fatto recensire Ladysound.

Qualora voleste spendere meno sappiate che MDF e sughero fanno un lavoro strepitoso (assieme si mangiano oltre il 60% delle vibrazioni, con buona pace delle soluzioni commerciali), se volete soluzioni più esaltanti dal punto di vista costruttivo... datevi da fare che le soluzioni possibili hanno anche più di 5000 anni di età.

 

PARTE III: LA TESTINA

Aiuto! Che testina scelgo? Eheh anche qui quelli del partito “il meglio per” sono presenti... bene salutateli cordialmente... tanto oramai hanno capito il concetto ;)

Il fatto è che non ho incontrato testine che mi facessero schifo... ho sempre incontrato testine che mi piacevano o testine che non mi piacevano, nonostante suonassero benissimo.

Il problema è che a differenza del giradischi qui l'estetica centra poco... bisogna scegliere la testina che piace... ed è un viaggio che nessuna recensione potrà risolvere.

Le testine sono essenzialmente di due tipi (lo so professorini ci sono anche quelle due laser... ma che senso ha parlare di testine che assieme al loro phono vengono 6000 cucuzze, quando magari il gira di cui stiamo parlando costa meno di 1200€?): le MM e le MC. Le seconde necessitano di più cure rispetto alle prime... se siete alle prime armi non pensateci nemmeno un secondo: andate di MM ed iniziate felici. Quali sono le migliori? Sappiate che le testine MC costano di più... ma sono anche più richieste sul mercato, sono prodotte in numeri minori e richiedono maggiori cure e spese anche nel phono. Le MM oramai van bene su qualsiasi braccio, per le MC dovrete valutare il peso della testina ed scegliere in base al peso e risonanza del braccio (anche per queste alcune aziende stanno proponendo bracci tanto validi da rendere decisamente meno sbatti la questione... tanto sono tutti su giradischi da oltre 3000€ fatevene una ragione).

 

PARTE IV: IL PHONO

Tanto sono pelato … no no non sto scherzando una volta mi è capitata questa risposta di spirito … era un newby e con una battuta mi stava facendo capire che non aveva capito un cacchio di quello che stavo dicendogli.

Allora … dovete sapere che dalle testine fonografiche il segnale esce sbilanciato (affronteremo in altra sede) e a bassissimo voltaggio. Perciò deve essere opportunamente amplificato prima di essere direzionato ad un preamplificatore o ad un amplificatore integrato. È per questo motivo che su alcuni prodotti abbiamo l'ingresso phono: serve per il giradischi, anche se ad onor del vero dobbiamo sottolineare come ci siano ad oggi dei giradischi integrati che grazie ad un phono onboard permettono di collegare il giradischi a qualsiasi ingresso RCA. Il phono è perciò uno scatolotto che grazie ad un circuito andrà ad amplificare il segnale del giradischi. Sappiate però che non ha solo questa funzione: serve anche per ribaltare la funzione di attenuazione RIAA (anche qui se ci mettiamo a contare tutte le funzioni esistenti ad oggi superiamo le 150). Questa funzione, detta in parole povere, permette di “registrare” (meglio incidere) musica su un vinile creando solchi adeguatamente piccoli... altrimenti verrebbero enormi e su un 33 giri starebbero si e no un paio di canzoni.

Queste due funzioni del phono sono dei sine qua non è possibile ascoltare un vinile.

Passiamo ora a capire quale prendere... se dovete spendere poco sappiate che uno vale l'altro e per un gira da 300€ non mi preoccuperei né di montarci una testina dal costo superiore al centone, né tantomeno di accoppiarci un phono più costoso del classico centone... come dicevo all'inizio l'importante è iniziare col piede giusto... ed il piede giusto è quello di iniziare senza esagerare.

 

PARTE V: SETTARE IL GIRADISCHI

Ed ecco qui la parte dove il classicone della vecchia guardia si fa letteralmente sfanculare dal novellino. Bisogna essere semplici.

Bene allora incominciamo a non preoccuparci troppo del SRA o dell'Azimuth. L'SRAè roba da audiofili. L'azimuth è decisamente più importante perchè permette alla testina di leggere con pari intensità entrambi i canali... ma qui sappiate che i costruttori vi vengono in aiuto e ritengo impossibile montare una testina sbagliando l'azimuth della stessa, a meno di montarla storta... ma non ne capisco il masochismo.

Le regolazioni essenziali sono:

ALTEZZA DEL BRACCIO: non tutte le testine sono uguali il braccio va alzato o abbassato in base alla testina... fate sempre riferimento al manuale del vostro giradischi per ottenere la posizione corretta del braccio. Ci sono giradischi che permettono una regolazione dell'altezza tramite ghiera tarata, oppure giradischi che non permettono ciò; la regolazione sui secondi è meno precisa, ma si può tranquillamente fare. Semplicemente dovrete mettere un disco, spostare il braccio in modo tale che la puntina tocchi i solchi a bordo disco (motivo per cui dovete avere una grande attenzione dato che con un movimento brusco salutate la vostra nuova testina), svitare il braccio ed alzarlo fino a che questo si trovi parallelo al disco. Avete gli occhiali e siete orbi come il sottoscritto? Bene non c'è motivo di preoccuparsi, dato che ce la faccio io potete farcela anche voi: i nostri occhi hanno risoluzione inferiore al millimetro e se concentrati possiamo combattere pure l'astigmatismo.

IL FATIDICO PUNTO ZERO: ragazzi si chiama così perchè la sommatoria delle forze è pari a 0N... nulla di preoccupante o complesso le prime volte ci si impiega un'oretta... poi pian piano arriverete a trovare il punto 0 in pochi minuti. Essenzialmente in questa posizione il braccio deve essere parallelo al piatto e deve essere in equilibrio... perciò la testina non eserciterà alcun peso sul disco. Bene detto così fa preoccupare chiunque... sappiate che il punto 0 è il punto di equilibrio del sistema braccio, contrappeso e testina... ne consegue che il braccio in questo punto è per forza parallelo al piatto e che la testina essendo staccata da esso non eserciterà alcuna forza... lo dice la fisica.

Ah sappiate che il punto 0 non cambia nel tempo... la massa è un elemento non costante solo negli esseri viventi... ah bhe no vero cambierà prima o poi anche quella del sistema braccio-testina-contrappeso... sarà quando cambierete testina.

IL PESO DI LETTURA: trovato il punto zero potete trovare il punto in cui la testina andrà ad esercitare un certo peso. Qualora il contrappeso avesse una ghiera usatela! Basta impostare lo 0 appena trovate il punto 0 e poi ruotare il contrappeso fino ad ottenere la grammatura desiderata. Aiutatevi sempre con una bilancina è più precisa della ghiera. Qualora la ghiera non ci fosse non disperate... si riesce comunque ad impostare il peso, solo che la bilancina diventa fondamentale.

Siete agli inizi? Bene va benissimo anche quella fornita assieme alla testina... è imprecisa, ma tanto il peso di lettura indicato è da intendere un punto x attorno al quale i valori sono comunque idonei. Importanti invece sono i limiti (sempre dichiarati): quello inferiore è il minimo peso per tenere la testina ancorata al disco, quello massimo è quello oltre il quale piegate lo stilo.

 

ANTISKATING: quando è in lettura tutto il sistema braccio-testina-contrappeso è mosso dai solchi stessi del disco... anzi dal solco dato che è uno solo a spirale. Su questo sono ovviamente incisi entrambi i canali perciò se vogliamo che siano letti entrambi con la stessa precisione è necessario che la puntina sia esattamente al centro. Ovviamente se tutto il sistema è trascinato dal solco si viene a sviluppare una forza centripeta, questo in pratica comporta il fatto che uno dei due canali verrebbe letto con maggiore intensità. Per controbattere una forza è perciò necessario applicare una forza opposta: l'antiskating. Come va settato l'antiskating? Essenzialmente l'unica risposta possibile è che l'antiskating deve essere impostato in un intorno del peso di lettura applicato dalla testina. Occhio l'intorno ci dice che il valore centrale è quello del peso di lettura, ma che possiamo impostarlo anche in una posizione vicina ad esso, le variazioni dipendono anche dalle condizioni del braccio etc, perciò una buona norma per chi inizia è proprio quella di impostare questo parametro egualmente al peso di lettura.

BENE!!!

Siete quasi pronti ad ascoltare il vostro disco... ci sarebbe solo da affrontare la posizione della testina sulla Shell. Questa solitamente viene naturale da posizionare... solitamente va all'incirca nel mezzo... ora siete pronti ad iniziare il viaggio nella Musica ascoltata da un vinile.

Insomma tutto qui: nulla di complicato, nulla di esoterico e decisamente eseguibile da chiunque... come ai tempi dei nostri nonni.

 

 

Photography by Marco Maria Maurilio Bicelli
Topic: Riproduzione audio hi-fi