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TEAC A-R650MKII: recensione dell'amplificatore classc style di TEAC

Pubblicato il 06/08/2016 - Ultimo aggiornamento: 14/08/2016


Dopo aver recensito un paio di prodotti dal costo non indifferente, ci rivolgiamo di nuovo ad una fascia di prezzo più accessibile. Vi presentiamo un prodotto non nuovo e che nemmeno monta le ultime tecnologie, tuttavia ha il pregio di suonare bene per il prezzo di 399€: il TEAC A-R650MKII.

non vi preoccupate al momento in cui vi scrivo l’ho già testato.

RINGRAZIAMENTI

Si vuole ringraziare Gregorio Zito di Exhibo per averci permesso di testare questo amplificatore non reference.

Ed ovviamente porgere un caloroso saluto ai lettori.

PACKAGING

IL packaging è come ci ha abituato TEAC ben curato perché se da un lato è protettivo e semplice, dall’altro nella sua semplicità acquista un minimo di belezza.

BUNDLE

Cavo di alimentazione da 2x0.75mm2; controllo remoto con batterie in dotazione; garanzia e manuale per l’utente. C’è poco ma c’è tutto quello che serve per farlo funzionare ed usarlo in modo comodo.

DESCRIZIONE

Mi piace descriverlo come un amplificatore che strizza l’occhio al karaoke, più che altro ciò mi viene imbeccato dalla presenza dell’ingresso microfonico, che ho testato con un banalissimo parlato: “Prova. Prova” dato che le doti canore del sottoscritto rasentano una beltà senza pari.

il case in alluminio nero presenta un frontale ben affollato: sulla sinistra troviamo il ricevitore per il controllo remoto con cui si possono adempiere a varie funzioni; poco sotto troviamo due pulsanti per l’acensione: il primo controlla l’attivazione dell’ingresso per la corrente, il secondo è il tasto di accensione vero e proprio. Sotto questi troviamo l’uscita per cuffie jack 6.3”. Proseguendo a destra abbiamo il controllo per l’attivazione delle uscite speaker A/B, disattivando entrambe il suono uscirà dal jack per cuffie. Sopra questi controlli un grande potenziometro che permette di selezionare l’ingresso desiderato. Al suo fianco il pulsante per l’attivazione del TAPE 2 Monitoring, ovvero la possibilità di ascoltare ciò che si sta registrando. Al centro troviamo i led che segnalano quale ingresso è stato selezionato, due potenziometri per l’equalizzazione di bassi e medi, ed il potenziometro per il balance.  Sotto questi il comodo pulsante che permette la disattivazione del circuito di equalizzazione permettendo al suono di venire direttamente amplificato senza modifiche. Speculare al pulsante di monitoraggio troviamo il pulsante MUTE, parimenti in specularità troviamo il potenziometro del volume, il pulsante loudness, l’ingresso jack 6.3” per il microfono con il suo potenziometro dedicato alla sua preamplificazione.

Posteriormente non troviamo una minor quantità di componenti presenti. Si contano ben 7 ingressi di cui uno PHONO dedicato ai giradischi, troviamo inoltre gli ingressi Tuner per il sintonizzatore radio, CD, AUX 1 ed AUX 2, TAPE 1 e TAPE 2  dotati di ingressi ed uscite per la registrazione del segnale. Sopra gli ingressi si trovano connettori idonei a far comunicare il controllo remoto anche con i lettori CD e musicassette della stessa serie. Al fianco degli ingressi abbiamo una ventolina che entrerà in funzione solo in momenti di surriscaldamento dei FET (non si è mai attivata durante i test). Al suo fianco troveremo i morsetti per i diffusori. Sopra questi si trovano l’ingresso per l’alimentazione e l’uscita di alimentazione verso altri apparecchi.

All’interno a colpo d’occhio si nota il condotto in alluminio utile alla dissipazione dei FET del circuito di amplificazione. Tale condotto separa i canali destro e sinistro in modo da poter considerare i canali in configurazione dual mono. Il circuito è in classe AB ed è ben implementato e costruito per la fascia di prezzo in questione. Nei pressi del potenziometro possiamo notare il circuito di preamplificazione, l’alimentazione è assai classica, ma per il prezzo non si poteva chiedere di più oltre la cura già profusa.

SUONO

Onestamente non è un amplificatore senza difetti, semplicemente per il suono che fornisce è capace di convincere abbastanza velocemente circa la sua bontà.

Un suono che è vero che non è totalmente dettagliato e grande, ma la cui musicalità è indubbia. Maggiormente apprezzabile con diffusori a media o bassa efficienza non fatica a convincere perché sebbene non sia fedele al 100% riesce a ricostruire un suono abbastanza naturale con qualche dettaglio importante, mentre gli altri se non assenti, rimangono in secondo piano. Un amplificatore da un suono completo che non compie tagli di frequenza e che non fatica ad amplificare varie tipologie di diffusori.

Musicale perché senza stancare o annoiare permette di godersi la propria musica ad un costo decisamente accessibile.

La riproduzione dello spazio non è eccelsa ma è ottimamente riprodotta in senso orizzontale, mentre purtroppo la verticalità dell’immagine rimane sconosciuta al A-R650MKII, nulla di grave dato che se ci fosse stata questa dimensione sarebbe stato stupore allo stato puro dato che si parla di un’amplificazione entry level.

La distorsione è all’interno di un parametro accettabile se non si esagera col volume.

Gli ingressi sono puliti, ma devo dire che non sono perfettamente isolati tra loro (unica pecca reale).

L’Ingresso Phono è semplice e ben suonante, certamente non idoneo a giradischi più costosi dell’amplificatore, ma si comporta bene con le testine di tipo MM, ben confrontabile a quegli stadi phono a costo compreso entro i 100€ permette di avere tutto in un solo componente senza spese aggiuntive, soprattutto per chi magari necessita di amplificare un vecchio giradischi rispolverato dal garage o sottratto alla polvere dalla casa di nonni o genitori; allo stesso modo chi volesse rispolverare il proprio giradischi può farlo senza preoccuparsi troppo.

Se il suono ascoltato con i diffusori piace, bocciato invece è quello delle cuffie. Il suono diventa eccessivamente aggressivo e fastidioso, impreciso sporco e senza musicalità; critica pesante per questa uscita, ma credo che chi andrà a guardare questo prodotto non lo farà per amplificarci le cuffie, ma soprattutto credo che chi lo prenda non abbia la benchè minima intenzione di usarlo con un paio di cuffie.

Ho trovato utili i potenziometri di equalizzazione. Ma devo dire che un poco sporcano il segnale, se usati con intelligenza non lo rovinano. Utilissimo il pulsante Direct Line che permette di escludere l’equalizzazione permettendo di avere un suono migliore: più naturale e pulito rispetto a quello ottenuto con le equalizzazioni in uso.

Il pulsante Loudness serve più a chi non può far suonare abbastanza forte l’impianto e a chi vuole qualche basso in più con diffusori di piccola dimensione; con diffusori tower si rischia di ottenere un ingolfamento del suono.

TEST

I test di questi prodotti sono sempre interessanti perché è vero che mostrano i limiti del prodotto, ma è anche vero che permettono di scoprire delle parti decisamente interessanti che permettono al prodotto in questione di suonare a testa alta.

Più efficace all’estremo basso che all’estremo alto risulta capace di restituire una fase abbastanza lineare per lunghi pezzi.

Dotato di una distorsione interessante dato che rimane a bassa per buona parte dello spettro, non riesce ad esserlo altrettanto sulla risposta all’impulso che appare lenta (e spiega giustamente la mancanza di dettaglio).

Importanti e decisive questa volta le misure elettriche, che ci mostrano le motivazioni dei pregi e difetti.

Partendo dalle uscite A e B notiamo 58V di uscita che servono per dare quella potenza in più che l’amperaggio non riesce a dare dato che arriva a 4 A o poco più, mi sono fermato perché decisamente l’amplificatore stava facendo fatica e non volevo stressarlo senza grosse motivazioni.

Prima dicevo fondamentali le misure elettriche perché per quanto riguarda il suono in cuffia i grafici non ci dicono assolutamente nulla, anzi tutto sembra idoneo; in realtà con i 58V e i 150mA  di uscita abbiamo un suono decisamente poco controllato, e stridulo a causa dell’eccesso di Voltaggio per il 99.99% delle cuffie del mercato (di cuffie che richiedono 100V ne conosco solo una marca).

VIDEORECENSIONE

 

 CONCLUSIONI

Sia ben chiaro: non è un ammazzagiganti e non è il miglior amplificatore ascoltato, ma ha il pregio di suonar bene per la fascia di prezzo a cui è proposto. Ha  le sue pecche, ma ha anche alcuni pregi tecnici e di suono a mio avviso fondamentali e decisivi per elencare questo amplificatore nell’elenco degli amplificatori apprezzabili. Completo di tutto è difficile pensare che un user entry level possa trovare tutto ciò che gli serve a 400€, il TEAC A-R650MKII fa trovare veramente tutto ciò che serve al segnale analogico nelle sue varie forme.

Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Fotografia di Marco Maria Maurilio Bicelli
Argomento: Riproduzione audio hi-fi