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Meganoidi: Intervista del 22/05/2018

Pubblicato il: 22/05/2018


E' da poco uscito l'album "Delirio Experience" dei Meganoidi. Abbiamo fatto qualche domanda a Luca Guercio, che ringraziamo per la disponibilità

"Delirio Experience" esce dopo un lungo periodo di silenzio. Ci raccontate cosa è successo nel frattempo?

Abbiamo continuato a suonare in giro per lo stivale e realizzato anche un cd + dvd live. Poi in modo del tutto naturale mi sono messo a scrivere musica, e con Davide (cantante Meganoidi) abbiamo iniziato a lavorare sui testi: nel giro di una dozzina di incontri è uscito fuori il disco.

Come mai avete scelto questo titolo?

Viviamo in una costante esperienza delirante. Il titolo rappresenta la consapevolezza di ciò e che il caos non può essere controllato, ma spesso puoi riuscire a prevederne le mosse.

Quando è iniziata la preparazione dell'album? Cosa è cambiato rispetto a quelli precedenti?

Abbiamo iniziato nel marzo del 2017 e a luglio avevamo già finito di scrivere il disco. La cosa che è cambiata rispetto al passato è stata proprio la consapevolezza di voler avere dei brani su cui lavorare con una stesura già definitiva e non andare a lavorare sui cantanti dopo troppe sessioni in sala. Siamo partiti praticamente da chitarra e voce per questo album.

I vostri testi sono molto funzionali alla musica, nel senso che sembrano creati sulla musica e non prima. Per questo motivo forse non potrebbero vivere da soli. Cosa ne pensate?

Una canzone non è un testo più la musica, è una cosa unica, proprio come dici tu.

Il tour promozionale dell'album, dopo la prima serie di date, ne ha aggiunte molte altre. Come sta procedendo?

Siamo felicissimi di come stanno andando le cose, il pubblico sta accogliendo questo disco benissimo, lo apprezza e lo canta e si emoziona con noi. Cosa potremmo volere di più?

Ci sono stati dei concerti dove sono capitate delle situazioni particolari che meritano di essere raccontate?

In 20 anni sul palco sono capitate così tante cose che farei prima ad individuare un concerto dove non è successo nulla.

Qual'è il vostro tipo di pubblico? E' cambiato con il passare degli anni?

Il nostro pubblico è cresciuto insieme a noi e si sono aggiunti tanti nuovi amici che hanno iniziato a seguirci dai dischi successivi. Noi abbiamo un rapporto estremamente diretto con chi ci segue, li ascoltiamo attraverso i canali social, ma soprattutto dove non si può barare raccontando balle, ossia davanti ad una birra alla fine del concerto. Chi ci segue sa benissimo che con noi il confronto è apprezzato e soprattutto ci aiuta a fare meglio il nostro mestiere.

Come è mutata Genova, che è la vostra città natale, dal punto di vista musicale, dai vostri esordi fino ad oggi?

Genova è da sempre una città dove la musica e la comunicazione artistica è viva, quindi saranno pure cambiati i generi negli anni e continueranno a farlo, ma l'attitudine è questa.

La tromba da sempre vi caratterizza, rispetto agli strumenti classici della musica rock, chitarra, basso, batteria. Avete mai pensato di introdurre altri strumenti "particolari"?

Gli strumenti musicali sono degli “strumenti” per ottenere un risultato, in questo caso musicale. Di sicuro in futuro mi piacerebbe utilizzare degli archi in qualche brano, ma già in Delirio Experience, nel brano Gocce, è stato inserito il pianoforte, suonato da Filippo Cuomo Ulloa.

Come vi trovate nei mutamenti del mondo musicale, che si sta spostando sempre più verso lo streaming?

Finché la gente ascolterà musica non ci preoccuperà il modo in cui lo farà.

Per il momento vi godete questo nuovo album, oppure siete già proiettati su nuovi progetti?

Sicuramente non faremo aspettare 6 anni prima uscire con un nuovo lavoro. E' un ottimo periodo a livello creativo.


Meganoidi
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