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Recensione
Pubblicato il 06/05/2001 - Ultimo aggiornamento: 07/01/2009

I K fanno parte di quei gruppi che sono stati considerevolmente influenzati dalla scena grunge degli anni '90 da cui in parte riprendono la contrapposizione tra malinconia ed energia, tra la voglia di fare e l'aria da eterni perdenti. Il gruppo suona con l'attuale formazione dal 1997 e questi anni spesi a suonare in giro hanno senz'altro contribuito ad oliare la loro macchina sonora.
Il mini cd omonimo è autoprodotto e contiene 5 brani di qualità omogenea, cantati in italiano. Qua e là affiora qualche sprazzo di influenza un po' più marcata. Parlando di gruppi della nostra penisola. a me in alcuni punti hanno ricordato gli Afterhours ("Immobilità") e in altri i Six minute war madness.
Pur non cercando di mettere qualche elemento un po' più innovativo rispetto ai canoni del genere, il cd si mantiene su una qualità buona e potrà senz'altro essere apprezzato da chi segue le sonorità rock post grunge. Anche i testi sono nella media e cercano di dipingere delle sensazioni, più che raccontare storie compiute.

K - K

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K

Cd, 2000, Autoproduzione
Durata totale: 23:56

Genere: Rock, Grunge, Grunge

Brani:

  • 1) Realtà
  • 2) L'assedio
  • 3) La fine delle vanità
  • 4) Immobilità
  • 5) La crisi

Informazioni tratte dal disco

Prodotto da Massimo Trisotto

Formazione

Silvia Secco: chitarra
Marcello Pillitu: chitarra
Andrea Maschio: voce
Luca Brumurelli: basso
Davide Anima: batteria