ENCELADO UN VIAGGIO A BATTIMENTO COSTANTE

Pubblicato il 18/04/2019

{1}Argomento|]1,Inf]Argomenti: Musica

Ultimamente ho una lentezza nello scrivere gli articoli che ha un che di imbarazzante, cercherò di ripagare con un qualcosa dal taglio più che interessante.

 

In primis vorrei discostarmi da tutti colore che, ligi alla velocità, hanno puntato a pubblicare il comunicato stampa del disco... insomma scrivere una recensione non equivale a dire che l'album in questione è uscito il 22 febbraio e fare un copia incolla di parole da marketing, tra l'altro abbastanza noiose.

 

Onestamente parlando ho impiegato più di un mese per capire l'album e studiarlo a fondo, tanto che è entrato assai velocemente tra i miei dischi test per quando parlo di hi fi.

Il primo impatto è infatti sconcertante: non lo si capisce! Complice tuttavia il famoso opuscolo del marketing che ventila scenari quasi psichedelici alla tipologia dei primi Pink Floid... Il fatto che nulla di tutto ciò sia presente mi ha in effetti spiazzato.

 

Ho lasciato riposare l'album per una settimana, al che riascoltandolo ho incominciato a capire che in realtà Encielado è la narrazione musicale di un viaggio. Ciònonostante ero ancora ben lontano dal comprenderlo ed apprezzarlo. Ed allora ho dovuto incominciare a leggere e studiare per capirlo.

Non sto parlando di arditezze soniche e dei soliti accordi armonici speciali e tutte le balle da musicista, o patito di musica, che ha completamente perso la connessione con la realtà umana e spirituale della musica... sto parlando proprio del fatto che per capire un viaggio dobbiamo obbligatoriamente uscire dai panni che, in modo invisibile, la nostra Società ci fa indossare.

 

Il settimo brano: Shapiro ci fa ben comprendere quanto il viaggio che stiamo affrontando con Encielado non è il classico viaggio psichedelico. Shapiro ci fa comprendere quanto questo viaggio sia quello del viandante giramondo: un viaggio a battimento costante, che può sembrare addirittura noioso, ma che in realtà contiene un'enormità di esperienze. Trasportando il passo del viandante all'interno dell'album possiamo tranquillamente notare quanto i battimenti sono costanti per l'intera durata dell'album.

 

Soyzuz!, il primo brano è l'omaggio all'unico veivolo spaziale attivo, da dopo la dismessa dello Space Shuttle. È un invito a partire assieme al Luz... il Soyuz! Ci porterà così a Chullachaqui, Atacama e Bengoechea. In realtà solo Atacama è il nome del famoso deserto, ma ciò che importa è il dove siamo atterrati: in America del Sud, coi suoi colori, leggende e mentalità. In pratica ci troviamo agli antipodi dell'Europa e durante il mio primo ascolto avevo pensato di poter fare il tutto standomene comodamente in Europa.

 

Dopo i primi quattro pezzi ci spostiamo, come se nulla fosse in Europa... o forse solamente al concetto di casa. Casa è infatti ovunque stia il cuore... ed il mio è decisamente in Europa, perciò lì son tornato. Tuttavia è un passaggio momentaneo perchè da Ground control, il quinto brano, passiamo ad Hum: ritrovandoci nello spazio più profondo. Insomma avevamo pensato che Soyuz! Ci avesse portato in America Meridionale, ma in realtà l'avevamo soltanto sorvolata.

 

Lo spazio profondo ci porta a riflettere e da quì Shapiro e Ballyhoo, la prima è, come abbiamo già detto una riflessione sul viaggio, la seconda è invece una riflessione sulla nostra cultura e su quanto ci siano elementi importanti e preziosi in tutto ciò che la nostra Società definisce col termine "scarto".

 

Col nono ed ultimo brano, Fricus, torniamo a casa? Onestamente non lo so, probabilmente la sensazione fumosa è stata ricercata dai Luz per farci riflettere su varie tematiche. Personalmente ne ho trovate tre: la prima è inerente allo stato onirico del viaggio; la seconda è inerente al fatto che una volta tornati da un viaggio, casa sembra diversa; la terza è invece circa la domanda su quale sia veramente la fine del viaggio.

 

QUATTRO PAROLE SUI LUZ

 

I Luz sono Giacomo Ancillotto alla chitarra; Igor Legari al contrabbasso e Federico Scettri alla batteria. Un terzetto Jazz contemporaneo le cui informazioni potete tranquillamente leggere sul loro sito: www.luzmusic.it oppure https://luzmusic.wordpress.com/about/luz-italiano/

che è scritto in Italiano.

 

QUATTRO PAROLE SULL'ALBUM

 

L'album risulta ben registrato, perciò i miei complimenti vanno al Jambona Lab di Antonio Castiello e Aldo De Sanctis.

Andiamo a vedere un poco più nel dettaglio il tutto.

Come possiamo vedere dall'Immagine 1 non vi sono segnali di clipping della traccia a riprova non solo della tanto chiacchierata dinamica, quanto di una cura e qualità generale.

Dall'Immagine 2 notiamo quanto peso armonico ci sia in Encielado, anzi mi verrebbe da aggiungere che una versione FLAC in 24bit/96kHz, o magari anche 192kHz, sarebbe stata ancora più realistica di quanto già non sia il CD.

Infine nell'Immagine 3 notiamo più quanto in studio abbiano cercato la maggiore naturalezza possibile, dato che essenzialmente così si comporta la musica dal vivo... non vi preoccupate per il filtro passaalto a 60Hz circa, è una questione totalmente corretta durante la registrazione.

Immagine 1
Foto por Marco Maria Maurilio Bicelli
Immagine 2
Foto por Marco Maria Maurilio Bicelli
Immagine 3
Foto por Marco Maria Maurilio Bicelli