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Intervista a Claudio Canclini della fanzine "Nessuno Schema"

Pubblicato il 03/11/2013 - Ultimo aggiornamento: 27/03/2016

Traduzioni:


Sono felice di presentarvi una intervista a Claudio Canclini, noto nel mondo underground per la fanzine "Nessuno Schema", che a sorpresa è uscita con un nuovo numero dopo ben 11 anni dal numero precedente!

Devo dire che mi attendevo un numero 10 stampato con un Sinclair Spectrum o al massimo con un Commodore Amiga… Invece mi sono ritrovato di fronte ad una scintillante rivista stampata in tipografia e perdipiù con copertina a colori!
L’unica cosa rimasta invariata, tipograficamentre parlando, è la dimensione dei caratteri, microscopici come al solito! Ma non lo sai che i tuoi lettori sono invecchiati?

Ti correggo, decisamente più microscopici che in passato! ;-) E’ stata una mera scelta economica e di formato, ingrandendo appena appena i caratteri saremmo passati a trecento pagine, per cui costi di stampa maggiori (e anche di posta per le spedizioni, vista la possibile voluminosità del prodotto finito), da cui ne sarebbe uscito un prezzo di vendita troppo alto per quella che alla fine è e rimane una fanzine. Per cui abbiamo compresso il più possibile (qualsiasi cosa che esuli dal semplice scrivere in word su questo numero è stata curata dal mio collaboratore Domenico “Joseph Curwen” Buzzetti – www.brainvision.eu) e ci siamo affidati alla bontà della vista dei lettori ;-) C’è chi legge senza problemi (io, ad esempio) e chi deve affidarsi ad occhiali o lenti d’ingrandimento. Alla fine per 204 pagine a 5,00 miseri euro è uno sforzo che si può fare, no? Fra l’altro ho sempre pensato che la vecchia leggenda della masturbazione che rende chiechi fosse da applicare ai soli maschi, ma viste alcune critiche a riguardo dei caratteri piccolissimi giunte anche dall’altra metà del cielo, forse il raggio va esteso pure al sesso femminile ;-)

Ah ah, penso proprio di si!

Il titolo “Nessun Schema”, immagino sia stato un omaggio ai Kina?

Sì, fu così. Mi pareva un nome appropriato per come intendevo far diventare la fanza negli anni a venire, cioè un contenitore in cui scrivere di tutto ciò che mi passasse per la mente, senza preclusioni di sorta, senza nessuno schema, appunto!

Nessuno Schema #10 esce 11 anni dopo l’ultimo numero… Perché? Cosa è successo nel frattempo? Cosa ci siamo persi?

Beh, semplicemente prima eravamo in due a redigere la fanza, poi dal 2002 sono rimasto da solo e in solitaria si ha la tendenza ad impigrirsi, a rimandare, ecc.ecc. Non vi siete persi nulla, quello di interessante che c’era da dire è su questo numero 10…ed essendo tutto ciò roba decisamente insignificante per chiunque a parte il sottoscritto, ho detto tutto! ;-)

Quante copie hai stampato di questo numero 10? All’incirca qual’è la somma delle copie totali dei numeri precedenti?

Di questo numero ne ho fatte stampare 500, fortunatamente ormai quasi esaurite (non lo ristamperò, ma sto pensando di metterlo online nell’eternità di internet, eheh!).

Numeri precedenti: quando era una mini-zine di 4 pagine (e per un certo periodo agli inizi si chiamava “That’s Life”, dal pezzo degli Sham69, naturalmente) ne sono uscite circa 650 copie divise fra quattro uscite. Da quando diventò una fanza vera e propria (1994) al # 9 (2002), ho contato 2.650 copie, se non ho fatto male i calcoli.

Una fanzine ancora su carta, quando ormai vengono stampate solo le riviste presenti in edicola, giusto perché sono sovvenzionate con soldi pubblici… Una scelta che riduce il numero di possibili lettori?

Mah, non saprei. Questo numero è uscito il 29 di giugno (2013) e a tutt’oggi (3 novembre) di 500 copie me ne sono rimaste solo una trentina, per cui il discorso distribuzione è andato al di là delle mie più rosee previsioni, calcolando anche che non ho messo nessun banchetto a concerti o simili, né fatto poi ‘sta gran promozione, e che c’è stata l’estate di mezzo. Probabilmente ho vissuto un po’ di rendita sul glorioso (?) passato di questa fanza ;-). Per cui non so, di sicuro in rete ti leggono a migliaia, però che ti leggono veramente quanti sono? Nel senso, in quanti si mettono lì a leggere riga per riga e non danno la classica scorsa veloce alla schermata? Quindi mi tengo stretti i miei 500 lettori nel vero senso della parola, gli altri potranno dare veloci scorse quando il numero finirà online ;-). Alla fine, ti dico la verità, farla su carta è soprattutto perché a me piacciono le fanzines su carta, al di là di qualsiasi altra implicazione che si può dare a questa scelta.

Su questro hai ragione, in effetti su internet il rischio o meglio l'abitudine della stragrande maggioranza dei lettori, è quella di una lettura veloce e frammentaria (saltando proprio le righe!). La differenza numerica tra gli accessi di una pagina e la lettura completa, è abissale...

Hai notizie di altre fanzine che continuano a venire stampate su carte?

Sì, ce ne sono ancora più di quante si possa credere. Butto lì i nomi di “Solar Ipse”, fanzine triestina stampata in maniera ultra-professionale e che tratta generi musicali non-convenzionali a fianco di musiche più conosciute (loriszecchin@gmail.com), e di “Mental Beat” (la ex ‘Oriental Beat’), dall’hinterland milanese e a base di garage-glam-r’n’r-punkrock-hard rock, molto professionale pure lei (micbisceglia@gmail.com). Ma non sono le sole in Italia e se ci allarghiamo all’estero ne troviamo moltissime altre, sparse fra i vari generi musicali e non solo (vedasi molte zines di quelle che, come si diceva nei 90’s, “si fanno i cazzi propri”).

Tu acquisti/acquistavi riviste musicali da edicola? Quali?

Da ragazzino ho iniziato con “HM!” a cui saltuariamente (se avevo abbastanza moneta in tasca) affiancavo “Metal Shock”. Attorno ai diciassette anni ho comprato il mio primo “Rockerilla”. Poi nei primi anni novanta “Blast” (il primo esempio di mag HC italiano, poi involutosi in “Dynamo”). A metà anni 90 ho preso qualche numero di un bel giornale true-metal chiamato “Distortion”, purtroppo sparito presto dalla circolazione. Ho acquistato ogni tanto “Grind Zone”, soprattutto nei suoi primi anni di vita. Negli ultimi anni seguo “Classix” e “Classix Metal” ai quali mi sono pure abbonato.

Anch'io ho iniziato con HM! Ero partito dai primi numeri, purtroppo poi ad un certo punto, non ricordo bene per quale motivo, ho deciso di venderli in blocco....

Quali erano le tue fanzine preferite?

Shove” di Andrea Valentini, “abBestia!” di Andrea Pomini, “Scream Of Anger” del duo Petralia/Moscarelli, in tempi più recenti “Hopes Of Harmony” di Andrea Timpani (Andrea dev’essere un nome da fanzinaro, vedo), “Poca Scena” di Marco Pecorari e “Oriental Beat” del Miguel Basetta. Qualcuna però la sto dimenticando di sicuro, mi sa! ;-)

In questo numero c’è meno ironia e più nostalgia / amarcord? Oppure semplicemente sono cambiati i modi?

Mah, a mio modo di vedere (e quindi in maniera insindacabile essendo io l’autore…scherzo dai!) di ironia ce n’è parecchia, di più che in passato, quando più che ironia c’erano demenzialità e tentativi di comicità paesana. C’è molto amarcord, quello sì, ma non dettato dalla nostalgia, anzi, come ho scritto sulla fanza io sono come quelli che andarono in guerra (la seconda mondiale) e poi al ritorno in paese ne hanno raccontato per anni, ma col cavolo che avevano nostalgia di quei tempi e li avrebbero rivissuti! ;-)

Si, probabilmente hai ragione sul fatto dell'ironia,  come ti avevo accennato, per non fare uscire l'intervista troppo tardi, ho letto solo qualche frammento casaule, prima di scrivere le domande!

Come vede la tecnologia un appassionato di musica punk, rock e metal, abituato a smanettare con demo su cassetta e 45 giri? Li scambi per un hard disk da 3TB?

Non so manco cosa sia di preciso un hard disk da 3TB ;-) ! Rimango legato al supporto “fisico” pur non essendo un maniaco della cosa (mi piace molto il vinile, le cassette hanno sempre un fascino enorme, i booklet dei cd sono molto graditi specie quando belli voluminosi, ma alla fine sono meri fattori estetici) e devo dire che l’avvento di internet per gli appassionati come me è stata una benedizione vera e propria: senza il download (gratuito!) quanta bella musica avrei perso? Invece ho potuto provare ad ascoltare ed apprezzare bands di filoni musicali a me ignoti, ma che sempre mi avevano incuriosito, come il kraut-rock o il progressive, inglese ed italiano, anni settanta. Ho approfondito i generi che più mi interessano negli ambiti metal, punk ed hardcore, scoprendo gruppi del passato veramente fantastici. Gente che può solo ringraziare internet, dato che è solo così che la loro musica ha potuto entrare in casa mia e in quella di centinaia di altri appassionati come me che, per ovvi motivi, non possono conoscere tutto quello che è uscito nel corso degli anni, né tantomeno permettersi di comprare tutto quanto ci interessi. Il file-sharing è, come si può facilmente immaginare, una versione milioni di volte più potente e ramificata di quello che era il tape-trading (cioè lo scambio di cassette internazionale) negli anni ottanta/primi novanta. E come quello è mosso dalla passione per la musica, non dalla voglia di fregare i gruppi e le etichette (che in certi casi se lo meriterebbero pure, bands e labels!), credimi!

Quali sono stati i concerti più memorabili a cui hai assistito?

Ne ho visti parecchi, ma non saprei indicartene alcuni in particolare, ogni concerto è memorabile per qualche motivo, anche quello del gruppo più schifoso della terra. Posso dirti di aver visto Iron Maiden, Slayer e Anthrax (nei tempi “giusti”, mettiamola così), una marea di bands hardcore italiane ed estere che ci vorrebbe una pagina di word a riportarle tutte, qualche concerto black/death nei 90’s e un’infinità di concerti locali. Come dicevo prima, tutti sono stati, a modo loro, memorabili!

I migliori dischi italiani?

Premetto che parlerò soprattutto secondo i miei gusti personali. Nonostante il fatto che per molti aspetti siamo una nazione del quarto mondo in fatto di musica intesa dal rock in avanti, l’Italia nel corso degli anni ha dato alla luce un mare di dischi davvero bellissimi, da quelli del prog anni 70 (non cito i classici, ma cito i miei coprovinciali Biglietto Per L’Inferno, il cui album omonimo del 1974 rimane una delle mie opere preferite di quel genere), a quelli della new wave degli 80’s (difficile indicare il miglior album dei Litfiba dell’epoca, butto lì un “Desaparecido” ma unicamente per dirne uno solo. “Siberia” dei Diaframma è un altro discone), tralasciando poi i cantautori (che qualche discone l’hanno fatto pure loro!). Passando ai generi che conosco meglio, nell’Hardcore dico “Lo spirito continua” dei Negazione, “Se ho vinto, se ho perso” dei Kina, “Osservati dall’inganno” degli Indigesti, l’omonimo dei Bloody Riot, “Finale” dei Crash Box e “Fiori neri” degli Atrox (per tacere di parecchi 7” e di altri lp di cui mi sto sicuramente dimenticando!), mentre direi che un appassionato di metal non può prescindere da dischi come “Neurodeliri” dei Bulldozer, “Into the macabre” dei Necrodeath, “Main frame collapse” degli Schizo e la raccolta “The story of… - 77/84” dei DeathSS. Gusti personali, lo ripeto, ma chi legge e non conosce si faccia un favore e provi a sentirseli questi albums!

I tuoi gruppi e artisti stranieri preferiti?

Qui si fa mattina! Dimenticandomene sicuramente mille, mi limiterò a fare un po’ di nomi sparsi fra hardcore (Bad Religion, M.D.C., 7 Seconds, Dag Nasty, Hüsker Dü, Gorilla Biscuits, Youth Of Today, Dead Kennedys, NoFx, Government Issue, Misfits, Gang Green, ecc.ecc.ecc.), punk/oi (Clash, Sex Pistols, Adverts, Buzzcocks, G.B.H., Sham69, Business, Cock Sparrer, ecc.ecc.), metal in genere (da quello più leggero, Motley Crue in primis, a quello classico, Iron Maiden who else?, al Thrash, per cui (vecchi) Metallica, Slayer e Anthrax, per finire con quello estremo, e qui giù di Hellhammer, Celtic Frost, Bathory, Sarcofago, Possessed, Morbid Angel, Asphyx, Mayhem, DarkThrone, Master’s Hammer, Beherit, ecc.ecc.ecc.ecc.ecc. E posso lasciar fuori bands come Deep Purple, Ac/Dc, Pink Floyd, Kraftwerk, Turbonegro, Dead Boys, Radio Birdman, Rolling Stones, Bruce Springsteen & The E Street Band, Hanoi Rocks, Pogues, ecc.ecc.ecc.ecc.ecc.ecc.ecc.ecc.? …sono stato abbastanza breve? ;-)

Ascolti sempre tanta musica nuova come una volta?

No, di musica nuova intesa come musica prodotta in questo periodo, quasi per niente, tolte le immancabili eccezioni (generalmente e raramente qualche nuovo disco di gruppi “vecchi”). Di musica a me nuova, ma prodotta in un lasso di tempo che va dai 50 ai 15/20 anni fa, un mare! Come ho scritto prima, grazie alla rete ho scoperto tantissime bands di cui avevo solo sentito parlare e a volte neppure quello e ho approfondito parecchi generi, da quelli a me più noti (HC, Punk e Metal) ad altri che conosco meno (rock cosiddetto classico, elettronica, cantautorato, prog anni settanta/ottanta, il kraut rock ed altri ancora).

Qual’è il futuro della musica secondo un “fanzinaro”?

Non saprei proprio. Mi sembra che il futuro sia in realtà un ritorno a riscoprire vecchie sonorità, magari mischiandole e/o aggiornandole, ma senza in realtà produrre niente di realmente nuovo e/o di rottura come furono tutti i generi del passato a loro tempo. Probabilmente non c’è più niente da dire e ci si deve giocoforza limitare a riesplorare il passato, passato che a mio avviso è ancora più valido ed affascinante di quanto esce al giorno d’oggi. Tutto ciò detto da un totale ignorante come il sottoscritto, sia chiaro! ;-)

E per quanto riguarda i tuoi progetti presenti e futuri?

Presenti, finire di rispondere a quest’intervista in tempi decenti! ;-) Futuri, come scritto più sopra, mettere online “Nessuno Schema” # 10 con magari qualche bonus dai numeri passati e qualche foto/immagine d’epoca.

Credo di aver finito: Fabrizio ti ringrazio per l’intervista, spero di aver dato delle risposte all’altezza delle domande!

Copertina di Nessuno Schema 10
Argomenti: Musica - Editoria underground