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Andrea Tarquini: Intervista del 08/03/2016

Pubblicato il: 08/03/2016 . Ultimo aggiornamento: 22/07/2017


Andrea Tarquini nel 2013 ha pubblicato "REDS! Canzoni di Stefano Rosso", un album completamente dedicato al cantautore romano scomparso nel 2008. Ora si appresta ad uscire con un nuovo lavoro, questa volta di inediti.

Stai realizzando una campagna Musicraiser per raccogliere parte dei fondi per il tuo primo album di inediti. Perché hai preso la decisione di utilizzare questa possibilità, rispetto alla ricerca di una etichetta?

Non ho preclusione verso chi fa questo mestiere in maniera più ufficiale o organizzata e non escludo che qualcuno possa "salire sul nostro carro in corsa". Di certo insieme ai professionisti con cui lavoro abbiamo idee chiare sia su ciò che possiamo fare con la certezza del risultato e restando credibili, sia di ciò che ci piace fare, (e perché no) di ciò che il mercato ascolta. Per questo penso che la produzione nei suoi aspetti più artistici e stilistici sia qualcosa che nel mio caso debba avere una continuità con quello che ho sempre fatto, anche facendo dei cambiamenti rispetto al passato. Questa continuità è parte della scrittura, un processo che parte dall'inizio e quindi andare su una scelta diversa potrebbe interrompere questa coerenza stilistica.
Per quanto riguarda Musicraiser ed il crowdfnding io credo uno dei primi effetti di questo meccanismo, oltre a quello economico, sia la fidelizzazione di un rapporto col pubblico che diventa più stretto. Si produce un'aspettativa che prima non c'era.

Come hai fatto a ricevere consensi da persone come Fausto Brizzi, Francesco Bianconi e Antonio Manzini? Un registra, un musicista ed uno scrittore: non male come sponsor!

Ci siamo limitati a pubblicizzare gli endorsement più noti, ma a questa lista potrei aggiungere anche Bobo Craxi che è un esperto di canzone d'autore, fu amico di Dalla e Pino Daniele, è un ottimo chitarrista, oppure potrei citare Carlos Spottorno, illustre fotografo madrileno che qui da noi magari è meno conosciuto ma in Spagna è apprezzatissimo. Beh innanzitutto nella vita non ho fatto solo il musicista e il cantautore ma vengo da una lunga storia di produzione cinematografica e televisiva, quindi molte amicizie derivano da quei trascorsi professionali. Poi da ragazzo facevo l'Accademia di Belle Arti e quindi anche il mondo dell'arte contemporanea è una realtà che in qualche modo mi riguarda e che ho continuato a frequentare seppure non a fondo. Inoltre Bianconi è coautore di un paio di brani che saranno nel disco, e se non sbaglio come me ha fatto il liceo artistico…. la vita è fatta di cicli… e cerchi che poi chiudi.

Molto interessante questa cosa che mi hai detto, apprezzo molto i Baustelle e quindi sono molto curioso di ascoltare il risultato di questa collaborazione con Bianconi!
Hai già in mente quale sarà il titolo? I brani hanno delle tematiche comuni?

Sto meditando sulla scelta più classica per un primo album di inediti, ossia "nome e cognome". Per ora è quella più semplice e che mi affascina di più.
Le tematiche più diffuse nel disco riguardano la vita di chi ha 40 anni, ma non c'è solo questo.

La composizione di questi pezzi è recente, o comprende un lungo periodo temporale di gestazione?

Fondamentalmente si parla degli ultimi due anni e mezzo.

Quali sono i cantautori a cui sei particolarmente legato?

Tra gli italiani, Dalla, De Gregori, Conte, Pino e alcune cose di Guccini. Tra gli americani Tim O'Brien, Darrell Scott, Paul Simon, Peter Rowan.

Il tuo precedente album di cover di Stefano Rosso “REDS! Canzoni di Stefano Rosso”, ti ha portato fortuna arrivando tra i cinque finalisti della sezione “Miglior album di interprete di canzoni prevalentemente non proprie”. Visto che sei stato suo allievo, ci racconti qualcosa di lui, che ti è rimasto impresso nella memoria?

La sua estrema semplicità da un lato, dall'altro il fatto che l'autore de "lo spinello" era anche capace di suonare Segovia con la chitarra.
Una grande testa musicale sottovalutata.

Nella presentazione su musicraiser dici "Le storie che canto sono quelle di chi ha 40 anni come me. L'ultima generazione che ha comprato dischi nei negozi". Come vivi questa trasformazione musicale, con nostalgia, oppure cavalchi con curiosità le nuove tecnologie?

Ho un ottimo rapporto con le tecnologie e con le novità, non guardo al passato con nostalgia, ma ciò che del passato rimpiango di più e penso che oggi manchi del tutto è un certo rigore intellettuale nel fare le cose, l'abitudine di informarsi prima di parlare di qualcosa, l'abitudine di studiare per poter fare qualcosa e, specialmente nel nostro paese, credo che manchi la capacità di affidare parte delle scelte a grandi teste che oggi non si vedono coinvolte….e non si sa se non ce ne siano più o se sono semplicemente ignorate.

Perché arrivi proprio ora con un album di inediti e non prima? Non è comune entrare nel mondo musicale in questa età

Tanto per cominciare sono uno splendido quarantenne! :-D

Ah ah, quello non lo mettevo in dubbio!

…. scherzi a parte…. Paolo Conte è diventato celebre a 40, e molti hanno avuto lo stesso destino. La vita è strana e ti mette sotto il naso un mestiere quando questo capita. Diciamo che a 40 anni conto sul fatto che una parte dei gusti musicali del pubblico non siano sufficientemente rappresentati da artisti più giovani e da produzioni diverse.


Andrea Tarquini
Andrea Tarquini